Recensione: Dylan Dog #365 – Cronodramma

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Carlo Ambrosini (testi) e Werther Dell’Edera (disegni)
Prima pubblicazione 27 gennaio 2017
Prima edizione italiana 27 gennaio 2017
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 96

Prezzo 3,30 euro

L’idea del tempo che gli uomini si sono costruiti è un’inespugnabile fortezza nella quale si sono rinchiusi…

Dylan Dog #365 - Cronodramma coverUN DESTINO, DUE POSSIBILITÀ

Ho un’idea ben precisa su Dylan Dog e il numero 365, come molti altri del resto, non fa che avvalorare un pensiero che si è addensato con molta risolutezza. Devo dimenticarmi, ogni volta che apro un nuovo albo, di trovare il fumetto che mi ha fatto innamorare profondamente di un personaggio; perché i tempi sono cambiati e Lui si è adeguato, e come loro, io ho fatto lo stesso. Comprendo le nuove direttive editoriali, gli schemi studiati, indirizzati a riqualificare un patrimonio inestimabile di casa Bonelli; ma se gli schemi narrativi impongono tempi e prodotti più asciutti, di conseguenza il fulcro narrativo deve essere più deciso. Dylan Dog 365_01Sempre più abituati a impianti narrativi ampi, dove il numero fisso delle pagine non dettano una legge stringente, ci si accorge di come spesso il ritmo ne risenta, proponendo storie solo a tratti interessanti. Anche “Cronodramma” non si salva da questa trappola editoriale ma poco male, rispetta in pieno il target di lettura veloce e poco impegnativa. La storia è giocata con un esperimento curioso, che ha il merito di renderla interessante e accattivante al tempo stesso: due distinti autori (Ambrosini e Dell’Edera) si alternano nel disegno delle tavole, raccontando alternativamente la stessa vicenda da due punti di vista diversi, non tanto come se fosse uno sliding doors, piuttosto come se fossero la rappresentazione uno del mondo reale e di quello onirico l’altro. Il diverso stile aiuta e accompagna questa scelta divertente.

LA FRATTURA DEL TEMPO

Dylan Dog 365_02Ambrosini è anche autore dei testi. L’ho tenuto in grande considerazione per molto tempo, amando  sinceramente Napoleone, un personaggio che ha avuto meno fortuna di quella che si sarebbe meritato. Vederlo misurarsi con Dylan Dog mi fa piacere, ma ne scopro delle imperfezioni così evidenti che mi fanno pensare ad un’ unione forzata, e non nata dal reciproco desiderio di recitare insieme. La storia si colloca e veleggia quasi sempre su uno strato superficiale, dove gli stati d’animo dei protagonisti sono appena accennati. Anche il disegno ne risente; svogliato, parziale, al di sotto del livello accademico, da lui mi aspetto sicuramente di più. Citazione diversa per Dell’Edera, che con un personalissimo tratto inequivocabile propone interessanti inquadrature e soggetti concretamente fuori dall’ordinario. Nel complesso l’albo scorre rapido, le parti senza dialogo sono decisamente molte e laddove le parole di fanno più numerose, sfuggono sbiadite oltre la più banale normalità. Anche il plot alla fine si arrende al solito giochino finzione-realtà, dove il vero stupore suscitato è quello del lettore, che come me, si chiede: “Ancora una volta questa storia del sogno che si confonde con la verità e non si capisce mai dove inizia una e finisce l’altra?” Diciamo che tutto sommato, al di là  di tutto ciò che si potrebbe scrivere, si mantiene su un grado di tollerabile sufficienza.


Dylan Dog. Diary. Ediz. illustrata
Dopo un lungo silenzio. Dylan Dog
La dama in nero. Dylan Dog
Angeli e demoni. Dylan Dog
La quinta stagione. Dylan Dog



LA NOSTRA PAGELLA: 6.4/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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2 Risposte

  1. Riccardo ha detto:

    Sono d’accordo con la tua critica, ma non scordiamoci mai di valutare un albo di sole 96 pagine come un racconto breve. Si deve essere padroni del linguaggio breve e soprattutto essere innamorati o quantomeno convinti del personaggio che si tratta. Non è piaciuto molto neppure a me, ma un 5 secco mi pare eccessivo, ho letto cose molto più ignobili. Direi che la mia sufficienza scarsa è un atto di stima verso Ambrosini

  2. Il Dylan Dogofilo ha detto:

    Soggetto molto profondo. Sceneggiatura scarna in alcuni punti e troppo elaborata in altri. Disegni di Ambrosini sempre peggio. Il mio voto é 5

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