Recensione: Dylan Dog #367 – La ninna nanna dell’ultima notte

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Barbara Baraldi (sceneggiatura), Corrado Roi (disegni) e Gigi Cavenago (copertina)
Prima pubblicazione 29 marzo 2017
Prima edizione italiana 29 marzo 2017
Formato 16 x 21 cm
Numero pagine 98

Prezzo 3,20 euro

Cosa ne sapete voi adulti dei nostri sogni? Cosa ne sapete di quello che vogliamo? Questo è il sogno di mia madre, non il mio.
– da Dylan Dog #367

IL POTERE DELLE STORIE

Come diceva Mordecai Richlerun ragazzo può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre“. In una società dove tutti  ci crediamo immortali e perennemente giovani la possibilità di rubare un paio di “persone potenziali” ai bambini è un rischio più che concreto; ciò di cui non ci si rende conto è che la proiezione sui bambini di ciò che avremmo voluto diventare ne uccide l’innocenza e la fiamma che tiene in vita il mondo.
Questo è il messaggio più interessante che ho trovato in quest’albo, ma non è l’unico: il potere del racconto e della storia come parte fondamentale e  indivisibile dalla gioventù ne attraversa ogni pagina su più livelli. Barbara Baraldi ha composto una storia molto varia nell’andamento, quest’albo vi cullerà con una ninna nanna (che farà tutt’altro che favorire il sonno), un metaracconto  su un personaggio fondamentale della storia.
Di cosa tratta dunque La ninna nanna dell’ultima notte (a memoria il titolo più lungo dell’intera serie regolare)? Dylan dovrà indagare sulle scomparse di alcuni bambini e su alcune morti violente legate ad esse. Dylan oltre all’immancabile presenza di Groucho sarà affiancato da Domitilla Foster, una psicologa che ha in cura uno dei bambini scomparsi. Ciò che emerge sin dalla prima pagina (senza rovinarvi il piacere di leggere la storia) è che i bambini sono tutt’altro che scomparsi,  stanno semplicemente ribellandosi ai genitori per le loro assenze e per la mancanza dei loro racconti.
Il racconto, specie da bambini, è una parte fondamentale della formazione della persona: sapere che nel mondo può esserci un lupo cattivo porta i bambini ad aver paura e allo stesso tempo ad esser più cauti, sapere che ci sarà un cacciatore buono ad aiutarli li porta ad essere prudenti  e a non aver paura. Barbara Baraldi sembra voler evidenziare il pericolo di un mondo senza racconti a stimolare l’immaginario dei piccoli, un mondo fatto soltanto delle ambizioni dei genitori. Ad lettura superficiale si direbbe che i mostri di questa storia siano i bambini, al contrario sono i genitori che con il loro egoismo fanno indossare ai figli le proprie ambizioni e i sogni. Bambini privati del potere della fantasia non sono altro che burattini.

PINOCCHIO AL CONTRARIO

Le favole e le storie per l’infanzia influenzano fortemente  questo fumetto, per fare qualche esempio: troveremo le carte al servizio della regina di cuori di Alice nel paese delle meraviglie, riferimenti ad Hansel e Gretel e molti altri. Su tutti il riferimento più suggestivo è quello a Pinocchio. Nella famosa storia di Collodi l’amore per la vita riesce ad animare persino un pezzo lavorato di legno, in questa storia i bambini sembrano quasi diventare da esseri animati a burattini. Non è un caso che per sbrogliare i nodi della matassa occorrerà l’intervento di un burattinaio.
Per quanto non manchi il suo intervento nella vicenda, Dylan Dog risulta un personaggio molto marginale in questa storia, in uno scenario costruito così minuziosamente forse si perde un po’. Mi avrebbe forse fatto piacere qualche  riferimento in più sull’essere bambini e il potere delle storie da parte dell’indagatore dell’incubo, ma capisco bene che l’infanzia di Dylan sia un argomento delicatissimo e che con tutte le cose trattate sia stato già un miracolo farle incastrare perfettamente in 98 pagine.
Dal punto di vista grafico non si può non rimanere strabiliati dalla copertina di Gigi Cavenago: ancora una volta riesce con un’immagine a racchiudere perfettamente il clima che si respirerà nell’albo. Sui disegni di Corrado Roi è difficile esprimersi con obbiettività:  il signore delle ombre è uno dei disegnatori più amati di Dylan Dog sin dai primissimi numeri. In questo numero conferma la sua grandezza portando a casa una prova eccellente. L’antipaese dei balocchi è reso inquietante e pulsante, l’intensità delle espressioni facciali dei personaggi lasciano a bocca aperta e la presenza di diversi personaggi più o meno noti del mondo del cinema sono una vera chicca (nomino solo Venerdì de “La famiglia Addams“, a voi trovare gli altri).

IL BAMBINO PADRE DELL’UOMO FUTURO

Il pregio più grande di quest’albo è che ti spinga più a riflettere su diverse cose piuttosto che interrogarti sulla sue qualità. Barbara Baraldi si conferma una preziosa risorsa nella scuderia dylaniata, pur non aggiungendo tasselli alla storia personaggio (come fece ne Gli anni selvaggi); Corrado Roi definisce ancora una volta a livello visivo Dylan Dog. Riguardo Gigi Cavenago inizio a sospettare che sia stato assemblato su qualche altro pianeta e spedito qui sulla Terra. La ninna nanna dell’ultima notte vi cullerà senza farvi addormentare e vi farà riflettere. Consiglio la lettura di quest’albo a tutti, anche a coloro che odiano Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo sarà una figura di contorno ad una storia dal respiro ampissimo. Chiudo questa recensione con un brano che reputo la colonna sonora ideale per quest’albo, buon ascolto.


Dylan Dog. Diary. Ediz. illustrata
Dopo un lungo silenzio. Dylan Dog
La dama in nero. Dylan Dog
Angeli e demoni. Dylan Dog
La quinta stagione. Dylan Dog

C4 MATITE:

Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.