Recensione: Dylan Dog (I colori della paura #31) – Ancora un lungo addio

Dylan Dog (I colori della paura #31) - Ancora un lungo addio

Editore RCS – Sergio Bonelli Editore
Autori Paola Barbato (sceneggiatura) e Carmine Di Giandomenico (disegni e copertina)
Prima pubblicazione Febbraio 2016
Prima edizione italiana Febbraio 2016
Formato 17×28 cm
Numero pagine 34
Prezzo 1,99 euro

Le persone innamorate sono fragili, vulnerabili, ingigantiscono qualunque cosa tu dica o faccia.
E io non voglio far male a nessuno.
– da Dylan Dog – Ancora un lungo addio

UN COMPITO DELICATO

gallery_DylanDogIcoloridellaPaura_03Quando mesi fa Roberto Recchioni annunciò che tra gli albi di cui sarebbe uscito il remake c’era anche Il lungo addio, la prima cosa che pensai fu quella di non voler essere nei panni di chi avrebbe dovuto rimaneggiare un’opera così perfetta e intoccabile come quella sceneggiata da Tiziano Sclavi su soggetti di Mauro Marcheselli. Il malcapitato (o come si rivelò più avanti, la malcapitata) si sarebbe dovuto cimentare in una missione impossibile, trovando davanti a sé due scogli enormi: il confronto con l’originale e i fan più nostalgici dell’indagatore dell’incubo. Avete presente quell’istante prima di un esibizione di canto in cui viene annunciato che l’artista canterà un brano dei Queen? Il 99% dei presenti in sala pensa a Freddie Mercury e prima ancora che possa essere cantata la prima sillaba della canzone, sospira scocciata (esclusi i parenti, naturalmente dentro sospirano pure loro). Ecco, più o meno la stessa cosa avviene quando si tocca Sclavi e i suoi monumenti.
Per quanto riguarda la seconda problematica: Il lungo addio è una delle storie più amate e indimenticabili di Dylan Dog, io stesso decisi di recuperare tutti i numeri dell’indagatore dell’incubo dopo aver letto questa serie (in edicola usciva il #300!). Dylan per molti è più di un fumetto con cui passare una piacevole mezz’ora, è un compagno di vita, un qualcosa che raccoglie in maniera perfetta tutte le ombre e i  demoni dell’essere umano. Tocca talmente nel profondo l’animo di chi lo legge che spesso ci si dimentica che stiamo parlando di un personaggio di fantasia e non di una religione. Oddio, forse questo non è il migliore dei confronti…

UN’OPERA RIUSCITA?

gallery_DylanDogIcoloridellaPaura_04Per valutare questo fumetto in maniera positiva o negativa è indispensabile domandarsi ciò che vogliamo da una rivisitazione. Cercate qualcosa che riproponga  in maniera più o meno invariata l’opera di cui si fa il remake così da potersi compiacere di quanto fosse bello l’originale, oppure cercate quacosa che aggiunga nuovi elementi che vi permettano di differenziarlo dal primo? Questo fumetto saprà accontentarvi in entrambi i casi per ragioni diverse. I fedelissimi saranno accontentati da una storia che segue in maniera pedissequa l’originale senza nulla aggiungere di nuovo. Paola Barbato è riuscita a racchiudere in poco più di 30 pagine ciò che Sclavi aveva messo in scena in più di 90 pagine. Alcuni passaggi risultano un pò troppo accelerati, tuttavia senza compromettere la riuscita generale dell’opera, a patto che abbiate letto l’originale. Il punto di rottura nei confronti di Il lungo addio è il reparto grafico. Carmine Di Giandomenico riesce a racchiudere le atmosfere a suo tempo disegnate da Carlo Ambrosini in una veste totalmente inedita.
Grande protagonista di questo albetto è il colore: vedere Moonlight colorarsi è un vero e proprio spettacolo per gli occhi. I raggi del Sole che hanno illuminato a suo tempo il giovane amore tra Dylan e Marina sono finalmente rappresentati e tanto più luminosi quanto più oscura la notte che accompagnerà il viaggio del lungo addio. Di Giandomenico conferisce ai volti un’espressività che lascia ammirati.

ANCORA UNA STORIA DA LEGGERE

Questo fumetto merita l’acquisto? La domanda non si dovrebbe nemmeno porre. Un pezzo di storia del fumetto italiano tirato a lucido per il costo di due euro non bisogna assolutamente perderselo. L’unico consiglio che mi sento di dare agli acquirenti è quello di leggersi prima Il lungo addio, amarlo e in un secondo momento godersi Ancora un lungo addio. Portare la pelle a casa dopo essersi lanciati in un’opera del genere non è per nulla facile, Paola Barbato e Carmine Di Giandomenico sono riusciti a fare di più: sono riusciti ad emozionare proprio dove già avevamo pianto.


Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Il sorriso dell’Oscura Signora
Dylan Dog. Caccia alle streghe
Dylan Dog. Cronache dal pianeta dei morti
Collezione Dylan Dog n. 1-270 prima edizione




LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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