Recensione: Empress

Editore Panini Comics
Autori Mark Millar e Stuart Immonen
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 8 giugno 2017
Formato
Numero pagine 200 a colori

Prezzo 18,00 euro

In alcune letture tutto quello che cerchi è, semplicemente, un buon intrattenimento. Una storia fluida e dinamica, ritmo narrativo veloce e contratto, personaggi carismatici senza troppi fronzoli, tante scene d’azione, dialoghi accattivanti e ironici e qualche bel colpo di scena. Quando scelgo di leggere un’opera di Mark Millar, di solito, cerco proprio questo. Perciò, è con tali aspettative che  mi sono accostato ad Empress, nuova opera sci-fi dello sceneggiatore scozzese e  della superstar della matita Stuart Immonen, pubblicata in Italia da Panini Comics. Le aspettative, per fortuna, non sono state deluse.

LA TRAMA

Re Morax è colui che ha messo fine alle guerre nella galassia e mantiene saldamente il potere nelle sue mani soffocando ogni dissenso nel sangue. Vivere nel regno di Morax non è certo facile, ne per i sudditi ne per la famiglia reale. Infatti, nessun privilegio sembra poter compensare lo sconforto e il malcontento della moglie di Morax, Emporia, costretta a vivere nel regime di terrore del marito e del suo carattere violento e incredibilmente vendicativo. La regina, decisa ad allontanare i suoi tre figli, Haine, Adam e il piccolo Puck, dal terribile Morax, sceglie quindi di fuggire verso il lontano pianeta dove vive sua sorella, la Terra. Emporia sembra avere ben poche speranze di portare a termine l’impresa, dato che Morax tiene in pugno tutta la galassia, tuttavia la regina può contare sull’aiuto di Dane Havelock, fedele guardia imperiale, che farà di tutto per proteggerla. Riuscirà il gruppo a fuggire dalla rabbia di Morax ed iniziare una nuova vita?

FUGA INTERPLANETARIA

Millar e Immonen con Empress si confrontano con la soap opera di fantascienza partendo da un’idea narrativa semplice, ma solida e andando a confezionare un’opera avvincente. I due autori scelgono un approccio immediato e il lettore viene da subito calato nel bel mezzo dell’azione. Le prime pagine, infatti, mostrano Morax in tutta la sua spietata violenza, nell’atto di giustiziare tre sudditi facendoli sbranare da un immenso dinosauro. Il tiranno è fisicamente enorme, rude nei tratti, granitico nella sua malvagità e sete di potere. Emporia, dall’altro canto, appare immediatamente come una vittima intrappolata in una vita di terrore, con un passato misterioso e un grande amore per i suoi figli che la rende estremamente determinata, perciò la sua scelta di scappare ci appare inevitabile.
Abbiamo dunque un’eroina forte e di carattere, con un viaggio estremamente difficile da portare a termine e dei compagni di viaggio ben assortiti. In primis c’è Dane Havelock, guardia imperiale fedele e abile nel combattimento. Sarà proprio lui a guidare la famiglia nella fuga, aiutandola ad affrontare pericoli, eliminando i nemici e coinvolgendo nell’impresa l’amico Tor Blinder, combattente esperto in telecinesi e proprietario di Ship, macchina in grado di far balzare il gruppo da un pianeta all’altro per sfuggire a Morax. Poi ci sono Haine, Adam e Puck, i figli di Emporia. Haine è una ragazza impulsiva e dinamica, molto legata ai due genitori, vede  Dane come un potenziale rivale del padre e, almeno in un primo tempo, non approva la scelta della madre di allontanarla da Morax. Adam, invece, è un ragazzo estremamente intelligente, una sorta di Mc Giver adolescente, ma troppo gracile e sensibile per poter ambire al trono secondo i requisiti richiesti dal padre. Infine abbiamo Puck , il più piccolo del gruppo sempre avvinghiato ai fratelli maggiori o alla madre.
Come si può notare, innesco narrativo e personaggi, nonostante non si avvalgano di elementi di particolare originalità (anzi…), hanno tutte le caratteristiche per dare vita ad un connubio ricco di ritmo e azione ed è proprio questo quello che abbiamo in Empress. Ben presto, infatti, per il lettore inizia un mirabolante giro sulla giostra spaziale di un viaggio intergalattico, tra pianeti di ogni genere, scontri con armi futuristiche, poteri mentali e armi bianche, mostri, razze aliene, esplosioni e navi spaziali. Millar, come di consueto, spinge costantemente sull’acceleratore, lascia spazio a qualche pausa solo per creare la giusta suspence prima dei colpi di scena, dando vita ad un susseguirsi di situazioni sempre differenti. I dialoghi sono diretti, semplici e si avvalgono sempre di un pizzico di ironia da action movie, rispecchiando perfettamente i caratteri dei personaggi e il tono della vicenda.

TUTTI I COLORI DELLA GALASSIA

Dal punto di vista visivo, Immonen  fa come sempre un ottimo lavoro, dando sfogo alla fantasia e creando un universo estremamente variegato e dettagliato. Il disegnatore, oltre che nella caratterizzazione dei personaggi, dà il meglio di sé nelle scene d’azione, con un tratto dinamico ed esplosivo che immerge il lettore nei momenti concitati degli scontri e nelle continue fughe rocambolesche dei protagonisti. I colori sono sgargianti e luminosi e vanno a impreziosire un reparto grafico che è sempre un vero piacere per gli occhi.

CONCLUSIONI

In conclusione, Millare e Immonen danno vita ad un buon fumetto di intrattenimento, divertente e coinvolgente che, pur non spiccando per originalità, riesce a dare ampio respiro a temi e situazioni famigliari grazie, soprattutto, ad un cast di personaggi carismatici, una trama efficiente che si muove con fluidità e un impatto visivo spettacolare.


Empress
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C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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