Recensione: Fante Bukowski

Editore Coconino Press
Autori Noah Van Sciver
Prima pubblicazione Marzo 2016
Prima edizione italiana 2016
Formato Brossurato
Numero pagine 80 a colori

Prezzo 16,00 euro

LETTERA AD UN COLLEGA ASPIRANTE SCRITTORE

Ciao Fante,
mi chiamo Orzo e possiamo subito rompere il ghiaccio con questa storia del nome d’arte. Tu, giustamente, sei andato a scegliere l’emblema degli scrittori di strada che bivacca per la società, pieno di talento ma ignorato dal suo tempo, amante delle bevute solitarie e delle battute sporche, cinico e tronfio della sua superiorità eppure così bisognoso di attenzioni. Io il nome Orzo l’ho scelto perchè mi piaceva il suono che faceva nel pronunciarlo.

Dai Fante, smettiamola di raccontarci palle. Non sei l’unico e non sarai il solo a soffrire di talento sprecato e degli acciacchi dovuti all’anonimato. Quindi perchè non associarti a quelli come noi? Gli aspiranti scrittori che anelano l’ispirazione ma inalano solo fumi di fallimenti. No, è vero, tu sei quello bravo, contagiato solo dal virus della sfortuna. Meglio stare alla larga dai perdenti.

Però devo dirtelo, Fante. Tu sei uno scrittore onesto. Non ti abbandoni a prosopopee sulla nobiltà della letteratura, non cerchi di curare i tuoi demoni con la scrittura. Tu lo ammetti: vuoi essere pubblicato. Vuoi che la gente ti legga per quello che sei, non per quello che scrivi. Trovi ingiusto che un agente letterario non venga da te, supplicandoti di firmare un contratto. Giusto, che cosa ne capiscono gli agenti letterari? Quelli son buoni per le checche dalla penna buonista. Fanno fruttare libri scritti da signore per signore con la vagina pelosa e infuocata dalle voglie. Che ne sanno questi di come si scrive un libro sanguigno, vero?

Un libro vero deve essere intriso di vita. E tu Fante la vita la tappi in una bottiglia, quindi per quale motivo dovrebbe interessarci il tuo trito rito di autocommiserazione? Perchè almeno ci sono le donne nella tua vita, e le donne, dio santo, sono loro a tenerci alto il morale. Le donne sono infinite ma i giorni no.

Tu ci ricordi, caro Fante, che noi che scriviamo siamo l’anti sesso. Circondiamo le donne di parole ma non le prendiamo con i fatti. Non c’è fascino nel fare schifo, tranne per chi fa schifo di suo. Gli scrittori sono affamati di sesso, non a caso ti sei scelto l’omonimo che sull’istinto sessuale ci ha fatto una bibliografia. Eppure è troppo poco metterla in questi termini. Dietro la fame di sesso c’è sempre qualcosa di disonesto. C’è un vuoto che non sa colmarsi, un dolore che forse gli orgasmi possono lenire ma che le persone non riescono a colmare.

Tu sei onesto, Fante, non la meni con l’idealismo e la politica. Ti fai mandare i soldi dai tuoi e ti capiamo, eccome se ti capiamo. Per cui non ti affannare troppo nel mare delle contraddizioni, ci sguazziamo tutti. Anzi, ben venga, facci sentire un po’ meno grotteschi. Aiutaci a ridere di qualcos’altro che non siamo noi. Oppure dacci un motivo per sentirci più vanesi di fronte alla tua imperfezioni.

Non puoi cavartela sempre però. Per una cosa ti detesto. Sei un personaggio di fantasia. Comunque vada, avrai un futuro decretato. Noi questo lusso non ce lo possiamo permettere. Il tuo autore, per quanto spiritoso e crudele, ha per te un piano, un arco narrativo.

Ti odio. Tu almeno ce l’hai un Dio.

Credo di aver capito a cosa serve leggere di te, Fante. Farci rosicchiare le tue brevi storie ci riempie lo stomaco. Ci ricorda che tutti vorremo essere stronzi come Arturo Baldini e brutalmente affascinanti come Henry Chinaski. Tutti vorremo diventare grandi scrittori e avere vite per cui valga la pena stare male: per raccontarle. Forse il vero senso delle tue vicissitudini è anche quello di incoraggiarci, vuoi o non vuoi.

Noi, che saremo sempre troppo simili a quell’altro. Avremo sicuramente copiato da qualcuno pur sempre più bravo. Ce ne stiamo qui, sperando di essere paragonati.

A pregare di essere paragonabili.

Ma questa è un’altra storia. La nostra, non la tua. Tu ti sei già scelto i tuoi metri di paragone.

Ciao caro Fante, ti auguro ogni bene e tutto il successo. Ne spetterebbe di più al sottoscritto. Io che sono vivo, bravo e povero per tutti i motivi a me imputabili. Preferisco vomitarli su un marciapiede, dopo aver perso tutte le donne, i soldi e il talento in una partita che ero sicuro di vincere. Qualcuno avrà sicuramente barato, figuriamoci!


Fante Bukowski
La trilogia: La rivolta dei racchi-I labirinti-Zil Zelub
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C4 MATITE:

Orzo Nimai

Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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