Recensione: Fraction

Editore Hikari
Autori Shintaro Kago
Prima pubblicazione 2009
Prima edizione italiana 2015
Formato 17×24 cm
Numero pagine 206, b/n

Prezzo 18,00 €

Non può essere. Mio fratello è morto… Akihiko è morto…
– da Fraction

GLI INCUBI DI SHINTARO KAGO

Screenshot_2015-07-08-15-48-41-1Shintaro Kago in patria è da anni considerato uno degli autori di manga più interessanti e sconvolgenti. È uno dei pochi artisti in grado di suscitare, nei pochi istanti necessari a sfogliare un suo fumetto, una reazione sufficientemente violenta da portare gli avventori casuali a prendere all’istante una delle seguenti decisioni: chiudere immediatamente il volume per scappare a gambe levate in preda al ribrezzo o innamorarsene perdutamente per i temi trattati, talvolta impegnati, sempre espliciti. Kago viene usualmente definito maestro dell’ero-guro, movimento artistico giapponese nato all’inizio del secolo scorso caratterizzato da elementi erotici, grotteschi e al limite dell’assurdo.

Eppure, proprio con Fraction, il nuovo volume di Shintaro Kago edito da Hikari, l’autore gioca al distacco dalle sue tematiche più comuni. Finge di scrivere una storia dalle tinte mystery, un tipico giallo completo di caccia all’assassino. Il mangaka inganna una, due, tre volte il lettore fino a lasciarlo solo e senza appigli, disorientato in un dedalo di congetture e ipotesi. Il richiamo del paradosso della carne è però troppo forte, e Kago decide anche questa volta di lasciare nelle menti dei lettori un’immagine – quella risolutiva – dall’impatto devastante.

Screenshot_2015-07-08-15-50-32-1La storia principale corre su due binari paralleli, collegati solo dalla trama del misterioso killer che uccide le proprie vittime segandole in due parti. Ne “L’affettatore“, prima delle due direzioni narrative, assistiamo alla classica, per quanto malata, storia dell’uccisore. Gli indizi che l’autore dissemina nel corso dei quattro capitoli sono spesso fasulli, specchietti per le allodole forse facili da individuare, ma che hanno come unico e inevitabile effetto di allontanarci dall’intricata soluzione dell’enigma. Il secondo arco narrativo (in cui lo stesso Shintaro Kago compare come protagonista), “Il mangaka“, si intreccia e combina con il precedente, alternando le vicende dell’artista a vere e proprie lezioni di fumetto. Kago finge di svelarci i trucchi del mestiere, dichiara apertamente che ha intenzione di ingannarci e descrive in dettaglio gli espedienti narrativi necessari per farlo. Quando l’orribile verità viene rivelata, tuttavia, per il lettore è ormai troppo tardi.

PIÙ REALE DI COSÌ, SI MUORE

Screenshot_2015-07-08-15-51-12-1-1Il tratto utilizzato nella storia principale segue stilisticamente quello visto sul precedente volume di Shintaro Kago edito da Hikari, vincitore del Gran Guinigi 2014, Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio? Pulito, preciso, realistico ed estremamente dettagliato quando viene il momento di rappresentare gli orrori più raccapriccianti. Lo storytelling è fluido e trascina lo sguardo del lettore vignetta dopo vignetta: impossibile arrestare la lettura prima di aver raggiungo l’ultima pagina.
Come già detto, brevi ma interessantissime lezioni di fumetto, sceneggiatura e costruzione della tavola trovano posto nei deliziosi capitoli de “Il mangaka”. Kago si dimostra non solo profondo conoscitore delle tecniche illustrative tradizionali tipiche del Paese del Sol Levante, ma mette in mostra ancora una volta le sue qualità di sperimentatore e innovatore, giocando con le nuvolette di testo e piegando la griglia fumettistica al proprio volere.

Il volume si conclude con quattro storie brevi in cui l’autore esplora ulteriormente l’universo grottesco di fobie e ossessioni. Senza privarci dei dettagli truculenti che lo caratterizzano, Kago adotta per questi racconti (soprattutto in Tremiti e Crollo) uno stile più semplice e tendente al cartoon. Alleggerisce gli sfondi e si concentra su testi e suggestioni, tutto per comunicare al lettore sensazioni che vadano oltre il ribrezzo superficiale.

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IN CONCLUSIONE 

fraction cover hikariCertamente un volume per gli stomaci forti e per i lettori meno impressionabili, ma anche un’opera intelligente che gioca con i generi e sfrutta l’enorme potenziale del linguaggio della narrazione per immagini. Kago approfitta sfacciatamente e dichiaratamente delle sovrastrutture presenti in ogni lettore di narrativa per immagini, sovverte le tradizioni e riscrive le regole senza mai snaturare il fumetto.
L’affascinante trascrizione di un colloquio tra Shintaro Kago e Ryuichi Kasumi (scrittore giapponese di romanzi gialli) impreziosisce il volume e regala al lettore una pausa tra le asfissianti atmosfere della storia principale e quelle altrettanto opprimenti dei racconti brevi. La discussione offre la visione di due esponenti di media profondamente diversi sulle medesime questioni: i pro e i contro della letteratura gialla e mystery, il bisogno caratteristico del genere di tenere incollato il lettore alle pagine e le modalità con cui fumetto e romanzo possono raggiungere tale obiettivo.

Fortunatamente Hikari sembra tenere molto a Kago e ai suoi sconvolgenti fumetti. Non resta che sperare che l’impressione venga quanto prima confermata, magari con l’annuncio di un nuovo volume dell’iconoclastico artista giapponese.


Fraction
Il mondo quadridimensionale
Gen di Hiroshima Vol.1 (di 3)
La cronaca degli insetti umani
Golden man: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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1 Risposta

  1. 18 ottobre 2015

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