Recensione: Capoller il pullover & La mosca strabica

Editore Fusocomics
Autori Pietro Fusani e Gabriele Ricciardi
Prima pubblicazione Ottobre 2014 – Maggio 2015
Prima edizione italiana Ottobre 2014 – Maggio 2015
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

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Permettetemi la possibilità di esprimere un pensiero abbastanza personale e decisamente poco professionale: io a 15 anni amavo soltanto poltrire, stare sul divano a leggere o a giocare. Mai mi è passato per la testa, a quell’età, di fare un qualsiasi tipo di sforzo fisico, di impegnarmi seriamente nello studio o in qualsiasi altra attività che mi portasse fatica. Ero, in poche parole, un totale pigrone.
Per questo, nel momento in cui ho visto questi due ragazzini di 15 anni darsi da fare per vendere i fumetti da loro creati con (si suppone) fatica e grande impiego di tempo, ho avuto l’impulso di proteggerne la produzione per via di un’improvvisa stima che mi ha animato, qualora naturalmente ci fosse un’effettiva validità della stessa.
E posso dire con gioia che il mio istinto non ha affatto fallito.

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La Mosca Strabica (di Pietro Fusani) e Capoller il Pullover (di Pietro Fusani e Gabriele Ricciardi) si ascrivono alla straripante produzione di fumetti comico-demenziali che di questi tempi domina il mercato dell’arte sequenziale, senza però risultare banali. La freschezza narrativa è alla base di entrambi i titoli: un ritmo pacato e incredibilmente noir dona un’atmosfera hard-boiled a un albo il cui protagonista è un pullover, un po’ bruttarello e trasandato, animato da un’interminabile serie di tic e sospetti, e proprio come i detective dei vecchi sceneggiati gialli d’oltre manica. Il pullover conduce così un’indagine strampalata in un mondo in cui sono gli oggetti ad avere il ruolo di dominatori. Mentre in un albetto a strisce, una mosca totalmente idiota compie appunto stupidaggini prive d’ogni logica senza prendersi sul serio, grazie a toni posti fin da subito sopra le righe, con una verve comica non da poco. Entrambe le storie non brillano certo per complessità o grandi capacità narrative, ma dimostrano fin da subito una già buona padronanza del mezzo, che si traduce con una varietà di gag (dall’equivoco allo slapstick) che funziona nella sua semplicità, e brilla nei momenti nonsense.

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Ma la cosa più importante è probabilmente l’evidente divertimento che anima le pagine di queste due storie: si nota il gioco, lo scherzo, la forza che c’è dietro. Un’opera, cinematografica, fumettistica o letteraria che sia, funziona meglio quando l’autore si diverte nella sua creazione, ed è gratificante vedere quanto due ragazzi di 15 anni si siano divertiti a creare personaggi e situazioni assurde, che non hanno certo del fantasmagorico o dell’originale nella loro struttura, ma trascinano e fanno ridere, raggiungendo l’obiettivo che un fumetto comico si pone.
A margine si pone un comparto tecnico che non è certo buono, ma adatto per il tipo di storia narrata: il tratto è caricaturiale, parodico, non si prefigge di essere realistico ma estremamente cartoon, e nel suo essere acerbo ci riesce, anche se ancora non con totale efficacia (specialmente in Capoller si nota un’inesperienza nella regia delle vignette, spesso in numero eccessivo e con una gestione abbastanza confusionaria).

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In definitiva La Mosca Strabica e Capoller Il Pullover sono due fumetti semplici, in cui è evidente la poca esperienza dell’autore, ma che funzionano per la freschezza e per la determinazione data proprio da quella scarsa esperienza. La voglia di far ridere e di raccontare una storia si pone davanti all’inesperienza e riesce a coprire in buona parte i difetti che sono presenti nella realizzazione delle due opere, e stupisce proprio per la giovane età, che non è un handicap ma, a questo punto, un vantaggio.
E fa sempre molto piacere vedere due ragazzi animati da buona volontà che hanno già idea di cosa fare e di come farlo in un ambito in cui diversi fumettisti, anche affermati, non sanno ancora cosa fare e come farlo.



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Italo Scanniello

Appassionato lettore sin da bambino, fruitore versatile di fumetto, animazione e letteratura.

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