Recensione: Gli amari consigli

Editore BAO Publishing
Autori Nicolò Pellizzon
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato Brossurato 17×23
Numero pagine 152

Prezzo 15 euro

Trovare un posto nel mondo.
Iniziare la fine.
Spegnere una piccola luce.
Per ripetere l’inizio infinite volte.

LA TRAMA

GliAmariConsigli_7Sara è una ragazza come tante, almeno all’apparenza. Fa un lavoro che non le piace mentre cerca di ottenere quello dei suoi sogni. Si accontenta, nel frattempo, di svolgere tutti gli impieghi minori che le capitano per le mani. Sa stare al mondo, ha amici che la supportano, genitori più o meno presenti, i vecchi ricordi di un nonno che è stato fondamentale nella sua vita, la voglia di sperimentare, di conoscere persone nuove.
Sara, in fondo, potrebbe essere ognuno di noi, o almeno la parte più alienata e macabra. In fondo, però, considerando che soffre di forti e improvvise allucinazioni apocalittiche questo carattere tenebroso è una conseguenza che si poteva prevedere. GliAmariConsigli_4Gli amari consigli racconta uno scorcio di vita di Sara e delle sue allucinazioni, dei consigli amari, appunto, che sono difficili da gestire, seguire e digerire. Di mezzo però c’è il peso del mondo, tutto sulle spalle della protagonista. O almeno questo è ciò che le dicono le criptiche visioni. Lei è l’unica ad avere la capacità di salvare la Terra dall’Apocalisse.

Ma dove finisce l’allucinazione e dove inizia la realtà?

ORRORE DEL QUOTIDIANO

GliAmariConsigli_6BAO Publishing trova sempre il genere perfetto per catalogare i suoi titoli. Nicolò Pellizzon, nel suo primo lavoro per la casa editrice milanese, inserito all’interno della collana Le città viste dall’alto, si limita a descrivere una situazione comune a molti dei giovani della sua generazione, condendola con tematiche che vanno al di là del sovrannaturale, andando a cogliere riferimenti religiosi, inventandosi personaggi estremamente caratteristici, portatori di novelle buone e cattive. La trama, in sé, non sembra essere nulla di innovativo: una ragazza ordinaria con poteri straordinari che non si capisce se siano reali o meno. Già visto e già sentito. Ma non è questo il punto, ciò che conta è come vengono trattati anche gli argomenti più banali.

E Pellizzon ci riesce bene.

GliAmariConsigli_3Il paragone con Promethea di Alan Moore è il primo che balza alla mente per numerosi motivi: il più importante è probabilmente la sensazione di straniamento che si prova nel leggere i dialoghi con le allucinazioni. Non si capisce. E non deve capirsi. L’arazzo della trama si annoda e si snoda lentamente ma in maniera costante. Di quando in quando sembra possibile cogliere qualche barlume di chiarezza, ma questa viene spazzata via poche tavole dopo. Pensi di sapere come andrà a finire, perché i temi non sembrano così originali, credi di saperlo, poi cambi idea. Di nuovo torni sicuro di quel che ti aspetta, e quelle certezze svaniscono quando si arriva alla fine. In fondo, però, il bello di questo titolo sono proprio i dubbi che ti lascia addosso, che ti fanno finire la lettura con gli occhi sgranati e una sola consapevolezza:GliAmariConsigli_8

Devo rileggerlo dall’inizio, mi sono persa qualcosa, e non posso permetterlo”.

Cercare di capirlo, ogni singola tavola, sembra essere una necessità, quasi un bisogno primordiale, come se in qualche modo la comprensione potesse arricchire la vita di tutti i giorni.

Come per Promethea, anche se nulla hanno a che fare i due stili, si rimane colpiti dal disegno e dai colori. Questi ultimi risaltano sulla pagina stordendo il lettore incauto, e il disegno ricco di dettagli costringe a soffermarsi, a ritardare il dialogo per cogliere ogni singola pennellata. Perché anche tutti quei simboli, quei riferimenti più o meno nascosti, potrebbero in qualche modo fornire una chiave per penetrare nel complesso universo creato dall’autore.

GliAmariConsigli_2L’EDIZIONE

BAO Publishing è ormai sinonimo di qualità, non soltanto nelle trame, ma in particolare per le edizioni. Il vero plauso, però, sta nel fatto che non vive di rendita, e con ogni volume dimostra quanto si meriti questa nomea. Gli amari consigli è una riprova della cura per il dettaglio. Si tratta di un brossurato con alette che riporta disegnato anche il retro di copertina. La carta è spessa, assorbe e rimbalza i colori forti scelti dall’autore, una chicca.

Questo è un fumetto da non lasciarsi sfuggire, uno dei motivi è il prezzo irrisorio rispetto al valore di questa perla.

E se volete un assaggio, ecco l’anteprima offerta dall’editore.
Enjoy!


Gli amari consigli
Il settimo splendore
In inverno le mie mani sapevano di mandarino
Dimentica il mio nome
Si dà il caso che



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Martina Moretti

Nata a Carrara, una città a metà tra i monti e il mare, coltiva la passione della lettura, fumetti e non, da quando era ancora un virgulto di ragazza. A fine novembre 2013 si infervora per l’idea dell’amico Nicholas Venè e si lascia trascinare dentro lo staff di C4Comic. In fondo, però, l'unica cosa importante da dire è: Cyclops was right! (cit.)

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.