Recensione: Gli anni che restano

Editore Bao Publishing
Autori Brian Freschi (testi) e Davide Aurelia (disegni)
Prima pubblicazione 05 ottobre 2017
Prima edizione italiana 05/10/17
Formato 17 x 23 cm cartonato
Numero pagine 144

Prezzo 17,00 euro

GLI ANNI CHE RESTANO

È ottobre inoltrato. Il sole, in strada, sembra non abbia intenzione di convincersi che sia autunno, e io ringrazio per ogni singolo raggio che ho catturato dopo aver finito di leggere Gli anni che restano. Ho chiuso il volume, lasciandomi alle spalle la storia di Mauro e Antonio e, come se avessi una macchina fotografica al posto degli occhi, mi sono sporto alla finestra e ho iniziato a catturare furtivamente i gesti e le direzioni dei passanti. Anche il sorriso più ingenuo, anche lo sguardo più distratto e la telefonata più infuriata che abbia mai udito in vita mia, si sono trasformati in istantanee bellissime. Perché gli anni passano, i momenti volano, ma qualcosa resta. Resta la nostra memoria. Resta tutto nella nostra mente, e soprattutto nel nostro cuore. Vi siete mai chiesti da dove arriva l’origine del verbo ricordare? Troverete una risposta sin dalle prime pagine di questo viaggio a fumetti tra Bologna e Milano.

Gli anni che restano, è un volume, edito da Bao publishing, che fa breccia in quella schiera di adulatori dei ricordi di cui faccio parte anch’io. Bao, con questa e altre storie pubblicate nel corso degli ultimi dodici mesi (Un anno senza te, Frantumi) si rivolge, sempre più spesso, a lettori che amano vivere momenti per poi impiantarli sotto pelle e trasformarli in ricordi. E poi, ci sono quelli come me, che vogliono leggere storie come Gli anni che restano per essere malinconici. Non nostalgici. La nostalgia ti trasforma in un essere borioso che rivanga il passato e ne rimpiange l’intensità. La malinconia, invece, è positiva, è lo specchio in cui rivedersi per dare valore a ciò che si ha. O ciò che non si è arrivati a ottenere.

VERITÀ DI CARTA

Eleggere un solo pregio de Gli anni che restano è difficile, ma la storia riesce alla perfezione a schiudere un pensiero che matura con il passare degli anni, un pensiero che non sfiora neanche lontanamente quando si è nel pieno dell’adolescenza e alla ricerca di sé stessi: prima o poi, bisogna fare i conti che siamo tutti dei falliti. Attenzione! Non è un’offesa, è la realtà dei fatti. Ognuno di noi devia da un percorso che ha intrapreso, che sia anche la semplice scelta di una meta estiva per una vacanza. E chi ci assicura che proprio in quel posto che abbiamo scartato dalle possibilità non si celi il futuro?

La verità è che non lo possiamo sapere, e tutti i sogni e i progetti che si fanno da bambini, spesso finiscono nel dimenticatoio. Mauro, il protagonista della storia scritta da Brian Freschi (già membro del collettivo Manticora) e disegnata da Davide Aurilia, lo sa bene. Conosce perfettamente cosa significhi essere l’incarnazione della mediocrità, dettata da un mercato che non ti permette di avere una giusta posizione lavorativa; conosce perfettamente i battiti di un cuore che non si è rassegnato ad abbandonare i sogni da cortile per poi ritrovarsi, adulto, stanco e fuori forma a continuare a tirare calci a un pallone. Questa volta fatto di carta. Ma la carta non è resistente alle intemperie, e la pioggia disintegra tutto. La disillusione, spesso, trasforma gli adulti in tutto ciò che non desideravano essere da bambini.

La storia di Mauro è costellata di passi, non in avanti. All’indietro. Mauro apprende la notizia della morte di Antonio, il suo miglior amico d’infanzia, adolescenza e la prima parte della vita adulta, quella fatta di rivoluzioni, spinelli e scopate che sembrano il preludio del per sempre, e, senza pensarci, si ritrova a rivivere gli anni più intensi della sua vita rincorrendo fotografie.

Le fotografie sono ricordi, e il cerchio sembra chiudersi. Dov’è che tutto è andato storto nella vita di Mauro? Quand’è che la vita vera ha avuto la meglio sull’amicizia con Antonio?

Una splendida sequenza muta (pag. 17/18) trasforma una passeggiata in centro in una cassa armonica dell’anima; il silenzio amplifica tutto. I passi, i gesti, gli sguardi di Mauro e dei passanti, e ogni cosa si rimescola in quella che è la vera e propria miccia della storia per quell’indagine sui legami del passato.

HO SALUTATO LA MIA GIOVENTÙ

Pagina dopo pagina mi accorgo di aver la giusta colonna sonora da accompagnare alla lettura: Gli immortali di Jovanotti. Un brano in cui molti versi incontrano la poesia che viviamo attraverso le malinconiche parole di Brian e i disegni pregni di vita di Davide. Quella gomma masticata al gusto di bicicletta trova eco nelle pedalate di Mauro e Antonio.

Ne Gli anni che restano rivivremo sulla nostra pelle l’ebrezza di entrare in luoghi sconosciuti e innocenti che, però, sembrano sacri, come una camera in cui la nonna vieta di frugare; torneremo a percepire quanto per i bambini il nulla diventa tutto, mentre per gli adulti tutto diventa nulla, e Alba, la compagna di Mauro, è l’esempio perfetto di questa seconda categoria. Amare, per lei, ha meno importanza di trovare una via di fuga attraverso una notifica e una richiesta d’amicizia.

È Ottobre inoltrato, dicevo. Il sole, in strada, è più forte che mai, e io avevo bisogno di questi raggi pieni di speranza per lasciar andare via tutta la malinconia accumulata per le 144 pagine del romanzo grafico di Brian Freschi e Davide Aurilia, e metabolizzare quanta la verità narrata nella storia appena letta fosse pesante come un macigno: chi va via ha sempre ancora qualcosa da raccontare. Impariamo ad ascoltare quando ne abbiamo realmente la possibilità, e non quando i pezzi di vita sono narrati solo attraverso una fotografia.

C4 MATITE:

Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni si diverte a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni sceglie Dylan Dog come costante della sua vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. Nel 2013 studia sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2015 e 2016 tiene un ciclo di lezioni sulla scrittura al S.O.B. per il corso di perfezionamento "Editoria per l'infanzia e il pubblico giovanile". Attualmente, collabora con la NPE, come traduttore e autore, è al lavoro sul primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA, e scrive un fantasy su Wattpad dal titolo "Ray Owlers, oltre il buio."

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