Recensione: Gokusai

GOKUSAI-3-1

Editore Shueisha (Giappone)
Autori Tetsuya Saruwatari
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2014 Planet Manga
Formato 18 x 13 cm
Numero pagine 200
Prezzo 4,50 euro

Arte significa espressione. L’espressione è ciò che prende forma quando manifestiamo qualcosa… Che sia gioia o dolore… O persino le tenebre dell’anima.

IL PRETESTO DELL’ARTE

k025Tetsuya Saruwatari questa volta cambia genere, da quello essenzialmente strutturato sul combattimento (Tough e Dakuro) passa ad un tema più interiore come quello dell’arte. Il protagonista è Jo Kabara, un giovane spiantato che si aggira per la città in cerca di ispirazione. Sarà appunto la necessità di esprimere il proprio talento il motore principale delle avventure di questo fumetto, una serie di episodi brevi legati tra loro dalla sequenza narrativa combinata a situazioni surreali. Il plot, pur adottando un pretesto nobile come quello del mezzo artistico, non convince mai in modo significativo; il cuore del fumetto funziona solamente come punto di partenza per le stravaganti vicissitudini che articolano le vicende, senza mai approfondire la psicologia dei personaggi. L’idea sarebbe anche stata valida e carica di spunti interessanti, ma svilita rapidamente con gli immancabili intrecci dettati dallo Yakuza del caso o il paradossale sovrapporsi di prove artistiche impossibili. Nonostante tutto la lettura, leggera e scorrevole, a tratti piacevole e tutto sommato migliore di tante altre, rimane solo quel senso di incompiutezza che inquina tutta l’opera. L’ambientazione artistica prometteva bene, gli scenari sarebbero potuti essere infiniti, così come gli approfondimenti, relegati invece a poche note didascaliche superficiali e di poco conto.

UN GIUDIZIO TROPPO SEVERO

p0050In fondo però non è una bocciatura in piena regola, ma piuttosto la seccatura che permane dopo aver percepito del potenziale inespresso. L’arte è un tema caro e delicatissimo da trattare, ma al tempo stesso gonfio di episodi e personaggi estremamente interessanti. Saruwatari ci prova, affacciandosi anche a tematiche collaterali come il traffico di opere contraffatte e il mercato di capolavori attraverso le case d’aste, ma purtroppo tutto si riconduce ad un quadro di breve respiro e ad una narrazione troppo esile e asciutta. Eppure il disegno è buono, la sostanza del manga c’è e tiene in piedi l’attenzione del lettore grazie proprio alla capacità grafica dell’autore. La serie è composta da soli quattro volumi, sostanzialmente l’affresco di un’idea che vive sullo sprint di poche pagine, ma è una convenzione giusta e onesta, che tutto sommato non tedia e annoia chi alla fine si affeziona al personaggio. Resto quindi in attesa di una nuova infornata per capire meglio che genere di autore sia Saruwatari, forse meno conosciuto rispetto a quello che meriti in realtà.


GOKUSAI Serie completa 4 volumi
GOKUSAI (m4) N.1 – MANGA EXTRA 27
GOKUSAI (m4) N.2 – MANGA EXTRA 28
GOKUSAI – Vol.3 (Young Jump Comics) – Manga
GOKUSAI (m4) N.4 – MANGA EXTRA 30




LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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