Recensione: Golgo 13

Editore J-Pop
Autori Takao Saito
Prima pubblicazione 1968
Prima edizione italiana 2014
Formato 12,9 x 17,8 cm
Numero pagine 400 per tre volumi

Prezzo 7,50 euro

Sappiamo già chi è quell’uomo e qual è la sua vera identità. È un cecchino professionista. Golgo 13.

PERDUTO NELLA TRADIZIONE

News29096Ricordo ancora quando il genere manga alla fine degli anni novanta tentava, con molta timidezza e diffusa diffidenza, si inserirsi nel mercato statico e rigido dell’editoria italiana. Gli influssi che penetravano questa coltre di ostinata resistenza erano sovente provenienti o da testate audaci o ancora sospinte sulla scorta di costosissime VHS. Anche Golgo 13 si fece conoscere così al pubblico italiano, un lungometraggio animato che tentava di racchiuderne un senso che purtroppo non poteva essere colto se non in maniera parziale. Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, la rivista Eureka nel 1980 aveva ospitato alcune avventure brevi, senza per altro dare seguito all’esperimento. Quello che da noi arriva oggi con estremo ritardo (1968 data della creazione del personaggio) non è altro che una raccolta delle storie più accattivanti che hanno per decenni affascinato milioni di giapponesi e che oggi grazie ad un bel lavoro da parte di J-Pop possiamo gustarci. Il protagonista è un cecchino, un personaggio assai scomodo visto i tempi che corrono, ma in parte giustificato dal fatto che il più delle volte siede al tavolo dei deboli, giusto per espiare agli occhi del lettore la sua posizione di assassino a pagamento. Le sue avventure spaziano verso tutti gli angoli del globo, dalle affollatissime città americane alla più sperduta base militare australiana, da un improbabile set western messicano ad un’ambientazione domestica. Il suo segreto risiede nell’assoluto senso di disciplina, nell’autocontrollo, nella freddezza di fronte alle situazioni più intricate, all’abnegazione fisica dovuta ad allenamenti strazianti e al limite della sopportazione umana. C’è un po’ di tutto, tutto quello che è necessario per farlo amare quanto basta per rendere giustificabile ogni omicidio, se poi è giustificato da una giusta causa o da un compenso irrinunciabile. Golgo 13 (nome ispirato al monte Golgota, la sommità dove secondo la tradizione fu crocifisso Cristo) è un tipo taciturno, fumatore e atleta eccellente; amato dalle donne, idolatrato dal ragazzini e temuto dai nemici, il suo nome basta a far gelare il sangue nelle vene. La forza propositiva di un personaggio così longevo sta nella sua camaleontica adattabilità ai contesti sociali e politici che nel mondo si sono evoluti, ne sono un esempio i rapporti tra Russia e America nel periodo della guerra fredda, la guerra del golfo, i soprusi subiti dalle popolazioni del centro America, infatti se non direttamente collegati, gli avvenimenti , pescano a piene mani nel recente passato della storia contemporanea. Inoltre non è tipo da farsi molti scrupoli se davanti si trova a uccidere un carcerato, una donna o un presidente di qualche stato indipendente.

IL MERITO DI UN SUCCESSO

Cercando un po’ sul web si scoprono tantissimi utilizzi del nome di Golgo 13, dall’ambito pubblicitario fino al campo dei videogiochi, situazione che sta a dimostrare la profonda introduzione nell’immaginario giapponese. Il merito sta nella sensibilità del suo creatore Takao Saito, una mente lucida capace di mettere in scena decine e decine di avventure coinvolgenti e ben raccontate. Colpisce molto l’attualità dei disegni che solo in minima parte risentono del tempo trascorso, il segno pulito che si sporca a seconda dell’atmosfera e che si adatta alla rapidità o all’esigenza di descrizione. La pecca che traspare è la mancanza di una gamma espressiva dei personaggi, forse troppo legati all’ombrosità del protagonista che credo non sorrida mai per tutti i 178 volumi della saga.

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Golgo 13. Box Reader’s selection vol. 1-3
Golgo 13. Reader’s selection: 1
Golgo 13. Reader’s selection: 2
Golgo 13. Reader’s selection: 3
Golgo 13 vol. 1

C4 MATITE:

Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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