Recensione: Guerra bianca

Guerra bianca cover americana

Editore SaldaPress
Autori Robbie Morrison (storia) e Charlie Adlard (disegni)
Prima pubblicazione 1995
Prima edizione italiana Ottobre 2016
Formato Brossurato
Numero pagine 104 pagine
Prezzo 12,90 euro

Questa è la mia linea di trincea… Niente “vivi e lascia vivere”. Ammazzate o fatevi ammazzare.

LA TRAMA

guerra-bianca-2Inverno 1916, il mondo è in guerra. Ci troviamo sulle Alpi Orientali, dove due eserciti si stanno fronteggiando: da sud i soldati di sua maestà invadono le terre dell’impero Austro-Ungarico per reclamare ciò che un tempo apparteneva all’Italia. Quella che una volta era una guerra di movimento, si trasforma ben presto in una guerra di posizione, in cui si scavano lunghe trincee sui confini territoriali, aspettando l’attacco del nemico. Questo vale anche per i conflitti sulle altissime altitudini delle montagne in Trentino, dove i soldati combattono mesi per strappare pochi chilometri di terra al nemico.

La storia è narrata seguendo le disavventure del fuciliere Pietro Acquasanta, un soldato austriaco che, dopo essere caduto prigioniero degli italiani, decide di cambiare bandiera. Nato e cresciuto sui monti del Trentino, ne conosce i segreti e le insidie, e sa come volgere a suo favore una natura tanto avversa e mortale. Sarà proprio lui, infatti, a sfruttare per primo la potenza delle valanghe per sbaragliare il nemico.

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Mio padre comandava la squadra di soccorso alpino del Trentino. È così che chiamavano le valanghe… “Morte Bianca”.

I CONTENUTI

Il titolo originale del graphic novel è “White Death”, tradotto letteralmente “Morte bianca”. È con questo termine che gli italiani e i francesi delle regioni alpine chiamano le valanghe. Più che i soldati o i morti, sono loro le vere protagoniste della storia. Lo scrittore Robbie Morrison spiega che per lui la valanga è una metafora della guerra, che come una forza inarrestabile travolge tutto sul suo percorso. Dovendo cambiare il nome della graphic novel, perché il termine “Morte Bianca” sarebbe stato fuori tema, gli editori SaldaPress hanno trovato con “Guerra Bianca” un titolo secondo me ancora più appropriato, non solo perché il nome identifica storicamente le battaglie presenti nel racconto, ma soprattutto per come sono stati realizzati i disegni.

Guerra bianca 4Sfogliando il fumetto ci si accorge facilmente che il bianco è il colore predominante, anche grazie allo stile dell’artista Charlie Adlard, che nel caso specifico ha deciso di utilizzare una combinazione di carboncino e gesso su carta grigia: in questo modo è riuscito a creare delle pagine che richiamano il biancore dei paesaggi montuosi innevati e della neve, sia quella candida e bianca e sia quella della neve sporca e grigiastra perché calpestata dalle truppe e dai mezzi pesanti militari.

“Guerra bianca” non è solo un racconto ben scritto ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. È evidente che all’origine ci sia stato un approfondito studio di dettagli storici e geografici da parte dello scrittore, che permettono a chi si accinge alla lettura d’immergersi completamente negli orrori della guerra dell’epoca. Un po’ come se lo spettatore si sporgesse da una finestra temporale sincronizzata con il 1916, che gli permette di osservare con i propri occhi le vite e le tragedie di quel periodo storico.

Elemento fondamentale che consente l’immaginario “salto temporale”, è lo stile dei disegni di Adlard: realistici, dinamici, dettagliati e a volte anche crudeli, che non risparmiano proprio nulla allo spettatore. Inoltre la capacità di descrivere le emozioni sul volto degli attori facilita al lettore l’immedesimazione con il dolore, la rabbia e il senso d’impotenza dei protagonisti.

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IN CONCLUSIONE

È sicuramente singolare che una graphic novel così ben riuscita come “Guerra bianca” sia stata pubblicata da una casa editrice americana e non da una italiana o franco-belga, vista la lunga e vasta letteratura dedicata al primo conflitto mondiale da noi italiani o dai nostri “cugini” francofoni. Forse non è un caso che l’autore abbia scritto la sceneggiatura proprio quando si trovava in viaggio in Italia, scegliendo i nomi dei protagonisti da un monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale a Frascati, un paese in provincia di Roma.

Mi hanno chiesto se consiglierei la lettura di Guerra bianca. La risposta è indubbiamente sì. Il graphic novel è un raro risultato di perfetta sinergia e direzione artistica tra scrittore e disegnatore. Penso che il fumetto possa interessare non solo ai lettori di storie di guerra, ma anche a chi volesse confrontarsi con qualcosa di nuovo e diverso.

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LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Marcello Davide De Negri

L'autore è Marcello Davide De Negri, figlio degli anni '80, cresciuto a pane e fumetti. La sua grande passione sono i supereroi e ci sono ben poche cose che sfuggono alla sua conoscenza quasi maniacale dell'argomento.

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