Recensione: Gus #3 – Ernest

Editore Bao Publishing
Autori Christophe Blain
Prima pubblicazione 2007
Prima edizione italiana 2015
Formato 25 x 30 cm, cartonato
Numero pagine 88

Prezzo 16,00 euro

Andare in bianco non fa piacere a nessuno. Ma quando fai il pistolero può costarti la vita. Sfortunato al gioco, sfortunato in amore. Con una pessima mira. Gus, che ti prende?

Cos’è un artista senza il suo pubblico? Cosa può un uomo che vive per le luci della ribalta? Gus #3 – Ernest sembra voler rispondere proprio a queste domande, partendo dall’analisi del suo strambo protagonista. Il nasuto e smilzo pistolero, abbandonate per qualche tempo le atmosfere frenetiche delle rapine in banca e degli assalti al treno in maschera, si trova di fronte alla sua più grande debolezza. Cosa succede quando nessuno è pronto ad applaudirti per la tua ultima conquista, per la tua ennesima vittoria a poker o per la tua innata abilità con la pistola e “fai cilecca“?

UNA PALLOTTOLA SPUNTATA

Christophe Blain comincia il suo viaggio da lontano, narrandoci le gesta “eroiche” di Ernest, che dà il nome a questo volume della serie. Divenuto celebre insieme alla sua banda di “Indiani”, che devono il loro nome ai travestimenti utilizzati durante i colpi in banca, questo ormai attempato uomo investe i soldi di un colpo nell’apertura di un saloon. Dopo una crescita esponenziale Spils parte alla ricerca di un servizio di sicurezza, per arginare la sempre crescente clientela. Proprio qui enterà in gioco il nostro Gus, apparso come un fulmine a ciel sereno e capace di far colpo sin da subito sul titolare di quello che oramai è divenuto a pieni effetti un bordello.

Nelle sconfinate e aride praterie però non tutto è come sembra e quello che sembrava essere un focoso ed appassionante rapporto di coppia scatenerà da subito pistole e violenza. Un rapido salto ci ricollega al finale del secondo volume. Il protagonista gira per gli Stati Uniti, dopo aver abbandonato Clem e Gratt (che non appaiono in nessuna delle vignette), e “spenna” i poveri sfortunati che si trovano al suo stesso tavolo da gioco. Le donne lo adorano e gli avventori sono pronti a stare al suo capezzale per ricevere consigli per i loro successi. Ma cosa succede quando il pubblico che applaude e carica la star in scena viene meno? L’autore con la sua solita ironia ci racconta una storia diversa, fatta di insicurezze e verità consolidate che crollano miseramente.

L’INOSSIDABILE CHRISTOPHE BLAIN

I dialoghi taglienti, le gag spassose e la singolare sessualità continuano a permeare queste pagine senza mai scadere nel prevedibile loop della ripetitività. Blain è un vero fuoriclasse: conosce alla perfezione il media e lo usa con maestria. Sa come intrattenere il proprio pubblico e la sete di curiosità per conoscere il destino beffardo dei personaggi in ballo e delle splendide donne tratteggiate senza sosta.

Un disegno sapiente, frutto di studi su classici della bande dessinée dalle quali si allontana con classe, che continua a stupire anche se lontano da costruzioni articolate della tavola e/o trovate grafiche rivoluzionarie. La figura femminile, affascinante e più vicina alla realtà, si contrappone all’uomo imperfetto e dalle caratteristiche ridicole (su tutti i capelli a Y di Clem e il naso fallico di Gus).

NON C’È DUE SENZA TRE

Cosa dire ancora? Gus continua ad essere una serie di invidiabile freschezza e solidità sotto tutti i punti di vista. Rinunciare all’acquisto sarebbe un peccato mortale del quale nessuno di noi può vantarsi. Vi lasciamo con questo splendido omaggio di Francesco Guarnaccia.


Nathalie. Gus: 1
Il bel bandito. Gus: 2
Ernest. Gus: 3
Happy Clem. Gus: 4
In cucina con Alain Passard

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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