Recensione: Hadez #1 – Il paese dei malocchi

Hadez #1 banner

Editore Edizioni Dentiblù
Autori Ilaria Catalani e Silvia Tidei
Prima pubblicazione Aprile 2015
Prima edizione italiana Aprile 2015
Formato 17×24 cm, brossurato con risvolti
Numero pagine 96 a colori
Prezzo 9,90 euro

Sai… Con i miei poteri… Porei farti diventare qualcuno di importante …

Per una veloce descrizione di Hadezcontenitore” mi avvalgo di quanto scritto dalle autrici nel sito ufficiale:

L’idea di Hadez nasce nel 2005; all’inizio il personaggio di Hadez era un png nell’rpg play-by-chat su TNBC gestito da noi due autrici. Da lì l’idea iniziale si è sviluppata e ben presto Hadez è stato affiancato da altri personaggi: prima Meredith e poi Ike e Kurt . In poco tempo i personaggi sono approdati al fumetto, con una storia autoconclusiva di 24 pagine proposta al Morning International Comic Competition della Kodansha, piazzandosi tra i 27 finalisti. Dopo il buon risultato, pensavamo che Hadez sarebbe finito lì e invece lo abbiamo portato avanti, modificandolo tante volte finché nel 2013 non abbiamo deciso di buttarci nell’avventura del webcomic. La storia attuale quindi nasce per internet e prosegue come autoproduzione fino al 2015, quando abbiamo
preso accordi con i Dentiblù.

preview-2Un fumetto quindi che si presenta con dei personaggi fortemente caratterizzati, elemento ben chiaro anche ad una prima lettura, e viene concepito fin da subito con una ben precisa mentalità editoriale – nello specifico la pubblicazione nel mercato giapponese.

Due elementi che voglio segnalare per un motivo ben preciso: non è sempre così, ed è facile trovare fumetti con personaggi privi di caratterizzazione o di una ben precisa identità.

Punti che risultano chiari alla lettura del primo numero.

LA TRAMA

Onestamente non voglio raccontare la trama se non nei limiti di quanto scritto nella quarta di copertina:
Ike e Kurt risvegliano uno spiritello di nome Hadez, che dà loro (malgrado) dei poteri sovrannaturali e offre loro la possibilità di ottenere grossi vantaggi, se solo lo desiderino.

La trama sembra quindi ricalcare i classici del fumetto nipponico, seguendo il topos sempre valido del “sovrannaturale che si manifesta nel reale” e dell’incontro/scontro dei protagonisti con altri personaggi che con quella realtà già convivono da tempo.

Il fumetto non si limita tuttavia ad adagiarsi sul già letto, e in qualche modo unisce il tipico registro delle trame manga (un tono veloce e leggero, sviluppato in crescendo costante, con tagli di tavola fortemente variegati – non c’è una tavola ingabbiata in senso “tradizionale”) con contenuti più tipicamente europei, rendendosi atipico, sia nel contenuto che nello sviluppo della trama.

Nella sostanza, Hadez gioca su tre livelli di lettura differenti:

  • il livello immediato (o ciò che si legge);
  • il livello appena dietro (o ciò che si vuol dire ma non esplicitamente);
  • il livello generale (o ciò che si può capire).

Intendiamoci, magari sono io che ho letto più di quanto effettivamente non ci sia, ma di fatto Hadez ha una prima lettura immediata, che è grossomodo quella detta all’inizio di questo “capitoletto”.

Una trama meno diretta, creata dai conflitti fra i vari personaggi, conflitti in parte sociali (il voler essere accettati, l’invidia per l’altro, la ricchezza e la povertà), in parte di genere (ragazzi e ragazze). Una grossa storia che vuole raccontare, in modo diverso e leggero, l’adolescenza, con modifiche“sovrannaturali” che cambiano i personaggi facendoli crescere attraverso il conflitto interiore ed esteriore.

Infine c’è quel che leggo io, e magari sono il solo; con Hadez le autrici si interrogano: se avessi il Potere, e potessi fare qualunque cosa e ottenere enormi vantaggi, cosa farei?

Una trama, quindi, ben sviluppata, conseguenza dell’aver ben caratterizzato i personaggi ed avere ben chiaro in mente come proseguire la serie.

Un primo numero quindi ben congeniato che, in effetti, lascia la volontà di leggere il secondo.

I DISEGNI

preview-7Kodansha dicevamo, ed è subito manga e i suoi stilemi: occhioni, espressioni e tavole veloci, dinamiche e facilmente leggibili.

Eppure: più che un classico manga “made in Japan” Hadez mi ricorda i fumetti Disney-Buena Vista degli anni 90-2000 (Monster Allergy, Kylion, W.I.T.C.H.) che fondevano efficacemente manga e fumetto europeo; Hadez, dicevamo, mi sembra andare verso questa via, e lo fa bene; il duo Catalani-Tidei confeziona un fumetto gradevole alla vista, anche per la colorazione, scorrevole e interessante.

CRITICHE

Sostanzialmente non c’è molto da criticare in Hadez #1. È un fumetto su cui le autrici hanno sudato, studiando i modi più efficaci in cui esprimersi tanto nella trama quanto nel disegno, sia nell’ottica della prima autoproduzione sia in quella editoriale della Dentiblù (con le inevitabili modifiche dell’opera per rientrare in un diverso piano editoriale).

Ciò non implica che sia un fumetto imperdibile o necessario: è un fumetto interessante, che potrà piacere sicuramente parecchio a chi legge abitualmente shonen o shojo, ma anche a chi cerca un fumetto capace di intrattenere in maniera allegra al di fuori delle gabbie in cui sembra essersi rinchiuso il fumetto italiano.

Il fatto che sia una trilogia non rende il fumetto impegnativo (sia economicamente che temporalmente), e la trama si sviluppa fin dal primo numero in maniera aperta e interessante.

Insomma, un fumetto piacevolmente intrigante, che si allontana un po’ dal fumetto italiano da edicola e sperimenta, giocando su trama e generi.


Hadez Volume 1: Il paese dei malocchi
Hadez Volume 2 : Mezzanotte di fuoco
Un, due, tre… strega! Hadez. Ediz. illustrata: 3
Stranger pigs
Sacro/profano. Nel nome del padre




LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



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