Recensione: Harrow County #2 – Come allo specchio

Editore ReNoir Comics
Autori Cullen Bunn e Tyler Crook
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2016
Formato 15,7 x 24 cm
Numero pagine 144 pagine

Prezzo 14,90

Di fantasmi e goblin ce n’erano un bel po a Harrow County. Si celano in cantine umide. Affollano le panche di chiese abbandonate e in rovina. Guardano verso l’alto, dal fondo di stagni fangosi. Ma ciò non era d’aiuto per Emmy…che aveva appena scoperto di essere una di loro… Ma non si sentiva meno sola…

Come allo specchio è titolo del secondo volume della saga horror ideata da Cullen Bunn Tyler Crook. Dopo l’incipit del predecessore Spiriti infiniti ritornano le vicende della lugubre della strega Emmy e di tutte le creature demoniache ed umane che popolano le strade della cittadina di campagna Harrow County. Dopo il cliffhanger delle scorse pagine facciamo fin da subito la conoscienza di Kimmy, “gemella” ricca e di città della nostra protagonista che differisce con lei nel rapporto con la sua natura esoterica. Ad accompagnarla un inquietante maggiordomo che è un chiaro omaggio a H. P. Lovecraft, vero e proprio precursore della corrente macabro-fantascientifica anglo-americana e papà dell’orrore cosmico con la creazione del Mito di Chtulu.

COME IN UNO SPECCHIO PUTRIDO

Per la prima volta la discendente di Hester Beck si troverà quindi difronte ad una creatura che pur rispecchiandone l’aspetto fisico ne differirà nei modi e nella concezione del mondo che le circonda. L’intento dell’autore, che si troverà ad utilizzare un cliché quasi fin troppo scontato considerando quanto accaduto, è quasi quello di mettere l’eroina della sua storia difronte ad uno specchio sul quale non si sarebbe mai voluta affacciare, una presa di coscienza più violenta verso il mondo e chi lo popola che avrebbe rispecchiato i canoni classici del genere. Se da una parte c’è la comprensione dei sentimenti, anche dove l’uomo sembra non essersi mai spinto, dall’altra c’è lo sfruttamento del mostro per uno mero scopo personale di rivincita e rivalsa contro coloro che hanno messo a morte la propria “madre“.

Questo scatena negli attori in gioco in questa favola orrorifica due veri e propri schieramenti, questo porterà ad un’inevitabile scontro che raggiungerà il proprio culmine nella parte finale di questo secondo capitolo, lasciandoci impazienti e spaventati difronte al destino di Emmy. Continua quindi il gioco dell’horror-fantasy di formazione, veniamo catapultati in un mondo capace di metterci difronte all’ignoto nella sua forma più oscura, dove il male sembra avere sempre e comunque il sopravvento sul bene, ma a farla da padrone sono comunque i rapporti umani ed i sentimenti.

L’ORRORE COSMICO DI BUNN E CROOK

Tyler Crook sembra migliorare numero dopo numero, arrivando a convogliare lo stile pittorico-rurale di Andrew Wyeth, con i suoi sguardi inquietanti e malinconici sulla vita di campagna, con uno stile più squisitamente pop. Per i character design demoniaci sentono forte le influenze di grandi maestri come Stephen Bissette, Bernie Wrightson su Swamp Thing ma c’è anche un occhio più attento all’uomo umile, con visi tondeggianti e tratti del viso accentuati che sembrano ispirarsi ai lavori di Raymond Briggs. Da questo bagaglio culturale nasce un mix esplosivo, qualcosa che è difficile riscontrare nel panorama fumettistico statunitense attuale.

Cullen Bunn dopo essere partito con “il freno a mano tirato” decide qui di accellerare, di metterci difronte ad un aspetto della storia che avevamo solo sfiorato con la mente. L’alternanza tra uno stile più letterario ed uno che strizza più l’occhio alla moderna produzione Image Marvel Comics funziona alla perfezione, senza mai avere cali di stile o risultare pesante nel complesso della fruizione. Ancora una volta le 100 pagine scorrono velocemente e l’attesa per la nuova uscita si fa estenuante.

Sin dal suo lancio negli USA il comic book di Dark Horse ha catalizzato l’attenzione di pubblico e critica, arrivando a ricevere nomination e premi nelle più importanti fumettistiche e di genere. Questo grande processo mediatico è riconducibile principalmente a due fattori principali: l’immediata e trascendentale empatia creata da personaggi ben caratterizzati e la fruibilità su diversi strati di questo tipo di prodotto. Cercate un fumetto appassionante e dinamico? Questo titolo fa per voi. Cercate un romanzo grafico che abbadoni progressivamente i cliché del genere per provare a raccontare qualcosa di diverso? Questo titolo fa per voi. Siete appassionati di libri horror e cercate un fumetto da dove cominciare? Questo titolo fa per voi. Un plauso a ReNoir Comics per la selezione e un plauso per l’edizione e la traduzione del sempre lodevole Valerio Stivé.

PRO CONTRO
– La storia comincia a prendere il decollo
– Tyler Crook migliora di numero in numero
– Impossibile non empatizzare da subito con le putride creature che popolano Harrow County
– Ha bisogno di ancora qualche numero per prendere il decollo

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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