Recensione: Heads

Editore Shogakukan
Autori Keigo Higashino (storia) e Motoro Mase (disegni)
Prima pubblicazione 2003
Prima edizione italiana Planet Manga 2015
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 216 b/n

Prezzo 4,50 euro

…Vivere non vuol dire soltanto respirare o avere un cuore che batte. Significa lasciare delle tracce. Io, adesso se guardo indietro alle tracce che ho lasciato non riesco a riconoscerle come mie.

QUESTIONE DI TESTA

o01Jun Naruse, un qualsiasi impiegato di una ditta di riparazioni elettrodomestici, viene coinvolto in una rapina, durante la quale una pallottola vacante lo colpisce alla testa spedendolo in coma. Un prodigioso intervento chirurgico lo strapperà alla morte riconsegnandogli una vita normale e l’accesso ad un incubo, infatti gran parte dei tessuti del cervello vengono sostituiti con materiale organico fornito da un precedente cadavere con una personalità non troppo tranquilla. Il plot sfrutta un binario assai percorso in tempi non sospetti da diversi adattamenti cinematografici, anche con risultati discutibili o semplicemente di basso livello, ma questo è solo il pretesto che il lettore solleva immediatamente per irrigidirsi e nascondersi dietro al “già visto!“.Vale invece la pena di approfondire, la brevità dei quattro numeri ne è la testimonianza, quattro albi corposi e densi di narratività misurata, figlia di un coinvolgente thriller psicologico firmato da Keigo Higashino e dall’autore di “IkigamiMotoro Mase. Anche se la storia è scorrevole e divertente com’è prevedibile va incontro a scelte non troppo originali, come l’ovvio cambio di personalità del protagonista e quindi alla difficoltà di riconoscersi in una quotidianità scomoda che non lo rappresenta più. Intorno a questo però viaggiano sotto trame interessanti che completano un quadro che via via va definendosi e che non è così scontato come si potrebbe tentare di immaginare. Sono presenti momenti di riflessione intima nei quali Naruse si interroga sulla sua nuova esistenza di “ripescato” e altri dove la maledice, incapace di trovare risposte esaustive, intrappolato in un corpo che non risponde più ai nuovi stimoli. Eppure qualcuno sa con precisione che cosa è successo…

I FIGLI DI AKIRA

Senza scomodare parallelismi forzati con il capolavoro di Katsushiro Otomo, Akira appunto, si può comunque notare come certe opere siano ancora oggi a distanza di molti anni presenti tra i riferimenti basilari di autori moderni. Il tema della trasformazione, e della conseguente ascesa sociale legata alla consapevolezza di una gerarchia rigida dettata dall’atteggiamento remissivo in favore di uno spigliato e più ambizioso, è caro pure alla nuova coppia di autori, che tentano di suggerire nuora una volta come imbrigliata si mostra la maglia sociale del tessuto giapponese. Se la veste grafica delle copertine non è il massimo, i disegni riscattano questo ostacolo visivo con accattivante linguaggio figurato, accompagnato da uno stile gradevole e disinvolto, con alti  bassi sempre però rivolti verso un giudizio positivo. “Heads” è un’opera pensata e architettata con dedizione, meticolosità e animata da uno spirito che non viene mai meno, certo non lo ricorderemo come il capolavoro che ci ha segnato come lettori di manga, ma rimane una valida alternativa ai titoli che più amate e che fanno fatica a rifornirvi una valida lettura continua, atta a soddisfare il continuo desiderio di divorare fumetti.

v016


Heads, Band 1
Heads, Band 2
Heads, Band 3
Heads, Band 4
Ikigami 1



LA NOSTRA PAGELLA: 7.1/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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