Recensione: Hellboy

Editore Magic Press
Autori Mike Mignola
Prima pubblicazione 1993 Dark House Comics
Prima edizione italiana 1994 Comic Art
Formato cm 16,8 x cm 26
Numero pagine variabile

Prezzo da € 12,00 a € 15,00

Li odio quei fumettacci. Non mi fanno mai gli occhi giusti

… E SUL CAPO CINGE UNA CORONA DI FUOCO

hellboy11944, una divisione delle SS denominata Ahnenerbe con a capo il temutissimo Grigorij Efimivic Rasputin, evoca un demone. E’ il 23 dicembre, e la seduta magica sorte il suo effetto malefico, sulla terra giunge un essere sputato dalle viscere della terra: Hellboy. Agli occhi del professor Bruttenholm, che prontamente lo sottrae ai piani di potere dei nazisti, non è altro che un bambino, speciale certo, ma pur sempre un bambino. Lo alleverà come un figlio presso una base segreta in New Messico, fino a trasformarlo nel migliore agente del BPRD (Bureau of Paranormal Research and Defence). Da questo punto iniziano le avventure bizzarre e sorprendenti di uno dei personaggi più stupefacenti che siano stati realizzati. Hellboy è un demone, il suo vero nome è Anung Un Rama che significa in una lingua sconosciuta “…e sul capo cinge una corona di fuoco”, per gli amici e colleghi di lavoro è semplicemente Red. Il Rosso eroe è di costituzione solidissima,  dotato di una forza smodata, è resistente ai colpi più duri, alle cadute più rovinose, alle raffiche di pistola più tenaci; ma non è invincibile, la sua scorza d’acciaio è permeabile, infatti dove non arrivano a fare male le deflagrazioni dei pugni si abbatte la sconsiderata energia dei sentimenti. Non c’è assolutamente niente di scontato in questo fumetto, si rinnova da se stesso continuamente, pur mantenendo una nota di fondo vibrante e simile molto a lungo. Hellboy è un demonio grande e grosso, dotato di una mascella salda e di uno sguardo abbastanza torvo da incutere rispetto all’istante; il suo carattere è di acciaio inossidabile, ma dall’impulsività così creativa che decide da solo di sprezzare via le sue lunghe corna da dannato per essere più agile in battaglia. Non mancano di certo la coda, le possenti zampe caprine e uno spirito combattivo fuori controllo, poi c’è il braccio destro, un arto ipertrofico apparentemente di pietra, indistruttibile, chiave segreta per l’apertura del Ragnarok. Hellboy ha una vita difficile, relegato nel mondo degli uomini cerca di farsi accettare, ma non ne fa una missione, poiché ogni avventura gli palesa il fatto di trovare molti più simili sulla superficie terrestre che tra le gole dell’inferno.

IL DONO DELLA SINTESI

hellboy2Da sola una buona idea respira un po’ nel limbo delle possibilità, poi attende il veicolo necessario per essere rappresentata, se è premiata da un mezzo adeguato il risultato sarà di assoluto livello. Il veicolo vincente della storia di Hellboy ha un solo nome: Mike Mignola. Autore sia dei testi che dei disegni. Le storie non hanno mai una durata dichiarata o preordinata come in una serie classica, i volumi italiani curati da Magic Press sono raccolte di storie pubblicate in U.S.A.; ogni avventura si consuma con tempi diversi, che siano poche pagine o molte non è importante, ogni racconto si prende il tempo esatto che ci vuole a renderlo pertinente, esaustivo, micidiale. Gli argomenti sono in genere inerenti al mondo del soprannaturale, del fantascientifico, del genere magico, ma nonostante siano in fondo dei luoghi letterari ampiamente rappresentati non c’è ripetizione o rindondanza, anzi gode di una certa libertà attraverso la quale la profondità di campo assume picchi affascinanti. Analizzando il dono del maestro c’è da attendere un istante, compiere il passo della fede, credere nel tempo di un respiro profondo e poi buttarsi nel burrone delle meraviglie. Questo accade visitando te tavole dei disegni di Hellboy. E’ un segno duro, spigoloso, possente, carico al massimo delle possibilità, ma adorabile, esaltante, frutto maturo di un genio dalla caratura cristallina. L’utilizzo di ampie campiture scure senza passaggi intermedi restituisce un segno vigoroso, fatto di piani infiniti netti, il colore poi, apportato con toni apparentemente piatti, suddivide la profondità di campo con maestria assoluta ricamando vignette si una sintesi così eloquente da essere palesemente descrittiva. Il senso onirico, volutamente gotico e gli straordinari personaggi che si susseguono o manifestano si organizzano in una cosmogonia perfetta, delicata, fresca.

LA SCUOLA DEI SUPER EROI

Mike Mignola nasce dalla scuola americana dei supereroi. Anche se il nostro Red di fatto non lo è racchiude in se le capacità per esserlo. Antropomorfo per essere un demone, di forza superiore, di perseveranza sub terrestre, di comprensione aliena. Ma in fondo non è solo una questione di personaggio, i trascorsi alla scuola di supereroi si nota pure in certe soluzioni squisitamente grafiche. Jack Kirby è il suo riferimento, il grande creatore di personaggi come i Fantastici 4 o Thor; fate caso all’utilizzo degli sfondi neri, delle grandi aree nere e scoprirete una metodologia atipica, particolare, direi unica, grandi punteggiature realizzate a macchie di dimensioni variabili. Un suggerimento, anche lo stesso Ortolani autore di Rat man utilizza la stessa soluzione grafica, controllate.

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Hellboy all’Inferno: 1
Il risveglio del demone. Hellboy: 2
La bara incatenata e altre storie. Hellboy: 3
La mano destra del destino. Hellboy: 4
Il verme conquistatore. Hellboy: 5



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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