Recensione: I diari della Nuke

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Editore Shockdom
Autori Clauzia “Nuke” Razzoli
Prima pubblicazione Ottobre 2013 (Mammaiuto)
Prima edizione italiana Ottobre 2013 (Mammaiuto)
Formato 21 × 29,7 cm
Numero pagine 94 a colori
Prezzo 12,00 euro

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Ciao mamma, vado a vivere di fumetti, tè e film inguardabili per qualche giorno, mi faccio due canne e poi torno.

L’AUTRICE nuke 1

Vi potrei dire chi è Claudia Razzoli dandovi le solite informazioni: quanti anni ha, cosa fa nella vita eccetera. Per fortuna mi ha risparmiato la fatica lei stessa, pubblicando con Mammaiuto il graphic novel I diari della Nuke. Quindi senza ulteriori indugi, procedo.

DECISIONI DRASTICHE

Claudia ha trent’anni e decide di scappare di casa. Lo fa seguendo delle regole semplici e chiare: devi essere incazzato, non devi programmare la fuga, niente ripensamenti, portati le tue cose preferite, fatti ospitare, niente soldi, dimentica qualcosa che adori. Facile, no? Dopo anni di fughe, le regole sono ben collaudate. Si potrebbe pensare che a trent’anni “scappare di casa” sia un modo carino per dire “Sindrome da Peter Pan”, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Si scappa perché si è arrabbiati, tristi o semplicemente si ha voglia di avventura. Ma chi ha detto che poi non si torna migliori?

I DIARI, IL CAOS

nuke 2Claudia, per gli amici Nuke, si racconta attraverso episodi di vita a fumetti, semplici, ironici e a volte spiazzanti, spesso in grado di strapparti una risata. Non si tratta di una biografia ordinata, che parte da un punto cronologico A e arriva alla destinazione Z. Le fughe e aneddoti sono come una mappa nautica un po’ confusa, che cerchiamo di decifrare per arrivare alla meta. E dalle prime “fughe da un giorno”, fino all’ultima -la più importante- quella d’amore, la Nuke torna con qualcosa in più. A volte è una cosa da poco, a volte nemmeno se ne accorge. Altre invece portano grandi rivelazioni.

Nessuno degli episodi comincia col famoso “Caro diario”, sono tutti in prima persona, come se la Nuke stesse parlando con un amico a cui può dire tutto, condendo ogni cosa dei suoi commenti ironici, un pochino autocritici e spassosi. Grazie a loro conosciamo la sua caotica situazione familiare, con genitori giovani e divorziati, la nonna che come tutte la riempie di cibo (e a volte le offre asilo politico), le zie, gli amici, i compagni di classe. Ovviamente la Nuke stessa ci parla molto volentieri di sé: delle diete, della passione per il disegno, del suo rapporto odio-amore con l’altro sesso, delle sue 150 cattive abitudini, del suo sentirsi nomade fra una fuga e l’altra e soprattutto di quell’invincibile sentimento di inadeguatezza nei confronti della vita, di non essere “abbastanza” (bella, professionale, talentuosa… scegliete voi) che tutti almeno una volta abbiamo provato, io almeno una volta al giorno. E per questo non ho potuto fare a meno di pensare “Ah, questo lo penso anch’io”, oppure “Sono assolutamente d’accordo” o addirittura: “Ti capisco, sorella”.

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Anche per quanto riguarda l’aspetto grafico non si può dire che l’autrice abbia usato un metodo classico: i disegni, dai colori acquerellati ma spesso sgargianti, sono letteralmente circondati dal testo (cosa che rende a tutti gli effetti quest’opera un graphic novel) e guardandoli si avverte immediatamente che parlano di qualcosa di autentico che fa davvero parte della quotidianità della protagonista e questo non fa che aumentare l’immedesimazione nei suoi confronti.

LE FUGHE

YESSSSSOk, i problemi nella vita sono inevitabili. Ma scappare non è la soluzione, direbbero in molti, me compresa. In realtà quelle della Nuke più che fughe sono dei veri e propri viaggi. Non tanto fisici, visto che la meta più lontana citata è Bologna, quanto mentali e temporali. La Nuke scappa e riflette, rifugiandosi in sé stessa e cercando di capire cosa l’ha spinta all’ennesima “fuga”. E allora riesamina tutto: sé stessa, il suo carattere, la sua vita, i suoi desideri e gli episodi per lei significativi. E poi? Sarebbe troppo facile se ve lo dicessi ora. Potete provare a leggere I diari della Nuke (e ve lo consiglio caldamente), oppure provare a mettere in atto voi stessi una bella fuga come si deve, magari con la giusta dose di dramma. Nulla vi vieta di fare entrambe le cose. Ma se vi fate accompagnare, come la Nuke, da una bella playlist a base di Strokes, per me partite già avvantaggiati.


I diari della Nuke
From here to eternity
Paranoiae
Benvenuti a Lalaland: 1
Arca vuota




LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Elena Astarita

Mi chiamo Elena e sono un' accanita lettrice di libri e fumetti. Nel 2014 ho frequentato il corso di sceneggiatura della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia e da allora cerco di farmi strada nel settore. Mi piacciono tutti i generi di storie e mi piacerebbe riuscire a sperimentare ogni mezzo possibile per raccontare le mie.

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2 Risposte

  1. 12 luglio 2016

    […] I diari della Nuke di Claudia Nuke Razzoli […]

  2. 2 dicembre 2016

    […] come riuscire a fare bene una recensione professionale al primo colpo. Si trattava de “I diari della Nuke” edito da Shockdom. Non dimenticherò facilmente il giorno successivo alla pubblicazione: mentre […]

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