Recensione: I figli del Capitano Grant

Editore Tunué
Autori Alexis Nesme (liberamente tratto dal romanzo di Jules Verne)
Prima pubblicazione Maggio 2009 – Editions Delcourt (FRA)
Prima edizione italiana Collana «Tipitondi» n. 18 – Agosto 2015
Formato 19.5 x 27 brossurato full color
Numero pagine 148

Prezzo 16,90 euro

Una bottiglia!  Estraetela con cautela, John.
Le bottiglie trovate in mare spesso racchiudono dei documenti preziosi.
– da I figli del capitano Grant

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CREARE FUTURO

Se è vero che architetti e ingegneri costruiscono le città, il nostro futuro è in mano ai sognatori. Uomini capaci capitano grant 3di immaginare un futuro lontanissimo e poi di renderlo vero nelle pagine dei loro libri, così reale da riuscire a incantare milioni di lettori, anche a dispetto di quella tecnologia e di quel futuro che alla fine ci sono piombati addosso senza avvertire.
Jules Verne era uno di questi uomini. Con i suoi Viaggi Straordinari ha proiettato in mondi fantastici intere generazioni di lettori, dalle viscere del pianeta (Viaggio al Centro della Terra) alle profondità dello spazio (Dalla Terra alla Luna). Eppure riuscire a realizzare un fumetto leggibile e piacevole da un romanzo del genere è stata una scommessa rischiosa. I Figli del Capitano Grant è il primo romanzo di una trilogia che continua con 20.000 Leghe Sotto i Mari e si conclude con L’Isola Misteriosa.
Dei tre libri è probabilmente il meno conosciuto dal grande pubblico e rispetto agli altri due non ha beneficiato del medesimo numero di trasposizioni cinematografiche. Il motivo per cui un autore talentuoso come Alexis Nesme da Villefranche-sur-Saône, decide di cimentarsi con questa opera è presto detto: il talento gode di attrazione gravitazionale e alla fine era inevitabile che quelli di Nesme e Verne si incontrassero. Il risultato è questo I Figli del Capitano Grant di Alexis Nesme edito in Italia da Tunué nella sua collana i Tipitondi. E non chiamatelo “libro per bambini”…

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MARE INFINITO… E POI LA PATAGONIA… E POI?

26 luglio 1864. Oggi è stata una buona pesca. Lo squalo che si divincola sul ponte del Duncan è preda inusuale. Quando l’equipaggio lo sventra però la sorpresa si fa ancora più grande perché dallo stomaco vuoto appare unacapitano grant 6 bottiglia. E una bottiglia in mare porta sempre notizie importanti. Lord Edward Glenarval e sua moglie Lady Helena fanno aprire con cura lo scrigno di vetro e al suo interno trovano un messaggio in tre lingue su tre fogli rimaneggiati dal mare. Recuperate le parti leggibili dai tre fogli, il messaggio è terribile: il famoso esploratore Capitano Grant e il suo vascello Britannia, scomparsi da quasi due anni, hanno fatto naufragio e sembrano essersi perduti, catturati da terribili indiani sulle coste della Patagonia, lungo il 37° meridiano. Dopo che l’ammiragliato britannico rifiuta i soccorsi, sta a Lord Edward decidere se lasciare il capitano al suo destino o partire in soccorso. Scelta facile. Avvertiti i figli del capitano Grant sulla possibilità di riabbracciare il genitore, il nobile e sua moglie insieme con Robert e Mary Grant e con l’aiuto dell’equipaggio del Duncan partono in soccorso.
Se in un’epoca di viaggi intercontinentali questo incipit fa sorridere, è altrettanto vero che dal giorno in cui è stata pubblicata la prima volta (anno del Signore 1867) quest’opera non ha perso un grammo del suo fascino. Un esploratore naufrago, catturato da indiani ostili e perduto in una terra dagli spazi infiniti e un manipolo di eroi, tra cui il dodicenne Robert Gray, decisi a salvarlo. La vera scommessa di questo autore è stata però tentare di dare al classico una luce nuova, la luce di una favola. Il fumetto riprende in maniera pressoché pedissequa tutte le vicende descritte nel libro, tanto che alcune delle didascalie sembrano mutuate direttamente dalle pagine di Verne, ma questo fa parte dell’idea di Nesme.
Grazie capitano grant 2infatti alla sottile attualizzazione dello stile narrativo, l’impressione di leggere una favola d’altri tempi è fortissima e viene amplificata da tutte le scelte grafiche. Eppure quest’opera non è riservata ai più piccoli. I grandi paesaggi marini, le infinite distese della Patagonia, la rappresentazione di una natura potente e indifferente sono impressionanti per forza e dettaglio. Anche la scelta di zoomorfizzare i protagonisti delle vicende è molto particolare. La percezione immediata del lettore è che si sia posta molta attenzione nel mantenere “animalesche” le espressioni dei protagonisti, ampliando così di molto la gamma comunicativa dei singoli personaggi, pur mantenendoli saldamente legati ai loro corrispettivi letterari. E allora vediamo che Lord Edward (secondo Verne “(…) alto di statura, aveva lineamenti alquanto severi, lo sguardo infinitamente dolce (…)” – tratto dall’edizione integrale Mursia 1967) diventa una tigre, il suo burbero cugino invece un orso, il cartografo francese con la testa fra le nuvole si trasforma in un ranocchio verde e via dicendo. I personaggi diventano d’un tratto così vivi che sembrano uscire dalle pagine, sopratutto in quei momenti della narrazione in cui pathos e dramma raggiungono l’apice. Spettacolare ed estremamente efficace l’uso che viene fatto di colori e luce nelle tavole, acquarelli che sembrano omaggiare alcuni fra i maggiori pittori paesaggisti del XIX° secolo.

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PER CHI, E PER CHI NO

Se siete arrivati a leggere questo ultimo paragrafo avete già visto le immagini, e di conseguenza potrei chiudere la recensione con tanti saluti e buona lettura. Di fatto I Figli del Capitano Grant di Alexis Nesme, editoi-figli-del-capitano-grant in Italia da Tunué, è un fumetto in grado di trasportare il lettore in un mondo fantastico che molti hanno dimenticato. Lo stesso mondo che anche Salgari ha descritto infinite volte nei suoi libri, ma che stavolta vede protagonisti gli stessi animali con cui un geniaccio come Richard Scarry ha ammaliato milioni di bambini nel mondo. Qui sta la bellezza di questo fumetto, la possibilità di incantare tanto un adulto quanto un bambino, entrambi catturati allo stesso modo dalle stesse cose: paesaggi sconfinati, avventura ed eroi irriducibili. Quasi 17 euro per un fumetto non sono pochi, ma la qualità di questa stampa full color li merita tutti. Il titolo del paragrafo è ingannatore: non esiste un “per chi no”. Il resto sta a voi. Buona Lettura.


I figli del capitano Grant da Jules Verne
Il giro del mondo in 80 giorni
Oliver Twist: 1
Tom Sawyer
Viola giramondo

C4 MATITE:

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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