Recensione: Ichi the killer

Editore Shogakukan (Giappone)
Autori Hideo Yamamoto
Prima pubblicazione 1998
Prima edizione italiana Planet manga giugno 2013
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 216 + sovracopertina b/n

Prezzo 6,50 euro

Non riesco a stare fermo… È da prima che mi sento nervoso… Cosa sarà questa sensazione?

CLAN CONTRO CLAN

ichiNon so da quale suggestione un lettore possa decidere di leggere questa serie, magari incuriosito dal film o perché affascinato dall’altra Homunculus sempre di Hideo Yamamoto o per fatalità, ma una cosa è certa, avrà bisogno di un’adeguata strumentazione analitica per venirne a capo. Non è una lettura semplice, si capisce immediatamente, gli elementi che lo suggeriscono sono svariati e neppure troppo nascosti; il disegno è aspro e non molto attraente, la storia segue una forza vorticosa inspiegabile, ma il pezzo forte sono le atrocità commesse senza ritegno o distinzione di sorta. Ma procediamo per gradi. Il plot è abbastanza scarno ma proprio per questo funziona, ci troviamo a Shinjuku, un quartiere speciale di Tokio, dove in un immenso condominio riescono a convivere, rette da un tesissimo rapporto, moltissime gangs di Yakuza. L’equilibrio viene spezzato col fine di compiere un furto, che per altro andrà a segno, ottenendo così l’unica soluzione possibile: una furibonda guerra tra clan rivali.

LA FORZA DEL DOLORE

Ovviamente non può essere tutto qui, Yamamoto ama spaziare lungo quei confini dove il pudore e il buon senso segnano decise marcatureichi al “gusto” e al “corretto“, limiti che lui si guarda bene dal rispettare, proponendo agghiaccianti pratiche masochistiche e indecifrabili ostentazioni sessuali e onanistiche. Poco per volta in un quadro dai grossolani e decisi segni provocatori viene fuori un tema interessante, che incuriosisce, che lascia fiorire una filosofia deviata ma credibile: il dolore. Non si parla del dolore psicologico dovuto alla perdita di un caro, ad una delusione o a una situazione  estremamente difficile, piuttosto di quel genere di reazione generata da un’azione violenta deliberata. Kakihara è il fautore di queste pratiche selvagge, sadiche, strazianti volte in qualche modo all’educazione attraverso la compenetrazione della comprensione del dolore. Egli crede che questo sia solamente il prodotto di un istinto cerebrale, così riuscendo a liberarsi di questo vincolo si è in grado di godersi interamente il piacere scaturito dalla lacerazione della carne, dal loro taglio, dal trapasso di aghi, spilli o più semplicemente dall’ustione mediata da liquidi bollenti. Naturalmente per essere il reggente di una così folle filosofia anche lui è portatore di queste disumane pratiche di tortura, delle quali del resto va molto fiero e non perde occasione per procurarsene di nuove. In questo modo, violenze, stupri e sevizie sono la regola da accettare per portare a conclusione i dieci volumi che compongono la storia. Ichi, un assassino dal passato devastato, è un ragazzo insicuro, prigioniero delle sue perversioni e di problemi mai risolti, che attraverso l’omicidio appaga, liberandosi di decine di sovrastrutture mentali che gli rendono la vita un inferno.

ALLA PROSSIMA

Trovata la chiave per scassinare il modo per mandare giù alcuni passaggi crudi del manga, la curiosità cresce e devo ammettere che dopo un po’ il moto è regolare e la lettura fluida, ma il disegno e l’impianto grafico in generale viaggiano ad una velocità ridotta. Influenza senz’altro l’atmosfera cupa che costringe spesso ad interpretare sia gli ambienti che le scene verso un tono tenebroso, ma lo stile acido e l’utilizzo non troppo moderno dei retini appesantiscono la lettura. Le fisionomie così come l’anatomia dei personaggi non mi convincono molto, così come le espressioni del volto, ripetitive e eccessivamente caricaturali. Ma le cose migliorano strada facendo, la mano si rilassa e il risultato è decisamente migliore, a questo punto non resta che augurarsi che la partenza del prossimo progetto possa essere già fatta con la giusta marcia inserita.


Ichi The Killer Ristampa 1
Ichi the killer: 2
Ichi the killer: 3
Ichi the killer: 4
Ichi the killer: 5



LA NOSTRA PAGELLA: 7.3/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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