Recensione: Il ballo

Editore Tunué
Autori Nuno Duarte e Joana Afonso
Prima pubblicazione 2012
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 64

Prezzo 12,90 euro

Il silenzio è il peggior momento del ballo.
– da Il ballo

O BaileL’orrore non si manifesta tra la folla assordante. L’orrore, quello vero, si manifesta nei luoghi isolati, poco importa che si tratti di un paesino di montagna avvolto dalla nebbia o di un villaggio di pescatori portoghesi sulle coste dell’Atlantico. È in quest’ultimo luogo, nell’estrema miseria del 1967 in riva all’oceano e in un pugno di casette, durante la dittatura di Salazar (terminata il 24 aprile 1974) che si apre Il ballo, scritto da Nuno Duarte, disegnato da Joana Afonso e pubblicato in Italia per Tunué: un luogo solitario in cui arriva il nostro protagonista, Ruy Bras, ispettore del governo inviato in loco in occasione dell’imminente visita di papa Paolo VI perché tutto fili liscio. C’è forse il rischio di un attentato al pontefice preparato dall’opposizione politica? No: il pericolo viene dal mare ed è di natura sovrannaturale. L’ispettore dovrà quindi lottare contro forze che vanno al di là dell’umana comprensione, tra religione e magia nera.

LA GABBIA

O baile_1L’orizzonte della storia è un cerchio perfettamente chiuso, uno scenario limitato in cui i personaggi si muovo come in trappola, ingabbiati nel loro ruolo mentre il male imperversa. Non c’è ribellione, non c’è sentimento di fuga: solo accettazione del male. I pescatori portoghesi accettano placidi la sventura, come se questa fosse parte integrante della loro vita. Ruy, elemento esterno e uomo d’azione per eccellenza, si ritrova catapultato nell’incubo, in quella che vorrebbe che fosse la sua ultima missione. Percepisce in sé il desiderio di pace e tranquillità, così simile a quella degli abitanti del luogo, e al contempo così diverso, mai passivo. Ma deve affrontare la violenza e porsi delle domande. Da dove viene il male? Qual è la sua natura? A cosa porta l’odio, l’amore? Il protagonista deve fare una scelta: fedeltà ai principi di stato o a quelli dell’umanità?

LA COSTRUZIONE DELLA STORIA

Nuno Duarte e Joana Afonso - O Baile, 2La vicenda appare costruita su alcuni elementi stereotipati, tipici di racconti simili, con colpi di scena che il lettore più navigato può prevedere, complice anche la mancanza di un grande numero di personaggi. Sono poche dunque le personalità che escono dalla massa, anzi, dalle masse (due, per la precisione, una vittima, residente sulla spiaggia, e una carnefice, dalle profondità del mare), fattore che manca di dare ampiezza al racconto. Ciò può essere considerato tanto un difetto quanto un pregio: pochi personaggi permettono un miglior approfondimento psicologico degli stessi, tuttavia la sensazione che la storia necessiti di più pagine e characters è sempre presente e l’atmosfera, ben fatta, forse non basta ad accontentare il lettore. Nonostante la tensione che si viene a creare attraverso le tavole, la storia non possiede elementi splatter che pure potrebbero apparire in gran quantità. In ogni caso la violenza rimane ma si cerca di utilizzare le matite morbide della Afonso per donare al tutto i contorni di una favola, di un sogno lontano, confinato in riva all’oceano, di un incubo che mai, fino alla fine, pare del tutto sconcertante.


Il ballo
L’isola senza sorriso
Doomboy
La scimmia di Hartlepool
Le strade di sabbia



LA NOSTRA PAGELLA: 6.8/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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