Recensione: Il cuore dell’ombra

Editore Tunuè
Autori Marco D’Amico, Laura Iorio e Roberto Ricci
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana 2017
Formato 15,5 x 27 cm
Numero pagine 104 a colori

Prezzo 16,90 euro

…Lo daremo all’Uomo nero che lo tiene un anno intero…

La più antica e potente emozione umana è la paura e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto”, scriveva H.P Lovecraft, uno che certamente di paura se ne intendeva parecchio. In effetti, non si può negare che l’uomo abbia una tendenza a provare un certo timore per le cose che non conosce o che non riesce a controllare. L’indefinito, il torbido, il caotico ci fanno paura, preferiamo spesso muoverci in un ambiente sicuro e famigliare, al riparo dai possibili pericoli e dalle contingenze. Ma cosa succederebbe se questo atteggiamento fosse esasperato? Se riducessimo il nostro spazio vitale a pochi luoghi “sicuri”, tenendoci al riparo da tutta la varietà di esperienze e situazioni che il mondo è in grado di offrirci? Che genere di persone diventeremmo? Uno spunto interessante per cercare di rispondere a queste domande è contenuto ne “Il cuore dell’ombra”, fumetto di Marco D’Amico, Laura Iorio e Roberto Ricci, edito da Tunuè per la collana Tipitondi e vincitore del Silver Award nella decima edizione dell’International Manga Awards.

LA TRAMA

Luc è un ragazzino francese che ha paura di un sacco di cose. Ha paura di andare a scuola perché viene preso di mira dai bulli, ha paura di Cesare, il cane dei vicini, ha paura di stare tra la gente e di stare solo, ha paura delle macchine, degli animali e degli insetti ma, soprattutto, ha paura del buio. La madre, molto protettiva nei confronti del bambino anche a causa della misteriosa scomparsa della figlia maggiore, crede che l’origine della paura del figlio risieda nelle vecchie  filastrocche di origine italiana che la nonna  gli cantava da piccolo per farlo addormentare. Nelle canzoncine della nonna, infatti, si parlava spesso dell’Uomo nero, un inquietante mostro che, secondo le leggende, rapiva i bambini che non volevano dormire. Tuttavia, per il piccolo Luc, l’Uomo nero sembra essere molto più di una semplice storiella per bambini. Tutte le notti, infatti, dall’armadio del ragazzino esce un’ombra con le fattezze di un uomo dall’aspetto cadaverico che si avvicina al suo letto per terrorizzarlo. I genitori, ovviamente, non credono ai racconti di Luc e egli ha davvero una paura matta anche solo di mettersi a letto. La situazione precipiterà quando il bambino, dopo l’ennesima incursione dell’Uomo Nero, riuscirà a “toccarlo” tirandogli una testata e l’ombra, sorpresa dal fatto che un umano riuscisse a toccarla, lo rapirà. Da lì in poi inizierà un’ onirica odissea tra mondo reale e mondo delle ombre che porterà Luc ad affrontare le proprie paure e non solo.

LA PAURA CHE IMMOBILIZZA

Con i toni e le atmosfere di una fiaba nera degna del miglior Tim Burton, Il cuore dell’ombra accompagna il lettore attraverso un mirabolante viaggio di formazione che assume, ben presto, significati più ampi rispetto alla vicenda di un ragazzino alle prese con le sue paure e la necessità di superarle. La vicenda di Luc si circonda, infatti, di un’aura universale diventando uno spunto per riflettere sull’atteggiamento educativo ed esistenziale nei confronti della vita. All’inizio della vicenda il protagonista e la sua famiglia appaiono come un esempio totale di “no” alla vita: i due genitori vengono raffigurati rintanati dietro la finestra a guardare loro figlio nascondersi dietro la siepe,  timoroso di affrontare i bulletti della scuole e il cane dei vicini. Essi non fanno altro che giustificarlo e incolpare la nonna per averlo spaventato troppo con le sue leggende italiane e credono che il modo migliore per aiutarlo sia continuare a proteggerlo il più possibile dal mondo esterno. Lo stile educativo dei genitori ha, ovviamente, conseguenze devastanti sul piccolo Luc che risulta totalmente incapace di affrontare la vita quotidiana, assomigliando molto più ad un’ ombra morta che ad una persona viva. Proprio per questo Luc, il bambino più pauroso del mondo, è in grado di “toccare” l’uomo nero: perché è più vicino alla morte che alla vita. Il rapimento e il passaggio al mondo delle ombre diventa quindi il punto di svolta, è come se Luc iniziasse ad accorgersi di essere già morto e di dover arrivare al “cuore dell’ombra” per poter ritrovare la luce e, dunque, la vita. Il mondo delle ombre è perciò un universo popolato da presenze inquietanti, materializzazioni di paure ancestrali. In questa dimensione le stesse paure assumono forme diverse a seconda della cultura da cui provengono: oltre al già citato Uomo nero, abbiamo l’“El Cucuy” messicano, il Boogeyman americano, il Croquemitaine francese o il Bunyib australiano. Nomi diversi, aspetti diversi, ma espressione della stessa antica paura. Nel mondo delle ombre la vita non  è “vera” vita. L’uomo grazie alla luce della saggezza, al controllo, alla ragione che sconfigge la superstizione, alla fiducia e alla voglia di vivere è riuscito ad uscire dal terrore e ha relegato le ombre in questa dimensione. Luc, tuttavia,  con la sua paura totale ha creato un ponte tra i due mondi permettendo alle ombre di tornare nel mondo “reale”. È proprio su questo punto che il fumetto da il suo spunto più interessante rispetto alla contemporaneità; il protagonista, infatti, non è nient’altro che il figlio di una contemporaneità in cui l’umanità viene quotidianamente bombardata di messaggi che non fanno altro che aumentare il terrore e la paura. Non a caso, nell’ultima parte del volume, si fa accenno ai “nuovi media del terrore”  come a casse di risonanza che fanno rimbalzare la paura da una parte all’altra del globo, paralizzando le persone e facendole cadere in uno stato cronico di diffidenza e timore. Un messaggio sicuramente importante, che pur venendo veicolato attraverso il racconto fantastico assume grande potenza sia contenutistica che emotiva. Ecco, allora, che la contrapposizione tra luce e ombra diventa, in primis, la dicotomia metaforica di due atteggiamenti nei confronti dell’esistenza e come spesso accade nella dinamica degli opposti si deve andare nel profondo di uno dei due estremi per scoprirsi poi dall’altra parte.

VITA E MORTE, CALDO E FREDDO

Dal punto di vista visivo, i disegni di Laura Iorio sono davvero particolari. Le figure hanno tratti spigolosi e caricaturali, i visi  e i corpi sembrano quasi intagliati nel legno, tuttavia c’è grande attenzione per gli sguardi, per la resa delle emozioni, delle espressioni e della dinamicità delle azioni. Tutto il volume è impreziosito da colori pastello decisi e pastosi, con sfumature e giochi di ombre che accentuano i volumi. Nel mondo reale prevalgono i colori caldi: giallo, arancio, rosso, rosa, marrone chiaro mentre il mondo delle ombre è dominato dal grigio, dal nero e dal bianco, anche qui con un sapiente uso del chiaro scuro che da un tocco gotico e onirico alle atmosfere.

CONCLUSIONI

Per concludere, Il cuore dell’ombra, sotto l’aspetto e la struttura di una fiaba nera è in grado di veicolare un messaggio universale e fortemente contemporaneo sulla paura e il suo danno per la vita. La narrazione scorrevole, ma ricercata nei riferimenti e nel lessico accompagnata da un reparto grafico adatto ad esprimerne il contenuto e di grande cura stilistica e formale.


Il cuore dell’ombra
Il mago di Oz
L’uomo montagna
Tom Sawyer
L’isola senza sorriso



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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