Recensione: Il gioco dell’oca

Editore Tunué
Autori Stefano Munarini (testi) e Mauro Ferrero (disegni)
Prima pubblicazione Novembre 2015
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 15×21 cm in b/n
Numero pagine 112

Prezzo 9,90 euro

Cresciuto dall’altra parte del tavolo degli autografi guardavo sempre i miei autori preferiti con invidia, volevo essere come loro, apprezzato per le storie fantastiche scaturite dalla mia fantasia. 

IL GIOCO DELL’OCA

oca_cover_HRJason Ruston è un ventenne americano con una passione smisurata per i fumetti. La sua occupazione principale, oltre a lavorare per pochi dollari in un fast food, è leggere fumetti in qualsiasi ora della giornata. Jason, per dirla all’italiana, è un bamboccione; vive con i genitori, i quali sono insoddisfatti della vita del figlio, non ha grandi aspirazioni e si accontenta di guardare il mondo che lui sogna – quello del fumetto – dall’esterno. Poi, arriva l’illuminazione: Jason può fingersi autore di fumetti. Con grande maestria decide di prendere in prestito, di volta in volta, l’identità di un autore per godere di una piccola dose di fama, viaggiare gratis e usufruire di tutti i benefit di una pseudo star sconosciuta del fumetto.

Il gioco è semplice, e Jason fa molti passi in avanti; senza incontrare le caselle pericolose sul tabellone della vita riesce a farla franca per un lungo periodo decidendo così che è arrivato il momento di osare di più. Si spinge fino in Europa, in Finlandia, dove la sorte tira i dadi sbagliati. Jason rischia grosso, e proprio come nel gioco dell’oca gli tocca ritornare al punto di partenza.

LE CASELLE DELLA VITA

Il gioco dell'oca pagina 4Tunué, propone, una delle migliori storie pubblicate per la collana Le Ali. Addirittura? Si! Il gioco dell’oca, scritto da Stefano Munarini e disegnato da Mauro Ferrero, non ha nulla da invidiare ai due piccoli capolavori di Paco Roca (Rughe e Le strade di sabbia) o alla raccolta di storie brevi di Bartoli/Pontrelli (Voci nell’ombra). L’intensità di un percorso di vita ancora non ben definito, come quello di Jason, si mescola alla leggerezza di un tema come quello del fumetto, portandosi dietro tutta la difficoltà della realizzazione personale e della condizione tardo adolescenziale in cui sono immersi i nuovi ventenni.

Jason potrebbe essere chiunque di noi. L’aspetto del mondo del fumetto è semplicemente un mezzo per legarlo ancora di più al lettore, eppure Jason potrebbe essere qualsiasi giovane che trascorre le proprie giornata tra la nullafacenza e la noia in attesa che qualcosa cambi senza compiere il minimo sforzo.

Il gioco dell’oca è una storia che consiglierei sia agli adolescenti, impacciati e ancora indefiniti, come il loro posto nel mondo, sia agli adulti – genitori e non – per chiarire l’importanza del loro ruolo nella vita dei giovani. Stefano Munarini, autore che lavora nel mondo del fumetto dagli anni Ottanta con realtà editoriali come StarComics e Panini, è riuscito nell’intento che dovrebbe essere la base di ogni scrittore: invitare il lettore alla riflessione e proiettare l’esperienza del protagonista su sé stessi. Munarini ci riesce con un ritmo mai noioso, con tempi veloci e una progressione della narrazione che stringe sempre più gli eventi, soprattutto sul finale.

IL RUOLO DEI PERSONAGGI

Il gioco dell'oca pagina 6Tutti i personaggi hanno una funzione importantissima per Jason, il quale fin dall’inizio si presenta come un ragazzo avulso alla vita vera, lontano dalle responsabilità e da tutte le personalità che s’incontrano nel corso di una vita. I genitori di Jason rappresentano la preoccupazione, la sicurezza e soprattutto la spinta motivazionale per cercare la propria collocazione sociale. Spesso, soprattutto in questi anni, si ricerca sempre più un lavoro fine a se stesso che una professione per appagare una propria predisposizione. Jason dopo uno smarrimento iniziale, e un grande aiuto genitoriale trova la sua strada. In che modo? A voi la lettura!

Il 1994 non è solo l’anno della morte di Kurt Cobain, ma è proprio il periodo scelto da Munarini per raccontare la storia di Jason e lo fa con piccoli trucchi narrativi, senza mai far pesare il periodo storico sulla narrazione. Jason, tra le pagine de Il gioco dell’oca, vive un anno definibile “particolare”. La scelta più ovvia, dell’autore, per far capire al lettore che è trascorso del tempo e che nel frattempo l’onda Grunge era stata spazzata via dal CyberPunk del 1995,  sono i riferimenti culturali nerd dell’epoca: Johnny Mnemonic, Dreed, l’apice del successo della casa editrice Image.

Ai disegni troviamo Mauro Ferrero, che realizza delle tavole che, come dichiarato anche sul sito Tunuè, richiamano lo stile underground americano. Non c’è preponderanza di elementi superflui nelle tavole, l’essenzialità del tratto permette al lettore di fruire al meglio la storia. Ferrero con la sua linea chiara rende accessibile la storia a tutti. Poi, se siete dei sentimentali come me, amerete l’ultima vignetta di tavola 99, dove nessuna parola, nessuno sfondo iperdettagliato avrebbe potuto emozionare più della semplicità di un volto come quello di Jason rigato dalle lacrime di gioia.

Sapete perché so che Il gioco dell’oca è una buona storia? Perché sono certo che, periodicamente, sentirò l’esigenza di rileggere la storia di Jason, per ricordare costantemente a me stesso quanto sono importanti gli obiettivi prefissi e soprattutto l’onesta con cui bisogna raggiungerli.


Il gioco dell’oca
Le strade di sabbia
Echi invisibili
E tutto il resto appresso
Memorie a 8 bit



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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1 Risposta

  1. 16 settembre 2016

    […] precisamente alla casa editrice Epicenter Comics di San Diego – i diritti per la pubblicazione de Il gioco dell’oca, graphic novel pubblicato per la collana Le Ali nel 2015, e targato Stefano Munarini e Mauro […]

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