Recensione: Il piano orientale

Editore Bao Publishing
Autori Zeira Abirached
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 26 gennaio 2017
Formato 17 x 23 cm brossurato
Numero pagine 212

Prezzo 21,00 euro

Un piano orientale… Questa strana sovrapposizione di due visioni del mondo che nulla sembra poter legare… La sua doppia musica… Il suono leggero dell’inatteso ancheggiamento di una nota nel bel mezzo di una frase… Li porto dentro di me…

Quello che sentite riecheggiare in questo momento è la canzone Nekrese Taksim Hawil Ya Ghanam (1965) di Abdallah Chahine. L’artista libanese è riconosciuto in tutto il mondo in ambito musicale per la creazione del cosidetto Piano orientale, uno strumento nato (utopisticamente) per coinciliare le distanze estetiche e melodiche tra la musica occidentale e quella Medio Orientale. La sua grande eredità culturale e sociale è stata ripresa spesso da esperti in ambito musicale (Jacques Chailley) e ha ispirato i giovani inventori come Aloys HabaIvan Vychnégradsky nella creazione di un pianoforte che potesse riprendere e riportare alla luce l’idea iniziale di Chanine. La sua vita, sotto lo pseudonimo di Abdallah Kamanja ci viene raccontata in Il piano orientale di Zeina Abirached, edito da Bao Publishing in uno splendido brossurato dai ricami dorati.

TRA ORIENTE E OCCIDENTE

Abdallah è un inguaribile sognatore. Vive le sue giornate tra riti quotidiani – come la passeggiata tra le vie del mercato a Beirut o la sua ostentata passione per la contrattazione nei negozi – e l’ossessione per il mondo della musica. Il volume si apre con la chiamata dalle industrie Hoffman in Austria, interessate a quello che sembra essere lo strumento capace di rivoluzionare in maniera permanente il mondo della musica. Ad accompagnarlo in questa avventura, che lo porterà nello sconosciuto Occidente, ci sarà il suo amico (assiduo frequentatore di Parigi in gioventù) Victor. La storia però a questo punto si divide in due strade parallele, seppur distanti e destinate a non incrociarsi mai direttamente, andando così a creare una sovrapposizione di melodie per un concerto d’intenti unico nel suo genere.

Seguiremo infatti anche le vicende di Zanzoun, proponipote del co-protagonista e alter ego della stessa Abirached. La sua vita è segnata anche in questo caso dalle due estrazioni sociali, a causa dei continui spostamenti che la sballottano tra Beirut e la Francia. Cresciuta in una famiglia bilingue, sotto l’ombra del nonno paterno Drogman (dall’arabo Tourjouman che significa traduttore), si districa tra la tradizione e il confronto con un mondo che non è il suo e che spesso, grazie alla sua fervida immaginazione, aveva sognato diverso.

UNA DOLCE MELODIA

L’autrice, conosciuta già nel nostro paese per i suoi Il gioco delle rondini e Mi ricordo Beirut editi da Becco Giallo,  ritorna con una trama solida accompagnata da un disegno strabiliante. Quasi tutte le tavole sono ricche di trovate uniche e originali, ricche di richiami al fumetto occidentale che spesso si sovrappone con elementi dell’architettutra e dell’estetica islamica, capaci di arricchire una lettura già carica di spunti interessanti e accompagnati da una prosa avvincente. Vi appassionerete da subito agli strambi personaggi presentati, alle loro paure, alle loro vicende che fanno da ponte per due pianeti che in questi giorni di guerre e attentati sembrano più distanti che mai.

Un disegno che, anche senza la presenza dei colori, riesce a descrivere perfettamente le diverse sfumatrue del racconto. Dalle atmosfere confusionarie cariche di odori e grida dei suq libanesi, fino alle introspezioni della natura umana in tutte le sue sfaccettature, passando per gli intervalli musicali che quasi riescono a rompere la parete della carta per arrivare all’orecchio del lettore: tutto sarà affascinante e avvincente fino ad una conclusione solida.

DA BEIRUT A PARIGI SENZA FERMATE

In definitiva Il piano orientale è senz’altro uno dei volumi più interessanti che questo 2017 appena iniziato ci ha portato. Non curante della pesante eredità di predecessori di spicco (come la celebre Marjane Satrapi), Zaira Abirached porta alla ribalta il fumetto medio-orientale, andando a creare una lettura trascendentale per ogni tipo di lettore, capace di avvicinare i nostri popoli a una cultura che tra personaggi di dubbio gusto politico e pregiudizi siamo inclini ad allontanare senza alcuna pietà.


Il piano orientale
Aiuto! . Con Adesivi
Polina
Il suono del mondo a memoria
Aida al confine



LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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