Recensione: Il piccolo Pierre – Storie disordinate

Editore Tunué
Autori Corrado Mastantuono (storia), Stefano Intini (disegni), Nicola Pasquetto (colori)
Prima pubblicazione 2013
Prima edizione italiana 2013
Formato 19,5×27
Numero pagine 96 pp.

Prezzo 14,90 Euro

A volte la vita è amara per voi adulti. Vuoi una moneta di cioccolata?
– da Il piccolo Pierre

IL PICCOLO PIERRE E LA FUGA DALLA MONOTONIA

Piccolo PierreForse per i più adulti è complesso ricordarlo ma tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo finto di avere un amico immaginario con il quale condividere le nostre immaginarie avventure. Pierre, protagonista di questo fumetto, è l’emblema del bambino educato, abituato a fare i compiti regolarmente e a sedere composto a tavola. Essendo l’essere umano un insieme di contraddizioni spesso insolvibili, il protagonista immerso nella mediocrità crea con l’immaginazione una propria nemesi con cui confrontarsi: si tratta di Pilar, il diavoletto tentatore avrà il compito, oltre che di tentare il bimbo modello, di scardinarne l’esistenza.

UN’OPERA DISORDINATA

Pierre tav1L’opera si presenta come suggerisce il titolo in maniera disordinata. A comporre questo volume edito da Tunuè sono produzioni di natura sensibilmente diversa: si parte da un racconto di 45 tavole incentrato su un’avventura fantastica vissuta da Pierre e Pillar, una sorta di libro nel libro. Indubbiamente il cuore è la sezione migliore di tutto l’insieme; si prosegue con delle tavole autoconclusive a tema umoristico per poi passare a interessanti extra quali bozzetti, studi preparatori e omaggi al personaggio da parte delle matite tra le più illustri del fumetto italiano. Abbiamo in un solo volume tanto, forse troppo. Il difetto principale di questo ottimo volume è questo: il troppo materiale di natura diversa messo insieme tende ad appiattire e non dare il giusto rilievo all’avventura principale che è un vero e proprio gioiello.

Pierre tav2LA RIVOLUZIONE DENTRO

Il rapporto tra Pierre e Pillar è indubbiamente il simbolo del crescere, quel momento in cui inizia a formarsi la personalità dell’uomo e della donna che sarà. Un’età fatta sì di divertimenti ma anche di forti contrasti interiori che giungono a risolversi con la spontaneità e l’ingenuità che solo i bambini possono avere. Tanto la storia scritta da Mastrantuono quanto i disegni di Intini e i colori di Pasquetto sono riusciti a mettere su carta l’irrefrenabile fantasia e la spensieratezza del non senso che caratterizza l’infanzia.

TORNARE BAMBINI DA GRANDI

Consiglio questo libro a tutti coloro che hanno dimenticato cosa vuol dire essere piccoli ma non solo: nonostante qualche riferimento salace, più rivolto ad un pubblico maturo, anche i bambini possono fruire benissimo di quest’opera e magari, chissà, leggerla in compagnia del loro amico immaginario.


Il piccolo Pierre. Storie disordinate
Il cadavere e il sofà
Gabo. Gabriel García Márquez. Memorie di una vita magica
L’isola senza sorriso
Il giro del mondo in 80 giorni



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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