Recensione: Il piccolo re

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Editore Tunué
Autori Andrea Campanella e Sonia Aloi
Prima pubblicazione Febbraio 2016
Prima edizione italiana Febbraio 2016
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 96 a colori
Prezzo 14,90 euro

Ho vissuto anni incredibili ed è per questo che dico a voi: non smettete di sognare!

Si può sfiorare il cielo con un dito e saltare di stella in stella anche se si è solo un piccolo nano di ben 75 cm. È questo l’insegnamento che ci dona Il piccolo re, scritto da Andrea Campanella e disegnato da Sonia Aloi: la storia, pubblicata dai tipi di Tunué, è un monito a inseguire i propri sogni, oltre tutte le difficoltà, oltre ogni ostacolo materiale e morale.

UN PICCOLO NANO

page_1_thumb_largeProtagonista indiscusso è il piccolo Giusipin Bignoli, ultimo arrivato nella sua famiglia, amatissimo da questa ma sbeffeggiato a causa della sua statura dall’intera comunità del paese in cui risiede, una Galliate primo-novecentesca, sia nelle figure delle comari che borbottano alle spalle del diretto interessato, sia in quella dei compagni di scuola. Questa feroce insistenza sul difetto del bambino accompagna il lettore per tutte le prime pagine del fumetto, mostrando come Giusipin interiorizzi la sua condizione fisica, facendo nascere in sé un senso di colpa che i fratelli cercano di impedire in tutti i modi, coinvolgendolo nelle loro attività. Sono proprio i fratelli a far da causa scatenante del talento del piccino, la capacità di compiere mirabolanti acrobazie, in netto contrasto con i genitori (in particolare il padre che lo vuole con sé nei campi), talmente protettivi nei confronti del figlio anche a costo di soffocare l’unica àncora di salvezza da una vita triste ed emarginata.

OLTRE GALLIATE, VERSO IL MONDO

giupi1L’unica via è la fuga, prima mentale, poi reale: già prima di comprendere il suo potenziale, Giusipin è un avido lettore, in particolare di romanzi di avventura come Salgari e vola con la fantasia e il sogno su nel cielo, parlando con la luna a cavallo di un lettino dotato di zampe. Il contatto con il circo concretizza il suo desiderio di evasione: le luci, i colori, i movimenti stregano il bambino di Galliate che, raccolte le sue cose, lascia la casa del paesino per partire con gli artisti di strada verso Parigi, diventando il grande Bagonghi, il nano acrobata più famoso del mondo, ruolo che lo farà conoscere nel Vecchio e nel Nuovo Mondo, donandogli esperienze di tutti i tipi e attraversando momenti significativi del secolo ventesimo, come il cinema e le corse in auto.

LA POTENZA DI UNA FIABA

giupi2Il comparto grafico si sposa alla perfezione con una storia che parla di forza di volontà e sogni: il tratto morbido, semplice, caratterizza i personaggi con pochi tratti essenziali ma che dona ogni volta una grande espressività ai visi e ai movimenti. Il blu domina la scena: è il colore del protagonista, dei suoi abiti, ma soprattutto degli interni del circo quando è sul palco, dei suoi spettacoli e delle sue astrazioni, dei sogni a occhi aperti. Il contrasto con Galliate è evidente: i colori “poveri” e sbiaditi con prevalenza di verde, grigio e marrone, mostrano una realtà-prigione che deve essere forzata a tutti i costi.

Il resto della storia va scoperto da sé, con la lettura: ogni frase, ogni avventura di Bagonghi è un inno alla libertà, alla forza del cambiamento e alla scoperta del mondo che ci circonda, fatto anche di piccoli uomini che nascondo un universo intero.


Il piccolo re
Dad. Professione papà: 1
Viola giramondo
Dammi la mano
Verde cinghiale. Timothy Top: 1




LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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