Recensione: Il porto delle anime

Editore Maledizioni
Autori Stefano Alghisi
Prima pubblicazione Marzo 2015
Prima edizione italiana Marzo 2015
Formato vol. brossura con bandelle, grande formato
Numero pagine 56 pagine

Prezzo € 14,00

Le graphic novel hanno rotto il cazzo, è vero. Trattano tutte di adolescenti postmoderni chiusi nella loro cameretta Ikea a farsi pippe con gli Arcade Fire nell’Ipod mentre fuori piove. 

BILLY & GRAPHIC NOVEL

downloadIstintivamente mi sono guardano intorno. Billy is everywhere. E non sto parlando di Billy Idol e di bianchi matrimoni celebrati in nome del punk rock, quello vero! No, Billy è di fianco a me, di fronte e dietro, stracolma di libri e di cosiddette Graphic Novel che hanno rotto il cazzo. Analizziamo il mio caso: Billy, la cheap libreria made by Ikea, c’è! Su Spotify ho recentemente ascoltato Reflektor degli Arcade Fire e sono circondato da Graphic Novel di adolescenti problematici o di trentenni che vivono ovattati con le loro turbe legate alla crescita. Perché così sono anch’io! E quindi…di che cazzo stiamo parlando? Manca solo la pioggia, che non disdegnerei con quest’afa che toglie il respiro.

La citazione iniziale che, in pratica, pone sulla Blacklist me e altri esemplari della popolazione mainstream o finti otusider sociali, è di Luca Frazzi, firma musicale del panorama underground. Luca scrive una chiara introduzione al volume Il porto delle anime scritto e disegnato da Stefano Alghisi e edito da MalEdizioni. Tutto è stabilito fin dall’inizio e l’introduzione ti sbatte in faccia ciò che non ti aspetti: non c’è spazio per ghirigori o edulcorate storie che trasformano la sporca realtà del punk rock. Il porto delle anime non racconta una storia. Ti sputa in faccia pezzi di carriere, masticate e ridotte a cadaveri. Si, perché Stefano Alghisi ha accuratamente scelto esemplari gloriose band di cui molti membri sono trapassati.

IL PORTO DELLE ANIME

Il porto delle anime1Armatevi di spotify, come ho fatto io, e riscoprite la storia di tre band: The Cramps, Gun Club e Birthday Party. Tra un basso che suona con distorsione a manetta e una voce che gracchia parole con tono di manifesto politico e sociale, scorrono le tracce che hanno accompagnato i rivoluzionari degli anni dai capelli cotonati. Lux Interior e Poison Ivy, Jeffrey Lee Pierce sono nomi che proprio mi risultano estranei. Sono nemici di Superman e di Batman, politicanti corrotti o tanti signor nessuno? Poi i miei occhi si illuminano leggendo un nome da classifica e di esponente di una cultura anche più popolare: Nick Cave! Tra le pagine quasi intravedo le atmosfere fumose delle sue canzoni, sono felice come quando indossai le mie prime All Star. Ma non è di questo punk rock che parliamo. qui si parla di ideali, di voglia di raccontare e non di prototipi generati da Mtv per dettare moda. Rivendico la mia appartenenza alla seconda categoria, e da lettore imparziale mi sono armato per ricercare informazioni. I nomi sopra elencati rappresentano le tre band e le loro vicende che mescolano il percorso personale alle loro carriere.

Stefano Alghisi non presenta una biografia senza spessore che direbbe davvero poco su uno squarcio della storia della musica. Le pagine sono costellate di canzoni che come una vera e propria colonna sonora accompagnano le azioni dei personaggi. I disegni di Alghisi riprendono tutto ciò che è underground: i neri che riempiono le tavole, i volti dei personaggi che sembrano estrapolati direttamente da fanzine vintage e la quasi totale assenza degli sfondi, focalizzandosi sui musicisti.

NO BIO-GRAFIA!

porto_delle_anime_1_Cramps_thumb2Non vi aspettate di leggere un’evoluzione narrativa, non c’è una storia che parte da un punto e giunge a una conclusione. Il porto delle anime si allontana da tante strutture delle biografie musicali e dai graphic novel (che hanno rotto il cazzo) analizzati sopra. Il volume è indirizzato a esperti del settore musicale e appassionati di quel genere. In alternativa, resta un buon punto di partenza per scoprire le origini dei The Cramps, Gun Club e Birthday Party. E anche di Sigfrido Mantovani. Chi è? Un cantastorie italiano che, secondo Alghisi, non ha nulla d’invidiare alle turbolenze delle tre band proposte ne Il Porto delle Anime.

Aria, respiro a pieni polmoni la musica che riconosco come familiare, ho trascorso troppo tempo nell’underground. Voglio gli Arcade Fire. Subito.


Il porto delle anime. Cramps, Gun club, Birthday party, Sigfrido Mantovani: quattro biografie rock’n roll
Airbag e altre storie
Schitarrate!
Emilia
Zero e Uno



LA NOSTRA PAGELLA: 5/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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