Recensione: Il sentiero smarrito

Editore Tunué
Autori Amélie Fléchais e Jonathan Garnier
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana Aprile 2016
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 116 a colori

Prezzo 16,90 euro

Non è che hai visto la mia bicicletta?
– Il sentiero smarrito

ILLU_Le_chemin_perduQuando ci si immerge nella foresta, ogni convenzione umana sparisce. Il tempo, con il suo scorrere incessante, viene meno e veniamo condotti in un luogo informe, un luogo iniziatico dove troviamo e ritroviamo noi stessi attraverso le mille avventure che incontriamo. Basta smarrirsi e il gioco è fatto, ci dicono Amélie Fléchais e Jonathan Garnier, gli autori de Il sentiero smarrito, pubblicato da Tunué nella collana Tipitondi al prezzo di 16,90 euro.

UNA STORIA PER TUTTI

Chi sono i tre bambini protagonisti della storia? Non ha importanza, tant’è che sapremo di più sul loro conto solo nelle pagine finali del volume. L’assenza di un’identità definita permette a chiunque di essere il protagonista della storia che sta per essere narrata: ogni incontro sarà il proprio incontro, per un’immersione G_12932_01nell’ambiente boschivo e fantastico ancora più in profondità. Ma la foresta è anche maledizione: una giovane coppia vi trovò rifugio, ma gli eventi che si susseguirono furono funesti per entrambi, e diedero vita a una serie bizzarra di animali, creature e oggetti dotati di volontà propria. La foresta però, luogo e non-luogo insieme, stava lì da molto tempo prima che tutto questo accadesse: la coppia non fu la prima vittima né sarà l’ultima. Non è però un destino obbligato quello che qui viene rappresentato, ovvero l’impossibilità di salvarsi: sono le proprie scelte che determinano il proprio futuro; fra gli alberi infatti ci sono migliaia di sentieri, scorciatoie, cammini ognuno dei quali conduce ad una prova differente, con un finale diverso l’uno dall’altro, per ognuno di noi.

UN GIOCO D’IMMAGINI E SENSAZIONI

chemin-perdu-amelie-flechais-bd-soleil-extraitL’atmosfera diviene il fulcro di tutta la vicenda, in una trama fatta di incontri a bocca aperta, con dinamiche che magari posso risultare poco chiare all’istante, ma che sono fatte per suggestionare chi legge, calarlo in un modo di colori tenui, acquarellati, opachi. L’alternanza fra colore e bicromia, fatta di bianchi e neri, di tratti semplici e campiture piene, disegna le multiformi ombreggiature degli alberi e del loro sottobosco. Il senso della meraviglia riempirà il vostro cuore con ogni più piccolo dettaglio che scoverete nelle tavole dell’autrice, in gufi, porcospini e ragnetti buffi (e un poco allucinati). Impreziosiscono il volume la mappa iniziale, ricca di particolari, con giochi cromatici dorati, ramati su sfondo blu, utile per orientarsi (!) nel fitto mondo della foresta mistica in cui ci imbattiamo, nonché gli studi finali sui personaggi, dei veri quadri che fanno voglia di essere staccati per essere appesi alle pareti della propria camera. Il sentiero perduto è quindi un volume assolutamente consigliato, specie per gli adulti, perché la propria strada è ancora da costruire.


Il sentiero smarrito
Lupetto rosso
Il giro del mondo in 80 giorni
Viola giramondo
La notte dei giocattoli



LA NOSTRA PAGELLA: 8.2/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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1 Risposta

  1. 21 gennaio 2017

    […] di Amélie Fléchais, illustratrice del noto picture book Lupetto rosso e del graphic novel Il sentiero smarrito. Una metafora estetica degli ultimi anni di vita con una sceneggiatura di Séverine Gauthier. […]

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