Recensione: Impero di cenere #1 – Tempi pericolosi

Editore Autoproduzione
Autori Michele Mecozzi (sceneggiatura e disegni), Davide Paoletti (disegni) e Mirco Pierfederici (colori copertina)
Prima pubblicazione 2017
Prima edizione italiana Aprile 2017
Formato 29,6 x 20,7 cm spillato
Numero pagine 36 in bianco e nero

Prezzo 5,00 euro

Al giorno d’oggi non è facile esordire, tanto meno con una serie dal tratto realistico. Qualcuno ci prova, qualcuno ci riesce, ma gli autori che continuano a sfornare materiale in sordina sono molti. È il caso di Paolo Mecozzi Davide Paoletti, che scelgono di autoprodurre una mini-serie in tre albi, ambientata nel tristemente memorabile V secolo d.C. Vediamo com’è andata.

ROMA, ANNO 410

Sono anni di saccheggi, molteplici invasioni barbariche, che si concludono con il Sacco di Roma da parte dei Visigoti, guidati da Alarico. Il nostro protagonista è Tiberio Petronio Quarto, fidata guardia del corpo della famiglia del senatore Flavio Iulio Aurelio, un uomo irruente e impulsivo, sebbene dotato di tempra e giudizio. Dieci anni dopo lo sciagurato evento, Tiberio si ritrova a dover fare i conti con il proprio passato.

Prima di addentrarci nell’analisi del volume è bene evidenziare come i personaggi siano stati creati ad hoc per la serie e – tolta la figura di Alarico, realmente esistito – costruiti su basi storiche accurate. Un corposo lavoro di character design.

TRADIMENTI E SANGUE

Come già anticipato Impero di cenere è forte di personaggi solidi, per quanto ancora acerbi e decisamente ispirati. Tiberio è il classico eroe caduto che dovrà riprendere con la forza orgoglio e determinazione, una figura narrativa decisamente quadrata ma sempre efficace. La ricostruzione visiva di Roma e dei suoi costumi è deliziosa, il passaggio tra le due matite è impercettibile a livello grafico, creando un volume piacevole da sfogliare. Anatomia e architettura convivono armonicamente tra chiaroscuri e linee sottili. Meno efficaci sono i dialoghi che, inseguendo la corposità oratoria dell’epoca, peccano di poca linearità, oscillando tra didascalie eccessivamente prosaiche e accenti di rabbia eccessivi. La stessa sceneggiatura soffre di una narrazione confusa con piccoli inciampi sul ritmo, con tempi a tratti ripetitivi. Il tutto è abilmente amalgamato dall’efficace regia che offre inquadrature degne di nota e dinamismi davvero realistici.

Per quanto vi siano imprecisioni e ingenuità, siamo comunque di fronte ad un albo autoprodotto di ottima qualità. Dalla carta all’eccellente formato che assicura la massima resa dei disegni, quella che abbiamo tra le mani si rivela una promessa per il settore. La serie si divide in tre numeri e questo primo atto presenta in maniera funzionale le premesse narrative, preparando il lettore con misteri e intrighi decisamente interessanti.

CONCLUSIONI

Impero di cenere 1 – Tempi pericolosi potrebbe rivelarsi un piccolo gioiellino italiano. Questo primo volume farà la felicità degli appassionati di storia romana. Non ci resta che aspettare Lucca 2017 per il nuovo albo…



LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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