Recensione: In inverno le mie mani sapevano di mandarino

Editore BAO Publishing
Autori Sergio Gerasi
Prima pubblicazione Novembre 2014
Prima edizione italiana BAO Publishing – novembre 2014
Formato Brossurato con alette – 17×23 cm
Numero pagine 128 pp

Prezzo € 15.00

Tutto quello da cui fuggi per anni ti
investe con la forza della più grande
onda mai vista, scaraventandoti su
scogli frastagliati come se fossi un
minuscolo moscerino.
(Nani)

Le feste sono passate, fuori si gela e in casa mi aggiro confuso e raffreddato, sorseggiando elegantemente tachifludec da una tazza con le sembianze di Darth Vader. Per lenire le mie pene (e per distogliere la vostra attenzione da questo orrorifico quadretto) mi sono dedicato alle atmosfere oniriche dell’ultimo lavoro di Sergio Gerasi: “In Inverno Le Mie Mani Sapevano di Mandarino“. Il graphic novel, pubblicato da BAO Publishing per la collana “Le Città viste dall’alto”.

In Inverno - orizzontale 03

LA STORIA

In Inverno - coverNani è un bambino speciale. O almeno così lo apostrofavano i compagni a scuola quando era piccolo. Nani è nato infatti con una cerniera in testa che gli permette, se tenuta chiusa, di non ricordarsi nulla (salvo alcune informazioni di base come il proprio nome, dove abita, etc). Quando la cerniera è aperta, il nostro protagonista, riesce a vivere una vita normale, ricordando tranquillamente tutto.

Da qualche anno, Nani, ha deciso di tenere la cerniera chiusa, sigillata. Quale sia il motivo di questa decisione non ci è dato saperlo. Quello che è certo è che ogni tanto è costretto ad aprirla per far fuoriuscire il peso dei non-ricordi che col tempo si fa schiacciante. Un momento doloroso e catartico, che grazie all’uso/abuso di apposite pillole riesce a rimandare il più possibile. Le giornate del protagonista passano tutte uguali tra un salto in farmacia, una visita alla casa di riposo a trovare la nonna malata di Alzheimer e lunghe passeggiate per le vie di Milano.

Tutto scorre monotono finché un giorno Nani legge su una rivista la pubblicità di un negozio molto particolare, un posto dove vendono memorie. Subito il nostro protagonista pensa alla possibilità di fermare l’emorragia di ricordi causata dal male della nonna. Esiste quindi la chance di restituirle una memoria nuova di zecca? Inizia così un viaggio surreale che parte dai navigli milanesi e che lo condurrà lontano, alla ricerca di una nuova memoria per la nonna.

In Inverno - orizzontale 01

IL CONTRASTO DELLA MEMORIA

La scrittura di Gerasi non è sempre lineare ma fatta di giravolte, piroette e brusche deviazioni. Questo non è certamente un difetto, anzi si tratta di un punto di forza del libro. L’unico “suggerimento” che posso azzardarmi a dare, per goderne appieno, è di lasciarvi trasportare dal racconto, non fatevi eccessive domande e abbandonatevi alla storia, saprà portarvi lontano, fosse anche solo all’ultima splendida pagina del volume.

In Inverno 04

Uno degli aspetti che più mi ha colpito del volume è il contrasto tra la condizione della nonna e quella di Nani. La perdità inesorabile e involontaria dei ricordi e la scelta consapevole di non ricordare. La malattia e l’autodifesa. Da In Inverno 01una parte abbiamo una donna anziana costretta a cedere sotto i colpi dell’Alzheimer, a perdere quel tesoro che è vita e senza il quale non rimane più nulla: i ricordi; dall’altra abbiamo Nani, risoluto a non voler affrontare il peso della memoria, a voler volontariamente cancellarne le tracce. Due facce della stessa storia, due accordi (musicali) destinati a risolversi nel bellissimo finale del libro. L’autore riesce con estrema lucidità e consapevolezza a ritrarre quel meccanismo di sicurezza della mente che taglia di netto certi ricordi. Attraverso la figura di Nani e della sua cerniera, Gerasi racconta con rara delicatezza quei movimenti più o meno inconsapevoli dell’inconscio che, invano, cercano di tenere nascosti certi pensieri, ricordi o momenti. Una sorta di sistema di difesa della mente, fallace e destinato a crollare. Un qualcosa che nemmeno le pillole o i farmaci sono in grado di fermare. Difficile quindi non amare Nani, non sentirsi solidali con la sua memoria volontariamente guasta. Difficile non essere parte della sua solitudine auto-imposta.

L’accostamento con la condizione della nonna malata da significato alla scelta di Nani di voler tenere la cerniera chiusa, e allo stesso tempo da inizio al percorso geografico e interiore del protagonista, che metterà tutto in discussione. Un meraviglioso contrasto, quello tra la scelta consapevole del protagonista e l’avanzare dell’Alzheimer della nonna, che si svela lentamente – capitolo dopo capitolo – e che accompagnerà il lettore lungo il viaggio del protagonista.

 LA CITTÀ VISTA DALL’ALTO

In Inverno 06Oltre a Nani, l’altra protagonista di questa storia è Milano. Una città che Gerasi dimostra di amare ma anche di conoscere a fondo. Non soltanto per i riferimenti geografici o per i meravigliosi acquerelli in cui l’artista ritrae scorci familiari a chi è nato e cresciuto all’ombra della madonnina (la bravura nel cogliere la storica farmacia Foglia come elemento distintivo, è da applausi), ma anche e soprattutto per le sue molteplici anime e sfaccettature. Nel suo viaggio Nani incontra infatti le diverse incarnazioni della città meneghina: il luogo dove a ogni angolo trovi un all you can eat, dove i ricchi mangiano poco spendendo tanto, dove per avere un farmaco non serve la ricetta, bastano i soldi, una città dove è prassi costruirsi un’armatura emotiva per restare impassibili alle emozioni, e – ancora – dove non puoi fare a meno dell’abbonamento in palestra. Una città che può apparire fredda e senza anima ma che, se vissuta a fondo, regala calore e umanità.

In Inverno - Farmacia Foglia

La Milano descritta dall’autore è un’architettura emotiva (e strutturale) profonda, sincera e pungente. Non si tratta soltanto di una cornice costruita attorno ai personaggi, ma diviene essa stessa protagonista della storia.

 IN CONCLUSIONE

IILMMSDM è un’opera sognante e splendidamente scritta, un lavoro che pone in evidenza il talento di Sergio Gerasi come scrittore, oltre che come disegnatore. La narrazione è intrisa di dolcezza e di poesia, sebbene non manchino i momenti di humor nerissimo e pungente. Il tratto è realistico, suggestivo, un disegno in bianco e nero in cui l’unico elemento di colore è rappresentato dal surreale. Ancora una volta la collana “Le città viste dall’alto” fa centro e in un’agile brossura con alette – al solito ottimo prezzo – propone un piccolo gioiello del fumetto nostrano.

 In Inverno - Torre Velasca

IILMMSDM affronta il tema della memoria, dell’importanza dei ricordi e con straordinaria delicatezza e poesia racconta il dolore delle anime gentili e l’inevitabile peso del proprio passato.


In inverno le mie mani sapevano di mandarino
Gli amari consigli
Il settimo splendore
Un lavoro vero
Ogni piccolo pezzo

C4 MATITE:

Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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3 Risposte

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