Recensione: Indian Summer

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Editore Panini Comics
Autori Hugo Pratt e Milo Manara
Prima pubblicazione 1983
Prima edizione italiana 2016
Formato 23,5 x 31,2 cm
Numero pagine 152
Prezzo 19,90 euro

Giocherai con mia sorella quando avremo terminato questa storia di morte
– Indian Summer

Tutto cominciò davvero con un’estate indiana: libertà dello spirito, stati di euforia violenta e sintomo di pulsioni profonde, tensioni erotiche animalesche. Ma Eros, l’amore sensuale, è legato indissolubilmente a Thanatos, la morte: e così da un piccolo misfatto di sesso e vendetta si spalanca una voragine di cadaveri, in un vortice narrativo che porta al massacro il suo intero universo. Indian Summer di Hugo Pratt e Milo Manara viene riproposto dopo anni di assenza dagli scaffali per i tipi di Panini Comics, in differenti edizioni di pregio.

manaralibv1p2LIRISMO & DRAMMA

Colonie americane, XVII secolo. In un territorio in cui convivono grazie ad un sottile equilibrio nativi e padri pellegrini, molti segreti sono nascosti all’ombra dei focolari da una fumosa coltre di perbenismo: il vento ruvido di uno stupro, proposto nelle primissime tavole mute, svelerà un passato doloroso fra i Lewis, famiglia bandita dalla comunità religiosa e costretta a vivere isolata, e i Black, pastori protestanti di generazione in generazione, nonché castigatori di costumi (almeno davanti agli altri). Così, fra atti selvaggi, vendette e omicidi, si arriva al grande scontro delle parti in causa, scontro sociale, politico ma anche di spirito, di concezione della vita. come dicevo in precedenza, è l’euforia fuori controllo la matrice di ogni male e l’assoluta protagonista della storia, capace di incarnarsi nel piccolo Geremia, ragazzino codardo e dalla lingua biforcuta, in Phillis Lewis, espressione più pura dell’erotismo dei due autori, negli indiani della tribù di Squando, con i loro discorsi intorno al fuoco dal sapore filosofico; con questi ultimi si raggiungono le vette del lirismo più alto, dello straniamento dal mondo, lo scorrere della vita attraverso gli uomini.

ATMOSFERE, SEGNI, COLORI

61G6PS0PYQL._SX258_BO1,204,203,200_Indian Summer però non è solo sceneggiatura: è immagine e atmosfera, segno e colore. È la spiaggia di Abner e Sheva, scossa dal vento e inondata dai gabbiani, la notte nel bosco al calore del fuoco, il fumo della battaglia, i ricordi del passato, troppo simili a La lettera scarlatta: alla fine, la storia non è che un fatto piccolo piccolo in un contesto più ampio, quello della colonizzazione delle Americhe e di visioni religiose ormai passate. Il tratto dei maestri si sente, dona un grande respiro a tutta la vicenda. I colori, realizzati da Simona Manara, ben si adattano alle tavole originali, senza peccare mai di eccessi, mantenendosi tenui; l’assenza di sfumature viene compensata dagli accostamenti scelti per l’occasione, capaci di ricreare notturni, tramonti, azioni concitate, evitando che quest’ultime manchino in drammaticità. La lettura, consigliata, è però indicata per un pubblico adulto e maturo, capace di cogliere il significato profondo dell’opera.


Indian Summer – Tutto ricominciò con un’estate indiana (9L) (Copertina rigida)
Indian Summer – Tutto ricominciò con un’estate indiana (9L) (Copertina flessibile)
Indian Summer – Tutto ricominciò con un’estate indiana (9L) (E-book)
Tutto ricominciò con un’estate indiana
Indian Summer. Tutto ricominciò con un’estate indiana. Ediz. numerata




LA NOSTRA PAGELLA: 8/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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