Recensione: Jeeg il robot d’acciaio

Editore Dynamic Italia
Autori Go Nagai: storia – Tatsuya Yasuda: disegni
Prima pubblicazione 1979 Kodansha
Prima edizione italiana 1999
Formato 12,5 x 17,5 cm
Numero pagine 200 circa b/n

Prezzo 4,40 euro

Mio padre mi ha dato due volte la vita. Combatterò per lui e per tutta l’umanità

TRE PASSI NELLA NOSTALGIA

jeeg_cop01Ci sono nomi che si portano dietro un bagaglio di sentimenti così intensi che solo sentirli pronunciare il respiro si allunga, si astrae, fino a dileguarsi dietro la coltre della nostalgia. Questo ultimo apparato sentimentale è il mezzo fondante di quei romantici che cadono sovente tra i ricordi e si comportano di conseguenza, ribollendo in una panacea di colori dettagliati, nomi evocativi, frasi imparate a memoria. Jeeg il robot d’acciaio è senza alcuna ombra di dubbio uno di questi. Nessuno sospettava nel lontano 1979, alla luce del successo dell’omonimo cartone animato, che quello che seguivamo con estremo trasporto fosse la trasposizione di un fumetto giapponese. I prodotti che sfruttarono l’onda del successo erano tutte realizzazioni italiane, molto distanti dall’originale, piuttosto bruttine ma il pubblico di bambini sembrava comunque apprezzare. Diverso era il mitico album delle figurine Panini, che riproponendo direttamente le immagini del cartone animato, ricostruiva la storia di Hiroshi dalla scoperta dei poteri fino alla sconfitta dei nemici Haniwa.

IL MOMENTO DI RESTITUIRE

IMG_0447Dopo venti anni, con un pubblico inesorabilmente cresciuto, vede anche Italia arrivare il manga che ha suggerito l’idea per la serie animata. Il merito è di Dynamic Italia, che in due volumi abbastanza curati ripropone l’intuizione dell’inesauribile Go Nagai che attraverso i disegni del discepolo Tatsuya Yasuda ci mette a conoscenza della saga di uno dei robot più amati di sempre. Negli anni seguiranno nuove rivisitazioni, sempre divise in due parti, con immagini assai accattivanti e con richiami forti, questa volta per merito di D/books e poi J-pop. Il luccichio della sovracopertina, in qualsivoglia edizione, è come il forte richiamo della foresta, impossibile rimanere indifferenti, impossibile resistere, così, ecco fatto l’acquisto, il tutto sottolineato da estrema soddisfazione. Se nel corso degli anni, attraverso le molteplici repliche della serie, abbiamo ricevuto i segnali per costruirci pomeriggi di sogni e giochi, ecco come molti anni dopo arriva il momento di dare, di restituire parte di quel sogno che ci ha accompagnato. Leggere questo manga richiede quel genere di pazienza che necessità la comprensione di un’opera d’arte complessa e articolata, nel senso che vuole gli strumenti giusti per essere digerita. Rimarranno delusi tutti quelli che per ragioni anagrafiche hanno solamente sentito parlare del successo del nostro amato robot. Di fatto vengono ricalcate tutte le vicende del cartone animato, ma in modo leggero, superficiale, estremamente rapido. Si ha solo l’idea di quello che è il dramma vissuto da Hiroshi, il professor Shiba, Miwa e tutti gli altri protagonisti coinvolti. Tutto avviene senza troppo approfondire i rapporti umani, senza alcuna caratterizzazione significativa; il tempo scorre rapidamente, così che due volumi lasciano il senso di una versione ridotta, di un riassunto approssimativo delle 46 puntate, così che chi si avvicina per la prima volta a questo meraviglioso mondo si sente preso in giro e molto dubbioso in merito all’entusiasmo delle generazioni che lo hanno preceduto.

UNA VALUTAZIONE DI TEMPI

jeeg1_05Per apprezzare il senso preciso di questo manga è necessario innanzitutto conoscere meglio il genio sfavillante che risponde al nome di Go Nagai. Come in altre opere accade, si ha la percezione di un’idea meravigliosa dipinta però a pennellate grossolane, veloci, lasciando intuire una trama ben più dettagliata, lasciata all’immaginazione del lettore. Il maestro è fatto così, da parere così ispirato da iniziare contemporaneamente più opere che non possono attendere il tempo necessario per essere amate nel profondo, lasciando ad altri l’onore di completare, sviluppare, riprendere al meglio quello che lui ha iniziato. In Jeeg si affida ai disegni di Tatsuya Yasuda, un tratto che si rifà chiaramente allo stile del maestro, ammorbidendone la durezza originaria, alleggerendo gli ampi campi neri con un tratteggio più leggibile, proponendo una composizione meno violenta. Purtroppo la storia, seppur molto originale e appassionante, deve attendere i tempi del cartone animato per essere esaltata come merita; il manga rimane tra le mani come fosse un memorandum dell’autore, degli appunti presi velocemente per congelare certe idee da sviluppare, un blocco di viaggio da riprendere in seguito una volta giunti a casa, ma a casa il nostro Go Nagai c’è sempre stato e quegli appunti rimarranno sempre il principio del viaggio di qualcun altro.


Jeeg. Ultimate edition: 1
Jeeg. Ultimate edition: 2
Jeeg Robot. Cuore & acciaio
Jeeg Contro I Mostri Roccia
JEEG ROBOT D’ACCIAIO KOTETSU STEEL FIGURE 40 CM 14 INCH



LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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