Recensione: Julia #187 – Sbarre

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Antonio Marinetti.
Prima pubblicazione Aprile 2014
Prima edizione italiana Aprile 2014
Formato bonelliano
Numero pagine 132

Prezzo 3.40 euro

Finita l’ispezione il tempo si arenò di nuovo…
Ripartì per la colazione… Non meno squallida della cena.
E poi tornò a bloccarsi.

DIETRO LE SBARRE!

In questo episodio Julia si infiltra nel carcere femminile di Garden City con il nome di Lisa Cook, per incastrare Velia Cunnigham, una detenuta che gestisce il traffico di droga della città. Julia, lontana dalla realtà che conosce e in cui vive, dovrà districarsi tra il suo doppio ruolo di carcerata e infiltrata, cercando di mantenere l’equilibrio tra le due parti e imparando a interpretarle alla perfezione. Se all’inizio della vicenda Julia aveva preso la sua missione alla leggera, ben presto si accorgerà dei rischi che comporta il suo compito.

IL VERO FULCRO DELLA STORIA

La storia è molto coinvolgente e ricca di colpi di scena, con un buon ritmo e un’ottima sceneggiatura, i disegni sono precisi e definiti, senza grigi (tranne che per i ricordi), e rendono la storia immediata e facile da seguire. Il vero fulcro della storia è la vita carceraria in tutte le sue sfumature, a cui il traffico di droga e la missione di Julia fanno da cornice, passando spesso in secondo piano. Oltre alle difficoltà dovute alla sua missione infatti Julia dovrà sopravvivere anche alla dura vita del carcere, affrontando mercato nero, spaccio, bande, guardie corrotte e violente, e riuscire a cavarsela contando solo sulla sua intelligenza e sul suo coraggio perchè i suoi amici, questa volta, non potranno venire a salvarla.

Sotto lo sguardo attento di Julia l’ambiente del carcere è descritto con estrema precisione e senza buonismo, ma anche con la delicatezza e la sensibilità che contraddistinguono la nostra criminologa. Il fumetto delinea puntualmente un mondo al femminile in cui si muovono carcerate e guardie, che fa da specchio a quello al maschile, assai più noto e sfruttato nei film, nei libri o nei fumetti; l’intento è quello di sottolineare quanto le differenze tra i due mondi a volte non siano così marcate e altre volte siano invece insanabili.

Dalla folla emergono alcune figure chiave che rendono questo mondo meno estraneo e stereotipato. Incontriamo così la donna che ha assassinato suo marito e ancora non si pente, quella che invece vorrebbe solo morire ma non trova il coraggio, la guardia brutale ma onesta, la direttrice del carcere costretta a tagliare le spese e molti altri personaggi, tra cui la stessa Velia Cunnigham. Tutte loro, oltre a essere delle ottime co-protagoniste, hanno sicuramente il merito di farci riflettere su una realtà spesso trascurata e lontana dalla nostra, portando alla nostra attenzione un argomento scottante come le condizioni di vita dei detenuti.



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Beatrice Spezzacatena

Sono una studentessa di giurisprudenza che ama il giornalismo e i fumetti. Ho iniziato da piccola con Topolino, ho divorato tutte le altre uscite della Disney (Da Monster Allergy a X Mickey) e non mi sono più fermata. La curiosità è un mio brutto vizio.

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