Recensione: Kobane Calling

Editore Bao Publishing
Autori Zerocalcare
Prima pubblicazione Aprile 2016
Prima edizione italiana Aprile 2016
Formato 19 x 26 cm
Numero pagine 272

Prezzo 20,00 euro

DOVE VIVIAMO IL NOSTRO PASSATO E IL NOSTRO PRESENTE?

Quel che colpisce molto in Kobane Calling di Zerocalcare è un intermezzo verso la metà del libro, quando Calcare è tornato a Roma dopo il primo viaggio al confine turco-siriano e si trova nel centro culturale curdo in quel di Testaccio, la movida romana, viene fatta una riflessione sul solco enorme che scava tra le nostre e le vite dei curdi. Noi presi dall’ubriachezza, dalle le lamentele superficiali mentre dall’altra parte del mondo ci sono persone che investono tutto quello che hanno in una guerra per la libertà.

In quel momento, noi lettori che stringiamo il libro comodamente sistemati nelle nostre calde casette, sentiamo urlarci dentro una pressante domanda: “E io dov’ero mentre si combatteva una lotta per la libertà umana?

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Noi che abbiamo sognato con le battaglie contro l’Impero di Star Wars e siamo rimasti schiavi dei racconti dei nostri nonni sulla Resistenza, ci accorgiamo di quello che è accaduto nel nostro presente?

AL CONFINE CON LA LIBERTÀ

Il libro di Calcare non è più la storiella di un trentenne disadattato alla Kobane Calling cover variant La Feltrinellivita fatta di responsabilità, ma un racconto maturo che fotografa accadimenti della storia contemporanea.

Kobane Calling è il resoconto di due viaggi intrapresi come volontario da Michele Rech alias Zerocalcare per supportare, con aiuti umanitari, la resistenza curda. Per guardare da vicino cosa succede in quei paesi dilaniati dai conflitti. Per cercare di capire e provare a spiegare i fatti e le contraddizioni. La grandezza dell’opera si trova nella sua semplice fruibilità: Zerocalcare spiega per sommi capi la situazione geopolitica di quei Paesi, narra le usanze e il quotidiano di popoli che non conosciamo, o che pensiamo di conoscere tramite gli stereotipi occidentali, con umiltà, cercando in tutti i modi di slegarsi dal ruolo di reporter serio e professionale, ma la sua semplicità è la chiave vincente.

Kobane Calling è un resoconto dettagliato ma leggero, ironico seppur drammatico, dosato nel miscelare elementi romanzati (come le tipiche figure retoriche dei cattivi di Ken il Guerriero e il Mammuth) e testimonianze di vita raccolte sul campo. Questo stile lo rende un prodotto accessibile a chiunque. Una storia che necessita di essere raccontata a più persone possibili.

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Non ci sono scuse, non ci si può nascondere dietro l’ostacolo del saggio supponente e pomposo con le parole difficili, Il pubblico tipico di Zerocalcare, consistente ma variegato, si trova a leggere la sua opera più riuscita e più schierata. Se prima il suo successo poteva essere imputabile per larga parte alla sua capacità di far immedesimare i lettori, questa prova lo rende autore maturo in grado di maneggiare argomenti seri con il suo stile candido da romano di cuore. Quello che spesso manca nei nostri autori è la capacità di metterci la faccia, di schierarsi per raccontare la realtà che ci circonda. Non è questo il caso.

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UN’OPERA STORICA

Kobane Calling è un documentario sincero, scandito con emozione. Sarà capace di commuovervi e di farvi sorridere, vi aprirà una finestra su situazioni che ci riguardano anche se non ci abbiamo mai pensato.

Per questi motivi non si tratta di un semplice graphic novel o reportage, è qualcosa di più vicino alla cultura. Il fumetto contemporaneo che evolve e si nobilita ancora di più. Sì, non temo di affermare che, andando avanti con gli anni, quest’opera verrà ricordata come storica per capire il mondo che abbiamo vissuto.

Ai posteri l’ardua sentenza. Voi che siete vivi oggi, leggetelo.

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Mi chiamo Nimai. E' il mio vero nome. Sul serio! Scrivo storie e un giorno vorrei farlo diventare un lavoro. Uno dei miei sogni è accumulare abbastanza materiale per riempire almeno una pagina su Wikipedia.

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1 Risposta

  1. 2 febbraio 2017

    […] e Cameron Stewart, Batman – Cavaliere oscuro III – Razza suprema #1 di Frank Miller, Kobane Calling di Zerocalcare, Orfani: Juric di Roberto Recchioni e Paola Barbato, One-Punch Man di ONE e […]

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