Recensione: La mia vita in barca

la mia vita in barca evidenza

Editore Coconino Press – Fandango
Autori Tadao Tsuge
Prima pubblicazione 1997-2001
Prima edizione italiana Luglio 2016
Formato 17 x 24 cm in brossurato
Numero pagine 325 in b/n
Prezzo 20,00 euro

– Sottoponiamo noi stessi a un duro lavoro, cerchiamo di resistere al dolore, alla rabbia, alla solitudine […]
– Resistere o fuggire?
– Resistere, non c’è dubbio! Resistere è la parola d’ordine!
– da La mia vita in barca

STORIA DI UNA TEMPESTA SENZA ONDE 

La-mia-vita-in-barca-PDF-COMPLETO-BASSA-5Tadao Tsuge viene sempre presentato come uno dei massimi esponenti del gekiga, ma a dispetto di ciò, e di quel che si potrebbe immaginare, non è mai diventato quel tipo di autore che riesce a vivere unicamente della propria arte, non si è mai arricchito scrivendo e disegnando fumetti. La narrazione sequenziale, per l’autore, ha sempre rappresentato una necessità espressiva più che una fonte di guadagno fine a se stessa.
Il termine “gekiga” (“immagini drammatiche”) fu coniato da Yoshihiro Tatsumi alla fine degli anni ’50 per indicare un tipo di fumetto più serio, impegnato e profondo, in contrapposizione ai già diffusissimi “manga” (“immagini divertenti/disimpegnate”), il cui scopo in quegli anni era spesso solo l’intrattenimento.
La mia vita in barca è, insieme a Elegia in rosso, il primo volume della nuova Collana Gekiga proposta da Coconino Press – Fandango e curata da Vincenzo Filosa (Viaggio a Tokyo, Canicola Edizioni), ma soprattutto, La mia vita in barca, è l’opera di una vita di Tadao Tsuge.

tadao-testata

La storia, fortemente autobiografica, è incentrata sulla vita di Tsuda Kenta; l’uomo lavora come commesso nel negozio di jeans di famiglia e arrotonda disegnando manga, per lo più racconti di pesca, l’hobby che lo appassiona da sempre. L’inquietudine interiore di Tsuda-san lo porterà ad allontanarsi dalla vita in negozio, ogni giorno un po’ di più. L’insoddisfazione, la voglia di evasione, il peso delle responsabilità e la paura portata dall’età di non comprendere più il proprio ruolo al mondo lo trascineranno lentamente ma inesorabilmente verso l’acquisto di una vecchia barca. Su di essa, il protagonista deciderà di vivere tre giorni ogni mese, nella speranza di ritrovare una pace ideale, forse perduta, forse mai realmente conquistata.
Durante la sua vita in barca, Tsuda si imbatterà in una serie di personaggi più o meno stravaganti e più o meno reali. Nessuno di questi avrà risposte definitive per lui, ma ognuno di loro contribuirà a fargli accettare che il tempo scorre, e che mentre alcuni lati della vita variano così rapidamente che è difficile star loro dietro, tanti altri non cambiano mai.

LA FORZA NASCOSTA DI TADAO TSUGE

la mia vita in barcaCome accade spesso nei casi di fumetti intimisti e personalissimi, non sono tanto la trama, l’intreccio o i dialoghi a fare del volume una lettura più o meno valida, quanto le atmosfere, le riflessioni e le sensazioni che restano impresse alla fine dell’ultima pagina. In questo senso Tsuge fa un lavoro eccezionale: la scansione dei tempi narrativi, soprattutto dei momenti che Tsuda trascorre nei pressi del fiume, il tratto sintetico, essenziale ma capace all’occorrenza di incredibili dettagli, i dialoghi sempre sospesi tra sogno e realtà, il disagio esistenziale del protagonista che trasuda dalle pagine. Tutto contribuisce a ricreare nel lettore l’atmosfera di malinconia, mal di vivere e di incompletezza di una vita trascorsa tra dolore e insoddisfazione di Tsuda Kenta.

Non fraintendetemi, La mia vita in barca non è un graphic novel “depressone”, non è tutto nero e senza via di fuga. Tutto quel che schiaccia Tsuda c’è, eccome, ma è suggerito, impalpabile e, naturalmente, invisibile. Inoltre l’autore dissemina tra le pagine suggerimenti, indizi e momenti sufficienti a chiudere il libro con una sensazione di piacevole malinconia, quella che nasconde, in fondo, la speranza. Così come Tsuda fatica enormemente nel dare un senso alle sue infinite giornate, così il lettore dovrà faticare a trovare la propria risposta alle domande poste dall’autore, accuratamente nascoste tra una vignetta e l’altra.

IN CONCLUSIONE

La-mia-vita-in-barca-COVERLa Collana Gekiga parte con il piede giusto: La mia vita in barca si conferma l’opera matura di un maestro del genere. Lettura più che consigliata a tutti gli amanti del bel fumetto in generale, con particolare attenzione a chi ama leggere tra le righe e a chi ama le letture riflessive. Un bel “tenersi alla larga”, invece, per chi cerca l’azione e i ritmi adrenalinici a tutti i costi.
Unica nota dolente, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo in un volume quasi perfetto: la cura nella revisione dei testi. Per un oggetto così curato e dal costo non indifferente, gli errori (di battitura, di distrazione, di quello che volete) hanno un loro peso nell’esperienza di lettura complessiva; sarebbe stata gradita un po’ più di attenzione.


La mia vita in barca. Radure sconfinate
Elegia in rosso
Quaderni giapponesi
Lo scontro quotidiano. Ediz. integrale
Il grande male




LA NOSTRA PAGELLA: 7.8/10



Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.