Recensione: La ricerca del legname

Editore Tunuè
Autori Marino Magliani (autore) e Marco D’Aponte (disegni e copertina)
Prima pubblicazione Aprile 2017
Prima edizione italiana Aprile 2017
Formato 17 x 24 cm cartonato
Numero pagine 112

Prezzo 14,90 euro

A rendere definitivamente famoso Pepe ci pensò lo scrittore cileno col racconto del serial killer.

Leggendo alcuni fumetti di autori pigri, la prima idea che ci si fa è: “Non avendo avuto idee originali, hanno pensato bene di ambientare il solito intreccio in una cornice improbabile, per cercare di sfangarla”(tipo una love story nella Preistoria). Ecco, questo volume (n° 75 nella collana Prospero’s Book di Tunuè) è esattamente l’opposto di quelle opere prive di estro creativo.

UN POLAR MURINO

Pur trattandosi di un giallo (genere sputtanato) ambientato nel mondo animale (cornice più banale di una rondine a primavera), la storia si fa subito interessante e riesce a catturare l’attenzione del lettore. È immediato l’intento di Marino Magliani di rifarsi ai polar anni ’50, che ormai possiamo trovare in tv solo la domenica dopo pranzo, su rete Capri. Pur essendo una struttura narrativa ormai superata, la voce narrante del detective navigato e lo sfondo caratterizzato da una fotografia in bianco e nero hanno un fascino intramontabile; un po’ come un paio di Clark’s che hanno visto più di una stagione.

Fin qui tutto banale direte voi; se non fosse che il nostro protagonista è un topo ed è proprio una società di ratti a fare da sfondo alla storia. Un società sotterranea timorosa del mondo in superficie e quindi sviluppata in funzione dei suoi limiti spaziali, ma allo stesso tempo molto variegata con i suoi detective e i suoi woodrunner, cercatori di legname per l’appunto.

LA TRAMA

E’ proprio un woodrunner il topo scomparso misteriosamente, la cui madre è costretta a rivolgersi al secondo miglior detective del mondo sotterraneo: Fernando. Questo nostro tenente Sheridan si metterà alle calcagna del fuggitivo Rudy, apparentemente affetto da disturbi psichiatrici, che lo portano a scappare di tanto in tanto, e anche portatore di una fantomatica mutazione. Fernando è considerato il secondo miglior detective in circolazione, perché per tutta la storia verrà citato il famoso topo-investigatore Pepe el Tira, personaggio del racconto animale di Roberto Bolano, che Magliani ha voluto omaggiare, talvolta anche in maniera ridicola, visto il numero di volte in cui viene citato Pepe, fino quasi a farne una parodia.

Marco D’Aponte (autore dei disegni, oltre che della copertina) è riuscito a pieno nell’opera di trasposizione del poliziesco nel mondo murino e soprattutto, con giochi di ombre, è riuscito perfettamente a rendere in maniera fedele le atmosfere fumose e fascinose, che hanno reso distinguibile il genere.

Un reboot di Geronimo Stilton, se il suo autore avesse amato i polizieschi anni ’50


La ricerca del legname
Rovine
Uno in diviso (Prospero’s Books Vol. 51)
The moneyman. La vera storia del fratello di Walt Disney
Il tempo materiale

C4 MATITE:

Noman Al Ani

Figlio di due fricchettoni che, durante l'infanzia lo hanno rimpinzato di libri e trascinato in giro per mostre di pittori Uzbeki. Da li ad amare il fumetto il passo è stato breve. Tuttora il suo sogno più grande è diventare uno Jedi.

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