Recensione: La scuola senza pudore

scuolanagai

Editore Shueisha (Giappone)
Autori Go Nagai
Prima pubblicazione 1968
Prima edizione italiana 2015 J-Pop
Formato 17 x 12,3 cm
Numero pagine 250 circa
Prezzo 9,90 cm

Ma smettila! E non mi chiamare moccioso! Anche se sei mia madre, non ti prende troppe confidenze!

IN PRINCIPIO…..

La-scuola-senza-pudore-2Da molto da pensare la lettura di “Scuola senza pudore“, non tanto per il fumetto in sé, ma piuttosto per l’accostamento naturale che viene da fare con le opere ben più famose del maestro Go Nagai. Questa si presenta come il primo vero successo dell’autore, un esordio che il grande pubblico apprezzò molto e che nel lontano 1968 dette molto materiale in pasto al popolo benpensante. Vero che erano altri tempi, vero che oggi non è nulla più che un fumetto satirico, ma certe scene di nudo intuito lasciarono basiti i più. A tutti gli effetti viene considerato un prodotto hentai (fumetto erotico), forse il primo in assoluto del sol levante, ma se avrete il piacere di leggerlo vi accorgerete di come risulti attualmente una considerazione molto generosa. Contestualizzando il titolo nel suo periodo si può pensare che la società non fosse pronta ancora a misurarsi con quel senso esplicito che espongono alcuni personaggi nel farsi ritrarre in abiti succinti o praticamente nudi, in posizioni sconvenienti e con terminologie più che ammiccanti. In fondo non compaiono mai dei seni o organi sessuali, se non in forma molto stilizzata o per lo più accennata, ma la fantasia è ancora il tema dominante.

SEGNI DISTINTIVI

La-scuola-senza-pudore-3Come accade in tutte le trasformazioni della natura, spesso di può intuire che fiore scaturirà dallo sbocciare di una gemma; i tratti distintivi ci sono tutti, acerbi magari, ma fortemente delineati e riconducibili a quei temi forti che in seguito ne caratterizzeranno le qualità. “La scuola senza pudore” è un’opera a se stante, assai diversa dai titoli che hanno reso immortale Go Nagai, eppure con un può di mestiere si è in grado di avvertire quei semi che in seguito daranno vita a piante rigogliose sempre verdi. Il tratto non propriamente bello ma efficace per esempio è il primo, le espressioni decise e nette sono un filo conduttore primario, mai abbandonato, riscontrabili in Devilman, Mazinga e Mao Dante. La violenza, espressione delle barbarie umane, è rappresentata con crudezza, come elemento fondante del genere e mai censurata, anzi in certi casi portata verso l’esagerazione. Si nota pure quella spiccata libertà espressiva che ha fatto in modo che questo eclettico autore potesse sprigionare una moltitudine di idee senza porsi limiti né etici né tantomeno estetici. Nel complesso resta un manga non troppo semplice, per la datazione importante, che prevede dalla parte del lettore un autentico sforzo di immedesimazione che alla lunga porta verso quel tipo di stanchezza che normalmente di cerca di scongiurare. A rendere il tutto meno scorrevole c’è una certa verbosità dei dialoghi che rallenta ulteriormente il corso della lettura. Comunque un tassello fondamentale per gli amanti del maestro.


La scuola senza pudore: 1
La scuola senza pudore: 2
La scuola senza pudore: 3
La scuola senza pudore: 4
La scuola senza pudore: 5




LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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