Recensione: La tana di Zodor

Editore Tunué
Autori Marco Nucci e Isaak Friedl
Prima pubblicazione Settembre 2017
Prima edizione italiana Settembre 2017
Formato 17 x 24 cm
Numero pagine 176 a colori

Prezzo 16,90 euro

Il Passato giace sul presente come il corpo morto di un gigante

Si può pensare al tempo come ad una successione di istanti. Ogni attimo viene mangiato dal successivo, ogni momento futuro diventa presente e poi passato. In questa concezione, la storia, il mondo, l’uomo si muovono costantemente in avanti, come su un nastro trasportatore che fa da sfondo a tutti gli eventi. I soggetti, dunque, si allontanano irrimediabilmente dal loro passato, diventando qualcosa di diverso. L’unica cosa che si può opporre a questo processo di disgregazione e allontanamento è la memoria. Attraverso di essa, infatti,  possiamo pensare al tempo in maniera non lineare, come una sostanza fluida e viva in grado di contrarsi e di espandersi, di soffermarsi, accelerare e saltare da un momento all’altro. Un fiume impetuoso che lega luoghi, soggetti e piani differenti. È il tempo interiore, quello della memoria che si muove per analogia e non per ricostruire i fatti, che non ci fa semplicemente ricordare il passato, ma ci permette di riviverlo, di recuperarlo nella sua pienezza autentica e vissuta. È proprio quest’ultimo, il concetto di tempo che incontriamo ne La tana di Zodor, graphic novel di Marco Nucci e Isaak Friedl, edito da Tunuè.

LA TRAMA

L’opera narra la vicenda di tre amici, Marco, Davide e Alessandro, riunendo quattro momenti fondamentali della loro vita avvenuti su piani temporali differenti. L’unico di questi che li riunisce insieme e fungerà da filo conduttore e raccordo dell’intero racconto, è quello che li vede passeggiare sulla strada provinciale vicino al paese dove abitano, un percorso apparentemente comune ma che nella mente di Marco assumeva le caratteristiche di un’avventura piena di pericoli e di luoghi insidiosi. Tra questi, il più temibile era sicuramente la tana di Zodor, dimora di un gigantesco essere dalle fattezze scheletriche che, piantato nel terreno nel mezzo di un bosco, inonda di malvagità tutta la regione. A distanza di anni, le strade dei tre amici si sono divise, ma qualcosa di quel momento vissuto insieme sembra non averli mai lasciati: Zodor e la sua inquietante ombra malefica.

LUI TI VEDRA’

Marco Nucci e Isaak Friedl confezionano un fumetto dove le vicende, più che narrate, sembrano emergere spontaneamente  dal vortice del tempo. Il lettore viene gettato in diversi spaccati esistenziali, partecipando dei vissuti dei protagonisti in una dimensione in cui tutto è apparentemente così distante e allo stesso tempo così vicino, alla maniera dei ricordi e delle associazioni interiori. Zodor assume dunque la funzione di collante tra le tre vite, rappresentando la materializzazione e il punto di arrivo del dolore che accomuna i protagonisti nei diversi momenti. La sua natura è quella di un mostro eternamente nascosto, nessuno, infatti, entra nella sua tana, ma tutti ne sentono l’effetto. Zodor è qualcosa che ci accompagna e ci vede sempre, indipendentemente dalla strada che scegliamo. Tutto quello che possiamo fare è avvertire i piccoli rumori che ne precedono l’attacco e non scordarci mai di “camminare sopra l’inferno guardando i fiori”.

I COLORI DEL TEMPO

Dal punto di vista visivo, l’opera è caratterizzata da un tratto ruvido, spesso e pastoso che conferisce grande drammaticità ai personaggi e agli ambienti. Le figure assumono talvolta sembianze orrorifiche e oniriche, mentre le pagine si popolano improvvisamente di sinistre visioni, quasi a ricordare al lettore di non poter fuggire lui stesso all’influenza di Zodor. I colori sono intensi, contrastanti e fortemente connotativi. Infatti le tavole legate all’infanzia dei protagonisti, dove dominano tonalità luminose di giallo, ocra e rosso, si contrappongono ai grigi, viola e blu dei piani temporali successivi, fino ad arrivare al nero delle orbite vuote di Zodor, che aprono l’abisso di fronte al lettore.

CONCLUSIONI

In conclusione, La tana di Zodor è un graphic novel denso di contenuti emotivi ed espressivi, caratterizzato da uno stile dal forte impatto visivo e da un andamento non lineare e dai toni che richiede forse più di una lettura per essere apprezzato.

PRO CONTRO
– Idea di partenza originale
– Narrazione non lineare
– Buon impatto visivo
– Atmosfera onirica e orrorifica affascinante

– L'andamento non lineare e il linguaggio talvolta poetico e metaforico richiede attenzione per apprezzare la profondità dei contenuti

C4 MATITE:

Matteo Marchetti

Filosofo per formazione ed educatore per professione, cresce a Dragonball, Final Fantasy e calcio di strada nella campagna piacentina. Appassionato di fumetti, cinema, videogiochi, letteratura e arte è sempre a caccia di nuovi stimoli su cui riflettere, dialogare e scrivere.

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