Recensione: La terra dei figli

Editore Coconino Press
Autori Gipi
Prima pubblicazione Novembre 2016
Prima edizione italiana Novembre 2016
Formato 17 x 24 cm cartonato
Numero pagine 288 in b/n

Prezzo 19,50 euro

Se uno va oltre il lago, muore

Cosa significa essere genitori? Educare, fortificare, preparare. Rendere adulti dei ragazzi in un mondo post-apocalittico è questo e molto altro, è dare pochi insegnamenti di base che resistano come capisaldi al tempo, buoni per ogni situazione; è nascondere il dolore, impedire agli altri di trovarlo. Gipi ci consegna così una storia semplice, La terra dei figli, ma capace di accompagnarvi come il soffio del vento durante molti lunghi giorni.

DOPO L’APOCALISSE

Gipi - La terra dei figli anteprima tavola 4Il volume, edito da Coconino Press e lanciato in occasione di Lucca Comics & Games 2016, si presenta elegante e sobrio, cartonato di color nero e cover minimale, un involucro che suggerisce il suo contenuto. Il primo e principale elemento della storia è il silenzio, le sue sfumature animali e vegetali, i mormorii umani. Un campo di grano, un lago venefico, parlano molto di più del linguaggio (quasi del tutto perduto) dei sopravvissuti e che il padre dei due protagonisti si ostina a voler conservare in un vecchio, indecifrabile diario, motore dell’azione. Il passato è racchiuso in un pezzo di carta rovinato e putrescente, ma che affascina chi non ha le chiavi per conoscerlo. Il mondo è estinto, pochi uomini vivono ancora in terre perennemente rovinate, al confine fra Waterworld, Mad Max e Laguna Blu: l’autore gioca con questi stereotipi, conscio che essi siano un termine di paragone necessario e ineludibile, pietre miliari che segnano questo genere narrativo. Allo stesso modo, i personaggi rispecchiano caratteri soliti di racconti distopici, come il padre burbero ma buono, il vicino odioso e ottuso, la donna misteriosa ma carica d’affetto materno, i predoni, le deformità radioattive.

SAPERE È POTERE

Gipi - La terra dei figli anteprima tavola 1Cosa è bene? Cosa è male? L’etica muta nei secoli e nelle regioni e in un mondo sull’orlo del collasso anche la violenza è giustificata. Non c’è diritto, non c’è società: homo homini lupus. Per un pezzo di pane, un oggetto che consenta di vivere ancora un giorno in più. L’unico collante degli individui pare la religione, la religione del libro: ancora una volta la scrittura è mistero, l’ignoranza e la paura uniscono sotto l’insegna di chi promuove la sua verità, a danno degli altri. In questo ambiente desolato, solo la figura del boia risulta in qualche modo redenta, cosciente, consapevole degli eventi: il lettore sviluppa una sorta di affetto per quest’uomo, pietoso nel mondo brutale in cui si ritrova, una sorta di figura illuminata fondamentale all’economia del racconto. Non resta dunque che augurarvi buona lettura, perché questo romanzo è sensazione.


La terra dei figli
Unastoria
LMVDM. La mia vita disegnata male
S.
Questa è la stanza



LA NOSTRA PAGELLA: 7.7/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.