Recensione: L’armadio di Satie

Editore Coconino Press
Autori Sebastiano Vilella
Prima pubblicazione 2016
Prima edizione italiana 2016
Formato 21,5 x 29 cm
Numero pagine 144

Prezzo 18,00 euro

Io vivo altrove, dentro la quarta dimensione. Io vivo altrove, dentro la Dimensione X e osservo il mondo da una feritoia. Io sono il sempre, il mai, sono la X della formula dell’amore…  E della noia.

Uscito nell’ormai lontano ottobre 2016 il volume L’armadio di Satie di Coconino Press segna il ritorno sulle scene di Sebastiano Vilella, dopo i successi di Tre toni di nero, Requiem per due c… e sopratutto Armadio metafisico con (avvincente storia ispirata alla biografia di Giorgio De Chirico).

La storia, che parte come i più classici dei noir/polizieschi, rivela con il tempo dei risvolti inaspettati e si ispira ad alcune delle misteriose vicende raccontate nel tempo sul conto dell’eclettico compositore e pianista Erik Satie, che trascorse la sua vita proprio all’interno di quell’armadio che da il titolo a quest’opera.

UN TESSUTO ARMONICO

Nella pioviggionosa e crepuscolare Parigi si muove un racconto che galleggia soave tra la cruda e violenta realtà, fatta di proiettili, morte e corruzione, e un grottesco e poetico substrato. Pierre Lacombe è un anarchico ed un criminale, la Polizia transalpina è sulle sue tracce e quando una pista condurrà due detective al suo cospetto il loro sanguinario incontro (e quello con la sua giovane ed ignara compagna Suzanne) scatenerà una catena di eventi. Il nostro protagonista si troverà così a compiere una rocambolesca fuga, che si concluderà tra le braccia dello stesso Satie pronto ad accoglierlo e guarirlo sotto gli stilemi della sua curiosa religione.

Da questo momento la narrazione si divide attraverso due linee temporali distinte, due rette apparentemente destinate a non incrociarsi mai. Da una parte abbiamo il lento progredire delle indagini, dall’altro lo stato catatonico della realtà all’interno de “L’armadio“, una piccola stanza in cui l’artista francese ha realmente vissuto nel corso della sua vita, popolata di oggetti singolari (tra cui una “collezione” di ombrelli conservati a testa in giù), considerati per alcuni delle vere e proprie reliquie.

CONOSCERE SEBASTIANO VILELLA

Il disegno, caratterizzato da una tricromia, arricchisce ulteriormente quanto raccontato in precedenza. Il passaggio da tinte più pulp a quelle decisamente più “sognanti” è accompagnato da un tratto morbido ma all’occorrenza mutevole e capace di ritrarre tutti i suoi protagonisti con estrema attenzione e accuratezza. La sceneggiatura scorre limpida e veloce sotto le nostre dita, la prosa è agile e i dialoghi taglienti. La corsa fino al finale, sotto qualche aspetto prevedibile ma senz’altro di sicuro effetto, è appassionante e senza alcun calo.

L’armadio di Satie è solo l’ultima fatica di un autore da scoprire e ricorpire, capace di raccontare costantemente storie interessanti e “inedite” per il loro sviluppo. Sebastiano Vilella merita, se possibile, un posto ancora più di rilievo nel panorama della Nona Arte italica (e non solo). Coconino, come spesso ormai ci ha abituato, confenziona un brosurrato di pregievole fattura che lascia spazio alle tavole per far esplodere tutta la loro carica creativa ed estetica.


L’armadio di Satie
Interno metafisico con biscotti
Requiem per due c… Italo Grimaldi commissario
Le lacrime della bestia
La terra dei figli

C4 MATITE:

Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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