Recensione: Le due metà della luna

Editore Tunué
Autori Marco Rocchi (testi) e Francesca Carità (disegni)
Prima pubblicazione 23 marzo 2017
Prima edizione italiana 23 marzo 2017
Formato 19,5 x 27 cm
Numero pagine 120 a colori

Prezzo 14,90 euro

Così la luna usò sempre il velo di Lara per mascherare la sua assenza, senza più il timore di essere scoperta

Quando ho letto per la prima volta la sinossi di Le due metà della luna, ho avvertito fin da subito un tocco quasi disneyano e favolistico. Quando ho aperto il volume e letto le prime due pagine, credevo di trovarmi di fronte ad un epigono di Zootropolis. Quando l’ho terminato, mi son reso conto di aver letto una bellissima storia per bambini.

TRE EROI PER LA LUNA

Scritto da Marco Rocchi e disegnato da Francesca Carità, edito da Tunué nella collana Tipitondi, Le due metà della luna unisce elementi del genere già noti al pubblico con maestria, innovando una trama che, ad un primo, sfuggevole sguardo, potrebbe sembrare già vista. Alba, un piccola topolina, arriva a Croma per fare la sarta nella boutique più importante della città sotto la guida di Bice, un severo ragno tessitore. Fosco, un corvo, vive nell’ombra, riflettendo malinconicamente sul suo glorioso passato d’artista, ormai svanito. Ines, la civetta e vicina di pianerottolo di Alba, è una vecchia pazza che crede che la luna sia sparita. I tre si ritroveranno uniti nel riportare la felicità in questa cittadina dai colori scomparsi ma ancora presenti nel nome, un luogo che, come atmosfera, ricorda Parigi, tra il caos della metropoli e gli spazi artistici. I colori tenui e il tratto semplice e stilizzato sono perfetti per la storia, anche se magari peccano un poco di dinamismo nelle seppur rare scene d’azione.

PICCOLI DIFETTI & CITAZIONI

Molti sono gli elementi che ho apprezzato, come l’aver scarsamente animalizzato i personaggi, qui resi umani con piccoli tratti che ricordano la loro specie (tutt’al contrario di Zootropolis); la scelta  di inserire dei gabbiani come poliziotti tonti e arroganti; la citazione all’anfiteatro di Lucca, un ovale formato dalle case, e agli artisti più famosi della storia dell’arte come Magritte, Pissarro etc. La storia tuttavia non è perfetta: la seconda parte risulta meno originale e ricca di cliché, mentre gli stessi disegni mi paiono in qualche caso affrettati. Va aggiunto che è presente, verso la fine, una scena rivelatrice che non mi ha convinto del tutto, sia perché non la sentivo così importante, sia perché lascia molti interrogativi aperti, questioni sulla predestinazione del personaggio principale che non vengono risolte. Al di là di questo, credo che la lettura sia piacevole tanto per i bambini che per i lettori più grandicelli che desiderino una pausa da trame più mature ma non meno impegnate.


Le due metà della luna
Brina e la Banda del sole felino
Il buco nella rete
Monster Allergy. Collection: 1
Il mago di Oz

C4 MATITE:

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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