Recensione: Le storie #26 – Il tesoro di Bisanzio

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Giancarlo Marzano (testi), Giovanni Lorusso(disegni) e Aldo di Gennaro (copertina)
Prima pubblicazione Novembre 2014
Prima edizione italiana Novembre 2014
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 116 pagine

Prezzo € 3,80

Siamo la guardia Variaghi, traditore, per noi l’unica scelta è… COMBATTERE!
 (Il Tesoro di Bisanzio – Le Storie #26)

 IL TESORO DI BISANZIO

++XJKyMNFz6sqU=--L’incipit di quest’albo porterebbe i più a immaginarsi un fumetto storico costellato da noiosi spiegoni e, se va bene, assistere a qualche scazzottata liberatoria giusto per non addormentarsi. Mai errore fu più grande. A mio avviso, quest’albo si avvicina molto più, per fare un esempio a me caro, a Orfani di Recchioni piuttosto che un qualsiasi altro fumetto di stampo storico nel senso classico del termine. La decadenza dell’Impero Romano d’Oriente non è che un teatro in cui Giancarlo Marzano e Giovanni Lorusso hanno saputo inscenare una vicenda tanto credibile quanto appassionante: un gruppo di guardie imperiali, i Variaghi, accompagnati da Guglielmo, un mercante veneziano, hanno il compito di portare in salvo prima che crolli la città, il misterioso tesoro di Bisanzio.

Nulla dirò in più sulla trama se non il fatto che risulta essere l’aspetto dove l’albo risulta più fragile, accarezzando, ma mai scontrandosi con il rischio di annegare nel “già visto“. Ebbene sì, per quanto la storia non brilli per originalità tiene letteralmente incollato il lettore alle proprie pagine. Il merito è tanto degli ottimi disegni di Lorusso quanto della caratterizzazione egregia dei personaggi di Marzano, missione difficilissima se pensate che, essendo un fumetto one shot, nell’arco di 116 pagine è praticamente impossibile caratterizzare il tutto in maniera convincente.

La Forza dei Variaghi
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I Variaghi, manipolo di uomini al servizio dell’imperatore, sono sicuramente la forza di questo albo. Il loro aspetto e l’atteggiamento di generoso eroismo porta la mente ai valorosi spartani di 300 di Frank Miller.

Quanto emerge violentemente da Il tesoro di Bisanzio è un senso di appartenenza a una squadra indissolubile e l’importanza del sacrificio volto a un fine più grande, sempre e comunque. I Variaghi in 116 pagine si sapranno far apprezzare da lettori di gusti diversi. Non sono un manipolo di uomini uniformi e piatti ma ognuno ha delle caretteristiche proprie che lo differenziano dal resto del gruppo: ci sarà il guerriero “cecchino” del gruppo abile dalla distanza, il silenzioso assassino e il combattente inarrestabile nel corpo a corpo. Insomma ne avrete davvero per tutti i gusti.

UN BUON FUMETTO

Mi sento di consigliare questo albo tanto agli amanti del genere storico, i quali avranno di che godere per le ambientazioni, quanto agli appasionati dell’azione più sfrenata, perché i Variaghi non faranno certo annoiare. Per chi non l’avesse ancora letto a cuor leggero posso affermare che questo è un albo da recuperare senza alcuna ombra di dubbio.


Le Storie #26 – Il Tesoro di Bisanzio
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Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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