Recensione: Le storie #43 – Le nebbie di Boisbonnard

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Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Fabrizio Accatino (Soggetto), Fabrizio Accatino (sceneggiatura), Eleonora Dea Nanni (disegni) e Aldo Di Gennaro (copertina)
Prima pubblicazione Aprile 2016
Prima edizione italiana Aprile 2016
Formato 17 x 21,3 cm
Numero pagine 116
Prezzo 3,80 euro

Una piccola cittadina nella provincia francese, un borgo sommerso dalle brume di un autunno infinito. Onesto lavoro, piccole esistenze e grandi sogni: tutto è travolto dalla morte violenta di una giovane donna… È come gettare un sasso in uno stagno, innescare una valanga destinata a travolgere altre vite… Molti anni dopo, qualcuno dovrà scavare nelle macerie del passato, per trovare un senso alla tragedia e dissipare… Le nebbie di Boisbonnard.

LE NEBBIE DI BOISBONNARD

1456505187324.jpg--le_nebbie_di_boisbonnard___le_storie_43_coverNell’editoriale del numero precedente, La terra dei vigliacchi, avevano annunciato una doppietta di storie dalle atmosfere noir. Nell’albo scritto da Alessandro Bilotta, il malessere, la morte e la rabbia si mescolava a sottili strati di terra che volavano trasportando risentimenti e vendetta. Questo mese, lontani dal sole della California, i lettori de Le storie sono catapultati oltreoceano, nel vecchio continente. L’Europa, la Francia, una piccola provincia denominata Boisbonnard sono lo sfondo di una storia noir dalle tinte diametralmente opposte da quella precedente. Le lunghe distese d’erba, i corsi d’acqua e i piccoli ponti che collegano con le abitazioni periferiche, la nebbia che avvolge gli sguardi malinconici dei protagonisti.

Paradossalmente, proprio la differenza climatica definisce il setting dei personaggi. Se nella storia di Bilotta, con il caldo, le terre aride e il fuoco che lambiva i campi e le anime dei protagonisti, predominava un senso generale di rabbia, nella storia di questo mese – scritta da un impeccabile Fabrizio Accatino, le atmosfere e le personalità dei personaggi sono pervase dalla malinconia, il rimorso e la rassegnazione. Pesante come il peso leggero della nebbia. Ci troviamo due narrazioni noir totalmente opposte, ma legate da un potente fil rouge: la bravura degli autori coinvolti.

MALINCONICO NOIR

1456505319367.jpg--Fabrizio Accatino, dopo La pattuglia e Il prezzo dell’onore, torna su Le Storie, facendo ancora una volta centro. La storia, che ruota intorno alla morte di una giovane solare e sorridente di nome Zéphirine, ha un ritmo iniziale lento, che fa immergere il lettore letteralmente nelle vicende d’inizio novecento, lasciando che le vite di un piccolo paese come Boisbonnard diventino familiari. Altro punto in comune con La terra dei vigliacchi, è la suddivisione temporale della narrazione: passato e presente. Diciotto anni dopo la morte di Zéphirine, un ex-gendarme in congedo, protagonista della storia, torna sulle indagini; più l’uomo si muove nel presente, più – noi lettori – scaviamo nelle vicissitudini e nelle vite degli abitanti di Boisbonnard. Maigret e Sartre aleggiano tra le pagine come riferimento noir e investigativo cui ha attinto Accatino.

1456505323566.jpg--C’è l’amore, l’innocenza, la violenza velata da incapacità d’intendere, il potere che cede il passo ai sentimenti, ma soprattutto – c’è lei – madame solitudine. Alla fine della lettura dell’albo, mentre la neve si accumula sui tetti del piccolo paese e il fuoco di un camino riscalda l’anima ormai spenta del protagonista – di cui non sapremo mai il nome -resta soltanto il vuoto che si legge attraverso i suoi occhi. Ad avvalorare il grande lavoro di Accatino ai testi, ci sono i disegni di Eleonora Dea Nanni al suo debutto sulla serie. Le sue tavole sono sporche, cupe, piene di neri, e di solchi sui volti dei personaggi. Perché, nonostante Boisbonnard sia lo sfondo e protagonista incorporea dell’intera vicenda, restano i volti e i sentimenti dei cittadini a raccontare il male sopito in un’intera comunità, e Eleonora svolge un ruolo da prima punta.


Le storie #40
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LA NOSTRA PAGELLA: 7/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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