Recensione: Leda

Leda cover

Editore Coconino Press
Autori Sara Colaone, Francesco Satta e Luca De Santis
Prima pubblicazione 3 novembre 2016
Prima edizione italiana 3 novembre 2016
Formato 21,5 x 29 cm
Numero pagine 212
Prezzo 19,50 euro

– Lo vuoi il mio cuore, Leda?
– Fino al suo ultimo battito

Amante, anarchica, alessandrina. Leda Rafanelli nacque pistoiese e mori egiziana: una figura densa di ideologie politiche, contraddizioni, istinti irrazionali e profondo misticismo. Una pagina di storia d’Italia troppo spesso dimenticata, benché questa donna fosse al fianco degli uomini più importanti della sua epoca, tra cui Marinetti e Mussolini. La sua vicenda ci viene narrata nell’omonimo volume Leda, pubblicato  dalla Coconino Press e realizzato con cura da Sara Colaone, Francesco Satta e Luca De Santis.

CONTRASTI IN BIANCO E NERO

Ogni passo della vita di questo singolare personaggio storico ci viene narrato attraverso il bianco, il nero e varie sfumature di grigio, con uno stile che si modula sulla pagina attraverso lo spessore del tratto, che accosta quadretti leda_clipintimisti, momenti delicati di una vita affettiva contorta, con grandi splash-page di ampio respiro, che trasudano i fatti drammatici qui riportati. Leda conduce la sua vita infatti tra due guerre mondiali, cronaca nera, assassinii e squadrismo fascista: non fa mai parte del lato vincente vincente, ma di quello in continua lotta con il potere, alla disperata ricerca di un mondo migliore secondo il verbo proletario di Marx e Bakunin. Musulmana in un mondo cattolico, spregiudicata libertina in una società a base famigliare-patriarcale, la Rafanelli cattura il fascino di ogni uomo che frequenta, non legandosi a nessuno di loro tranne che a suo figlio Marsilio, detto Aini, “occhi belli“. Passa dall’unico marito, Polli, al suo caro Sidi (“signore” in arabo), Giuseppe Monanni, compagno di una vita, padre di suo figlio e editore coraggioso fondatore di Bur Rizzoli; da Mussolini, oratore incallito e “compagno” della prima ora a Adem Surur, ultimo suo amante in piena maturità.

ARTIFICI VISIVI

Il continuo movimento tra il realismo e l’immaginazione, l’onirismo, comporta alcune scelte singolari ma 14947753_1415028005181691_5321816866878714633_nsicuramente positive. Infatti gli interlocutori si concretizzano graficamente nei loro concetti, in quello che sono e saranno: i già citati Marinetti e Mussolini divengono, mentre scandiscono le loro parole, uno un quadro futurista, l’altro un busto di marmo di futuro presagio, ad identificare in modo inequivocabile le loro personalità. Allo stesso modo Leda rappresenta i suoi pensieri in un modo desertico ed egizio, fatto di tende beduine e dune. L’intreccio diventa davvero insolubile per chi legge, un artificio che gli autori hanno ben pensato e attuato per mostrare al grande pubblico una donna ricca di contrasti interiori. L’Oriente quindi diviene la dimensione diametralmente opposta al vento della Storia, una sorta di luogo rifugio da cui, in fondo, Lena non si allontana mai.


Leda. Che solo amore e luce ha per confine
La terra dei figli
Crocevia
Black hole
Sputa tre volte




LA NOSTRA PAGELLA: 8.5/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.