Recensione: L’estate diabolika

L'estate diabolika banner

Editore Bao Publishing
Autori Thierry Smolderen e Alexandre Clérisse
Prima pubblicazione 1987
Prima edizione italiana 15 gennaio 2016
Formato 21 x 28 cm, cartonato
Numero pagine 170
Prezzo 22,00 euro

Oh my God, poor baby! Non hai ancora capito? Sono tutte fandonie.

Stile pop. Spionaggio. Colore. LSD. Elementi che si confondono come in un vortice labirintico causato da un acido, un turbine di sensazioni forti in una maledetta estate del ’67 che, nel silenzio, sconvolge la vita del giovane Antoine, protagonista de L’estate diabolika, edito da Bao Publishing e realizzato dalla coppia Smolderen/Clerisse. Si tratta di una ristampa a trent’anni di distanza dalla prima uscita, datata 1987.

POP ART & INNOVAZIONE

coenecgvaaatrukIl leit-motiv del volume è Diabolik, i cui occhi mascherati troneggiano sulla copertina di questo cartonato, facendo intuire il contenuto narrativo e artistico: se da un lato infatti ci troviamo catapultati in una rappresentazione a cavallo fra crime-story e spy-story, dall’altro evidenzia fin da subito l’uso dei colori, posti a macchie gli uni accanto agli altri, con contrasti notevoli che possono dare un tocco di surrealismo alla tavola complessiva. Non il realismo dunque, ma una forma di espressionismo contemporaneo che sappia ben rendere su carta situazioni e stati d’animo contrastanti, in una narrativa fortemente chiaroscurata come questa. Il clou della tecnica artistica si raggiunge nelle vignette sull’uso della droga, l’alterazione di coscienza legata alle sostanze psicotrope a cui si mischia il sesso adolescenziale, inteso come istinto primario ed esperienza volta ad amplificare i sensi. A tutto questo si aggiunge un utilizzo spregiudicato della gabbia delle singole scene, cercando la novità, la rottura a tutti i costi, riquadri dentro altri poligoni, contorni sfumati, balloons evanescenti e scritte arcuate, una caotica esplosione al cui centro resta un protagonista naif e ingenuo.

UNA SPY-STORY A METÀ

letediabolique_pl3Antoine infatti subisce i personaggi che lo circondano: il padre, il rivale-amico Erik, la femme fatale Joan. La giovinezza del nostro eroe, specie quella maledetta estate, è fatta di buchi narrativi che troveranno pace solo nella seconda parte, nella vita adulta, quando il passato torna con verità scomode. Dicevamo, Diabolik: l’anti-eroe di casa Astorina rimane character di inchiostro anche qui, ma sbuca prepotente nella fervida allucinazione di Antoine per poi concretizzarsi in carne e ossa e sottrargli ciò che gli sta a cuore. Ma è solo un attimo, un solo momento, una breve citazione sfuggevole: Diabolik scompare nella seconda parte del volume, dove alcune inquadrature degli occhi vengono riproposte ma in un’ottica diversa, rivelatrice. Non risulta così centrale dunque, così fascinoso come dovrebbe. Allo stesso modo, la trama viaggia verso lidi conditi di alcune banalità tra buoni colpi di scena: le intuizioni di Antoine infatti paiono pretestuose, l’unione di tutti i puntini talvolta corretta e talvolta forzata nella direzione che si desidera.


L’estate diabolika
Souvenir dell’impero dell’atomo
Souvenir dell’impero dell’atomo – Ebook
Il porto proibito. Artist edition
Green Manor




LA NOSTRA PAGELLA: 6.8/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.