Recensione: #Like4Like

Editore Shockdom
Autori Marco Rincione e Prenzy
Prima pubblicazione Settembre 2017
Prima edizione italiana Settembre 2017
Formato 16 x 23 cm
Numero pagine 96 a colori

Prezzo 12,00 euro

La sacra corte del like muove contro di lei l’accusa di auto-like

I social network sono diventati un elemento centrale delle nostre vite e, come è naturale, stanno anche entrando a gamba tesa nella produzione letteraria, fumettistica e cinematografica. Da semplici sostituti delle interazioni sociali, si sono evoluti nel corso di pochi anni in elementi sempre più essenziali della nostra società, fermandoci un momento a riflettere, in maniera quasi inquietante. Non si tratta di una notizia sensazionale, se si pensa che molti autori, come Orwell con il suo 1984, avevano già ipotizzato a metà del secolo scorso, un futuro molto simile a quello dipinto da queste distopie tecnologiche.

IL FUMETTO

#Like4Like, graphic novel scritto da Marco Rincione (collana Fumeti crudi di Shockdom), affronta il tema in maniera magistrale, come solo alcune puntate di Black Mirror hanno saputo fare fino ad ora. Il volume è composto da tre racconti, due a fumetti e uno di solo testo, ambientati in un futuro distopico in cui i mi piace sono giorni di vita (idea ispirata dal film “In Time”, come scritto dall’autore nell’introduzione all’opera) e l’auto-like è un crimine da punire severamente. A una lettura disattenta il tema dei tre racconti potrebbe sembrare l’ormai trito rapporto tra uomo e tecnologia, ma in realtà l’elemento centrale è la disperata ricerca di apprezzamento altrui, che ha come teatro il social network.

La tecnologia è solo uno strumento per esprimere disperazione e piccolezze dell’uomo. Il Grande Like della prima storia, non è altro che un dittatore elevato a sovrano dal popolo di pecore digitalizzate che stiamo diventando. Il mezzo di comunicazione con cui esprimere il nostro sdegno per fatti abominevoli, per condividere foto o eventi della nostra vita, oggi è solo il post sul social network e così stiamo dando sempre più importanza al digitale e sempre meno al reale. Incolpare la tecnologia sarebbe veramente da ipocriti. Finita la lettura vi verrà voglia di spegnere computer e smartphone  e uscire di casa per farvi una passeggiata nel mondo reale.

LE ILLUSTRAZIONI

L’opera, come dichiarato dallo stesso Prenzy, autore delle illustrazioni, porta avanti una sperimentazione su colore e stile, iniziata dal giovane fumettista palermitano con 666-il male dentro. Questo stile riesce a centrare in pieno il tema, esprimendo molto bene, con le sue peculiari caratteristiche, le forti emozioni a cui sono sottoposti i protagonisti delle due storie illustrate. Stupende anche le due copertine del volume, che mostrano una donna intenta a soddisfare oralmente il pollice dell’icona del like e un selfie “mortuario” per commemorare un caro estinto.

È un esperimento narrativo, che possiede il giusto cinismo in grado di schiaffeggiare il lettore assopito.

C4 MATITE:

Noman Al Ani

Figlio di due fricchettoni che, durante l'infanzia lo hanno rimpinzato di libri e trascinato in giro per mostre di pittori Uzbeki. Da li ad amare il fumetto il passo è stato breve. Tuttora il suo sogno più grande è diventare uno Jedi.

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