Recensione: L’Incal

Editore Cosmo
Autori Moebius & Jodorowsky
Prima pubblicazione 1981
Prima edizione italiana 2015
Formato 19 x 27 cm
Numero pagine 46 + copertine a colori

Prezzo 3,90 euro

Dunque ecco la l’uomo… La preda… John Difool… Detective di classe “R”… Un pezzente… Ed è per questo tizio che violerò il mio giuramento… Cosa può esserci dietro a questo sguardo ottuso che interessa tanto l’Amok?

ALLA RICERCA DI COSA?

tumblr_inline_ns40jb6L2O1rnx2o3_540L’Incal non è altro che la storia di un incontro di successo, le firme che siglano questo fumetto sono il sigillo di garanzia del massimo livello: Moebius & Jodorowsky. In un futuro distopico dove tutto è da comprendere, tanto la società si è degradata; i robot non solo si sono integrati nel tessuto sociale ma in certi casi si sono sostituiti agli uomini stessi. John Difool, un detective di classe “R“, si imbatte casualmente in una rocambolesca fuga alla fine della quale diventa il più improbabile dei custodi dell’Incal, un piccolissimo oggetto fonte non solo di una luce ora portatrice di benessere e ora di morte, ma anche di una profonda saggezza custode di ogni più insondabile risposta. Non c’è purtroppo tempo per capire o liberarsene perché i Berg, una forma di vita creduta solo il frutto di qualche diceria, se ne vuole impossessare ad ogni costo, pronta a con le armi e con poca diplomazia a farsi largo verso quella misteriosa fonte di luce e potere. Adesso nessun luogo è sicuro, solo le indicazioni fornite dalla voce che fuoriesce dalla luce sembrano le più sensate così inizia una nuova fuga, pretesto questo buono per penetrare narrativamente i livelli della città, per creare uno spaccato buono a comprendere in quale realtà siamo capitati. Gli scenari mozzafiato rendono agli occhi scorci credibili, curati e calibrati secondo la grammatica di una mente libera e di una mano di altissimo profilo.

RIVELAZIONI

Scoprire che L’Incal è stato pubblicato per la prima volta nell’ormai lontano 1981 è una rivelazione in qualche modo destabilizzante. Sembra pensato oggi, non è invecchiato di un giorno, anticipatore come spesso lo sono le opere visionarie che intuiscono il decadimento o l’elevazione di certi filoni antropologici. Moebius, seppur non ai livelli massimi di Arzak, lascia una scia luminosa impossibile da non seguire; convince naturalmente anche se con un’altalena espressiva di uno stile ancora da sgrossare definitivamente. Seppur d’impatto non sono personalmente convinto in pieno della colorazione che per certi versi pare appiattire il segno particolare e personale del maestro. La casa Editrice Cosmo ripropone questa opera interessante con un comodo formato ampio di dimensioni e accessibile a tutti dal profilo economico, non rispettando altre edizioni considerate del settore di lusso, sia nell’utilizzo dei materiali che nel concetto ancora più grande e godibile. Resta alla fine un’accettabile compromesso. L’Incal è il primo passo da compiere verso l’esperienza e l’esplorazione doverosa che ogni lettore deve intraprendere alla conoscenza dei limiti più lontani e differenti da quanto si è normalmente abituati a leggere.

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L’Incal nero. L’Incal: 1
L’Incal luce. L’Incal: 2
Ciò che è basso. L’Incal: 3
Ciò che è ìn alto. L’Incal: 4
La quinta essenza (1). L’Incal: 5



LA NOSTRA PAGELLA: 7.7/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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2 Risposte

  1. Riccardo ha detto:

    Benissimo! continua a fare ricerca, la spinta che ogni lettore dovrebbe avere verso il proprio accrescimento personale. Ti consiglio di leggere l’albo dedicato a Silver Surfer ancora di Moebius. Buona lettura e buona ricerca

  2. Alex Citton ha detto:

    Una bella recensione per un fumetto che, personalmente, ho trovato un po’ inconcludente… Da salvare senza dubbio più per l’ambientazione che per l’ effettivo svolgimento… Non penso che tornerò a leggere Jodorowski, ma di certo cercherò ancora Moebius!

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