Recensione: Little Nemo – Sognando un sogno

Editore James Gordon Bennett Jr.
Autori Winsor McCay
Prima pubblicazione New York Herald dal 15 ottobre 1905 al 23 aprile 1911
Prima edizione italiana Garzanti 1969
Formato
Numero pagine
Prezzo non precisato

LITTLE NEMO: VIAGGIO A SLUMBERLAND!

Può una storia mantenere il suo fascino per oltre cento anni senza mostrare una ruga, un cedimento strutturale, una crepa sibillina? Può eccome. Dopo un secolo dalla sua creazione Little Nemo, direttamente dalle pagine del «New York Herald», si mostra fresco e modernissimo. Il piccolo Nemo è un bambino che fa fatica ad addormentarsi perché ogni notte è prigioniero dei suoi sogni/incubi. Ad attenderlo in ogni episodio c’è il regno incantato di Slumberland, un universo fatto di pura meraviglia, paesaggi mozzafiato, personaggi fantasmagorici, e al centro di tutto Principessa, figlia di Re Morfeo. Leggendo le pagine coloratissime di questa opera è impossibile non sentirsi parte degli avvenimenti che sono in gioco, ogni scorcio genera materia, ogni vista crea profondità, qui la paura è autentica e nessuno si preoccupa se il protagonista in fondo è solo un bambino.

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WINSOR McCAY: UN SIGMUND FREUD A FUMETTI.

Il critico letterario Oreste Del Buono dice: «Siamo sicuri che, in fin dei conti, non abbia detto di più su questo sciocco secolo, il ‘900, Mc Cay con Little Nemo in Slumberland che Freud con L’interpretazione dei sogni?». Se si ha avuto la fortuna di leggere il volume dedicato a Little Nemo la domanda assume un senso decisivo di sfida; le pagine si sfogliano con rinnovata curiosità, come se fosse possibile curiosare nei sogni di qualcuno, attraverso quelle che sono le paure alla base delle incertezze di tutti, quindi ci si appassiona alle vicende del bambino come se lo seguissimo in punta di piedi tenendolo passo passo con un pugno che stringe la sua camicia da notte. Little Nemo è come un fratello minore di Pinocchio o di Alice, uno di quei personaggi che sembrano appositamente confezionati per l’ingenuità e lo stupore dei più piccoli, per poi scoprire che è solo il vessillo e il riflesso di un mondo adulto con tutto il suo carico di incertezza, confronto, ricerca dell’impossibile, incapacità, raffronto dei ruoli, caste sociali.

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LA RAPIDITÀ DI UN GENIO

Il nome di Winsor McCay non dirà molto ai più, ma è il sinonimo di un genio della comunicazione. Le avventure di Little Nemo vivono per una pagina alla settimana, questo è lo spazio che il giornale gli dedicava. Eppure le storie sono vive, profonde, penetranti e mai sciatte, casuali o poco curate. I disegni sono un toccasana per il globo oculare, un piacere assoluto per lo spirito, il biglietto da visita per un viaggio che dura una pagina, pochi secondi che porteremo in seno per una vita. Gli scenari riflettono i meravigliosi anni dello stile liberty che in Europa riabbelliva le città; il segno è garbato, preciso, narrativo, moderno e mosso da una vena creativa che sembra non esaurirsi mai. La composizione delle tavole è sempre diversa, perché lo è ogni avventura; si è proiettati nel sogno con forza, senza preamboli e tante spiegazioni, come avviene nei sogni del resto.
Leggere questo incredibile fumetto è come assistere alla realizzazione della ricetta perfetta dei biscotti della nonna, gli ingredienti sono tutti lì sul tavolo eppure si resta sempre stupiti di come un passaggio che sembra sempre uguale possa dare vita a una diversa meraviglia. La pagina scorre e si avrà la certezza che il piccolo si sveglierà: non ci è dato di sapere come accadrà fino all’ultima sorprendente vignetta, perché fino a lì saremo prigionieri dei nostri sogni.

 

LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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1 Risposta

  1. 2 luglio 2014

    […] dedicato alla stupenda serie a fumetti Little Nemo, di Winsor McCay del 1905; di cui trovate qui la nostra […]

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