Recensione: Lo scultore

Editore BAO Publishing
Autori Scott McCloud
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato Cartonato 16 x 24
Numero pagine 496 pp.

Prezzo € 21.00

– Non ho paura di morire, Harry.
– Datti tempo.
(David e Harry)

Lo Scultore” di Scott McCloud, edito in Italia da BAO Publishing è probabilmente il più bel romanzo grafico che abbia mai letto. So che è un po’ audace esordire così in sede di recensione e di certo non voglio fare il verso a Neil Gaiman (che lo scorso agosto ha postato su Twitter le sue impressioni dopo averlo letto); semplicemente credo che parlando di questo libro sia cosa buona e giusta dar credito a quello che è, senza girarci troppo intorno: un capolavoro. Puro e semplice.

Volete sapere perché? Continuate a leggere!

Lo Scultore 02

LA STORIA

Lo Scultore - coverPrima di tutto, come da consuetudine, due righe sulla trama:
David Smith è un ex enfant prodige del mondo dell’arte. Caduto nel dimenticatoio a causa di incomprensioni con uno dei più importanti mecenate di New York, oggi David è in profonda crisi, esistenziale prima ancora che artistica. L’incontro con il vecchio zio Harry cambia però drasticamente le carte in tavola. Questi infatti altri non è che La Morte in persona, che propone a David un patto: la capacità di scolpire a mani nude qualsiasi materiale per duecento giorni, dopodiché David morirà. Il protagonista, che darebbe la vita per la sua arte, accetta. Duecento giorni per tornare ai fasti di un tempo. Duecento giorni per riscattarsi. Duecento giorni per riprendere il controllo della propria vita e quale modo migliore per farlo se non decidendo quando morire? Sulla carta è tutto perfetto, David è solo e non ha nulla da perdere.

Poi un giorno David incontra Meg.
E si innamora perdutamente…

Lo Scultore 07

LO SCULTORE – PT. 1 – : TUTTO O NIENTE

Lo Scultore 04Aspettative. Paura del fallimento. Amore. Lutti. Solitudine. Questi sono solo alcuni degli ingredienti di questo volume, della ricetta di quel “Tutto o Niente” che da il titolo a uno dei capitoli e che, allo stesso tempo, è motore degli avvenimenti raccontati. Molti degli elementi elencati qui sopra ruotano attorno alla figura del protagonista, David, un uomo schiacciato dalle proprie irraggiungibili aspettative e da una visione assolutistica della vita. O c’è il successo – ottenibile soltanto creando qualcosa a cui nessun’altro sarà mai in grado di ambire – oppure c’è il fallimento totale. Si vince o si perde, e nel secondo caso la sconfitta è una condizione irrevocabile, che si prende tutto lasciando solo il vuoto, il nulla, un’esistenza priva di significato. Tutto o niente.

David, all’inizio del libro, è quindi un uomo mosso solamente dalla disperata urgenza di un riconoscimento artistico che dia un senso alla sua vita. Non importa quale sia il prezzo da pagare, lo scultore è pronto a dare la vita pur di entrare nella storia. Perché ciò che conta non è vivere, ma sconfiggere, attraverso il proprio lascito artistico, l’ineluttabile e spietata forza del tempo. La priorità è resistere davanti a quel soffio di vento in grado di spazzare via tutto ciò su cui passa: nomi, ricordi, volti e storie.

Lo Scultore 08

Poi arrivano Meg e il suo mondo. Arrivano l’amore e la bellezza delle cose semplici, con tutti quei momenti che arricchiscono e mettono in secondo piano, anche solo per un istante, l’illusione di una felicità legata unicamente al successo. In una mente che è drammaticamente divisa tra bianco e nero, arrivano le sfumature di grigio e con esse comincia la lotta interna tra il ruvido dualismo delle ossessioni di David – successo o fallimento – e l’evidenza della realtà, di un modo diverso di vivere. La possibilità, l’ultima, di imparare nuovamente a respirare e a nutrirsi di ciò che lo circonda.

Lo Scultore 01

LO SCULTORE – PT. 2 – : LEGGERO COME IL VENTO, INTENSO COME UN SOGNO

Lo Scultore 05Per raccontare tutte le sfaccettature della storia di David, non basterebbe certamente una recensione e in fondo non serve nemmeno farlo, piuttosto vanno assaporate pagina dopo pagina. Quello che invece bisogna dire è che questo libro scorre in maniera sorprendente. Dopo le prime due pagine non si riesce a smettere di leggere, si va avanti fino in fondo e la sensazione, una volta terminato il volume, è che sia passato tutto in un lampo.

Ecco, qui c’è il perché “Lo Scultore è un capolavoro: un volume imponente e maestoso, che ha richiesto un’enorme quantità di lavoro da parte del suo autore (si parla di cinque anni di lavoro non-stop, undici ore al giorno per sette giorni alla settimana); un’opera che tratta di argomenti molto profondi senza scadere nel retorico… Ebbene un libro di tale “peso” può scorrere leggero eppure intenso soltanto se è un capolavoro. Cinquecento pagine (circa) che volano in un lampo. La bravura di Scott McCloud è quella di non infastidire la lettura riempiendo di tecnicismi la tavola, oppure facendo sfoggio di soluzioni che urlino “l’ho scritto io! Sono stato io, Scott!”. No, l’autore è invisibile ed è la storia con il suo superbo incedere a stare al centro dell’attenzione. Ecco perché parlo di capolavoro: per via del modo con cui questo libro sa entrare in profondità durante la lettura, in maniera spontanea e naturale. Al punto che quasi non ci si crede.

Guarda questa pelle. Così chiara e tesa. Liscia. E tutto ciò che c’è sotto…
I punti dove passa da osso… … A muscolo… Cartilagine…
Quei tenui fiumi blu…
(David)

Lo Scultore 09 orizzontale

Se avete amato “Zot!” (la serie creata da Scott nei primi anni 90, edita in Italia in unico volume sempre da BAO Publishing), sapete già di cosa è capace McCloud, eppure non potete ancora immaginare su quanti livelli vi colpirà “Lo Scultore“. Un gioiello narrativo e grafico (che vi lascerà a bocca aperta davanti alla potenza cinematografica dei ritratti di una New York più bella che mai, sotto la pioggia o in una splendida giornata di primavera; la città raccontata dall’autore americano è “viva” come lo sono i protagonisti della storia). “Lo Scultore” è una meraviglia capace di far sorridere, commuovere e piangere… Un’opera che emoziona e che, nella sua perfezione, finisce troppo in fretta. Da gustare una, dieci, cento volte.

Se invece non avete ancora letto nemmeno “Zot!”, sappiate che la mia invidia nei vostri riguardi è doppia.


Lo scultore
Zot!
Strangers in paradise: 5
Il pugile. La storia vera di Hertzko Haft
Golem



LA NOSTRA PAGELLA: 9.5/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

Potrebbero interessarti anche...

3 Risposte

  1. 28 giugno 2015

    […] 239, con la copertina dedicata all’ultima fatica di Scott McCloud “Lo Scultore” (Qui trovate la nostra recensione). I ragazzi di Fumo di China lo hanno incontrato in esclusiva durante […]

  2. 16 luglio 2015

    […] all’artista e teorico del fumetto statunitense Scott McCloud e al suo ultimo graphic novel, Lo scultore, che è stato presentato in Italia poco più di un mese fa in un tour per lo stivale. Tra gli […]

  3. 27 ottobre 2015

    […] ragioni diverse, ma con la stessa gioia di avercela fatta, Portugal di Cyril Pedrosa (Caterina) e Lo scultore di Scott McCloud […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.