Recensione: London calling

Editore Kleiner Flug
Autori Andrea Barattin
Prima pubblicazione Novembre 2015
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 21 x 28,5 cm
Numero pagine 86

Prezzo 17,00 euro

Colombo, trovati un lavoro. Sei un mammine, ed è ora che cresci.

IL MONDO FUORI CASA

londoncalling_preview2London calling” più che un fumetto può essere definito un progetto. C’è un tema centrale intorno al quale si aggrappa tutto il resto, una consuetudine moderna, che in maniera crescente divampa su un’ utenza sempre più giovane, questo modo contemporaneo di vivere è determinato dallo spostamento, dal desiderio di lasciare la casa, di andare a compiere un’esperienza nuova, in poche parole viaggiare. Il viaggio, un’operazione tanto semplice e allo stesso tempo così complicata. Andrea Barattin ci racconta come la sua generazione veda concretamente, come una opzione tangibile, quella di poter, suggerita da qualsiasi esigenza, partire e colmare quella distanza territoriale e psicologica che adesso ci rende davvero ogni desiderio a portata di mano. Il fumetto è costruito come fosse un manuale, una serie di consigli, arricchiti da un tono spiritoso che non guasta mai. Si intuisce che nelle descrizioni didascaliche c’è tutto quello spaccato autentico di una persona che certe situazioni le ha portate addosso come un cappotto buono per tutte le stagioni. I personaggi parlano, riflettono, pensano, provano imbarazzi e timori, ed è tutto scritto, non sfugge nulla, così si è in grado di partecipare alle fobie che almeno una volta sono capitate a tutti. Gli espedienti sono il midollo della storia, la vera caratteristica che contraddistingue il viaggiatore incauto, quello che fa finta di capire l’inglese e poi lo mastica a metà, quello che pensa che ogni città sia uguale alle altre e si perde dietro l’angolo, quello che ha sempre timore di dimenticare qualcosa e quello che scopre che il miglior posto del mondo è proprio il punto da cui si è partiti.

TONI SU TONI

 L’insolito formato grande consegna al tatto un volume corposo, realizzato con carta di ottima qualità, condizione non da poco al fine di ottenere una gradevole composizione tra colori e stampa ad alta definizione. Sfogliando con curiosità tra le pagine colpisce appunto la scelta di realizzare “London calling” interamente a colori. La soluzione cromatica però è assai particolare, le campiture godono tutte di tinte pastello, tutto si armonizza ad un livello intermedio di toni, accomodanti, rilassanti, poco aggressivi, così ogni livello acceso si placa diventando funzionale alla storia, diventando come il passato di un racconto, la stregua di un sogno, un’ ovattata selezione di cose buone, un po’ come succede con gli eventi passati, che, per quanto funesti sono modulati dal tempo e in qualche modo addolciti. Diventa un gioco  gradevole e non semplice riempire gli spazi, ogni pagina vive di vita propria grazie ad una frizzante vivacità che rende meno faticosa la pagina piena zeppa di dialoghi, note, spiegazioni. Tutto sommato un positivo esperimento comunicativo, una brillante opera figlia di oneste e sincere idee, magari un po’ legate a molti luoghi comuni che ci portiamo dietro da sempre ma che da sempre ci fanno sorridere. Unico vero deterrente, sul quale credo vada la pena di interrogarsi è quel prezzo che fa davvero paura!

cecilio


London calling
L’ultimo viaggio della Endurance
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L’ultimo dei mohicani
Il lupo dei mari. Tratto dal romanzo di Jack London



LA NOSTRA PAGELLA: 6.6/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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